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Un Sogno Infranto, Un Bel Libro Sul Doping


4 maggio 2011 ore 19:09   di ovunquearditi  
Categoria Altro  -  Letto da 498 persone  -  Visualizzazioni: 788

Sport, giovinezza, amore e morte s’intrecciano perfettamente in una storia dalle mille sfaccettature. Personaggi comuni diventano protagonisti assoluti di un racconto che tocca una realtà, purtroppo, a noi vicina, con uno strano epilogo.
L’amore per lo sport è il perno attorno al quale ruotano le vicende dei personaggi; un amore tanto folle che può diventare morte.
Il romanzo si apre con una frase, triste preludio a quello che poi si svilupperà nel corso della storia: “I sogni sono portati via da mali oscuri che rendono fragili le menti di atleti, trascinati in balia degli eventi.”
Come si può morire a vent’anni? La conoscenza dei propri limiti è spesso offuscata dalla passione, di qualsiasi natura essa sia.

La storia ha inizio in un paesino dell’Italia meridionale e affronta, a 360 gradi, tutti i disagi, i sogni e le ambizioni di giovani che nascono e crescono qui, in un ambiente quasi ovattato, dove tutto ha un altro senso e un altro sapore; nel campo da calcio echeggiano le risate degli aspiranti giocatori, tra una battuta e l’altra ecco un gol, e nella spensieratezza si diventa campioni.
Crescere con dei sani valori ormai non è più consueto, e nonostante la realtà paesana abbia i suoi contro, questo è forse uno dei pro che ha conservato nel corso del tempo.
Lì il gioco non è business, non è mercato: i giocatori sono persone e in quanto tali non sono in vendita.
Di qui, due ragazzi ingenui, pieni di sogni e di amore per un pallone, partono alla volta “del grande nord”, tra mille dubbi ed incertezze, la paura di non farcela, la subitanea nostalgia per la lontananza dalle famiglie e dalle fidanzate, ma anche dagli amici e dal vecchio allenatore.
Così si diventa uomini: mettendo a dura prova se stessi lottando ogni giorno contro un ostacolo diverso e scoprire, nelle piccole e grandi cose, l’immensa voglia di non mollare.
Inizialmente si affrontano le difficoltà di ambientazione, l’impatto con una scala di valori diversa, un allenatore che non crede più nel gioco e nell’onestà ma solo nel business che ruota attorno al calcio.
L’autore, però, non fa perdere d’animo i suoi eroi e manda sul loro cammino una sorta di angelo che consente ai ragazzi di vivere meglio la lontananza dagli affetti.
Ogni giorno ,però, si sente la mancanza, ogni giorno il telefono arde dal desiderio di sentire persone amiche e ogni giorno che passa, è un giorno in meno dal ritorno “in patria”.
Man mano questi piccoli uomini crescono, le relazioni amorose si stabilizzano, il gioco va avanti finchè...finchè uno dei due deve separarsi dall’altro... Questioni di mercato, si dice...


E poi succede tutto così in fretta...arriva il fatale incontro.
Tutto cambia, l’ingenuo ragazzino meridionale si lascia corrompere e corrodere dal suo stesso amore, quell’amore che l’ha strappato al paese natìo e catapultato in una realtà nuova.
Il romanzo, in questo senso, con svelti passaggi tra una scena e l’altra, cattura i momenti salienti di quest’avventura, non trascurando l’aspetto psicologico di ogni personaggio, né i dettagli necessari a comprendere il passaggio alla scena successiva.
Il linguaggio alterna un registro colloquiale, come può essere il parlare in famiglia, a quello formale e tecnico, tipico di un ambito specifico: quello del calcio.

La parte dialogica occupa molto spazio nella storia, sveltisce la lettura, rendendola piacevole e comprensibile, ricca di scherzosa ironia e costante variazione di registro.
L’intento dell’autore è sicuramente la denuncia al doping, pericolo alle volte sottovalutato, dalle conseguenze devastanti, che trascinano in un vortice chiunque abbia un contatto con esso, finanche uno indiretto, come è accaduto ai nostri campioni.
La storia, a parer mio, affronta bene le conseguenze di questo fatale incontro, conferendo il giusto spessore psicologico - morale ai personaggi e un’inaspettata conclusione, inaspettati ottimismo e fiducia nelle istituzioni.

Questo romanzo che tratta la triste tematica del doping scritto da Giuseppe Panio è un ottimo elemento di riflessione per i tanti giovani che praticano sport o si affacciano alla pratica di quest'ultimo. Vincere senza barare deve essere un motivo di soddisfazione maggiore. Il mio consiglio è quello di leggerlo, la lettura è scorrevole ed è indicato sicuramente dai ragazzi ai senior.

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