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L'universita' Italiana Sempre Meno Competitiva: Docenti Sono Spesso Figli E Parenti Dei Baroni


24 settembre 2010 ore 10:20   di ambro  
Categoria Altro  -  Letto da 308 persone  -  Visualizzazioni: 573

L’Università italiana, e non sono quella, cade a pezzi. Mancano i finanziamenti, ma soprattutto la laurea (anche magistrale), oggi, non costituisce più un titolo per poter affrontare il mondo del lavoro con più serenità e meno precarietà. Insomma, spesso frequentare l’Università in Italia è diventato uno sfizio personale, un modo per posticipare il drammatico ingresso in un mondo del lavoro fermo (una volta lo si faceva con la leva obbligatoria). Una piaga dei nostri Atenei è sicuramente la ricerca e l’inesistente ricircolo di corpo docente, che viene in quasi tutti i casi scelto in base al grado di “parentela”. Prospettive di carriera universitarie pari a zero.

E’ di pochi giorni fa la notizia di un giovane di Palermo, Norman Zarcone, dottorando in Filosofia del linguaggio, che si è suicidato buttandosi dall’ultimo piano della facoltà di Filosofia. Il motivo? Avevano fatto capire a Norman che per lui non c’erano prospettive particolarmente interessanti in Università. Doveva andarsene. I baroni (professori universitari anche ultra ottantenni, che non so chiodano dalla poltrona e percepiscono stipendi milionari senza preoccuparsi minimamente dei ricercatori e dei professori più giovani che non riescono a lavorare), sono la rovina dell’Università italiana, ma non si possono uccidere purtroppo. Dobbiamo aspettare che muoiano da soli, come le piante.


Recente è il caso di uno studente universitario di cui non citiamo il nome, che ha presentato una tesi di laurea sui casi di omonimia nell’Università. E’ risultato che moltissimi professori (sia ordinari che assegnisti o a contratto) sono figli, fratelli, cognati e parenti dei baroni. Ad esempio, nell’Università di Bari, nella Facoltà di Economia, 42 docenti su 176 hanno legami di parentela, cioè il 25% dei docenti, un record assoluto nel nostro Paese. L’Università di Foggia conta ancora molto sulla dinastia familiare dell'ex rettore, Antonio Muscio, con sette parenti nella top ten nazionale delle omonimie universitarie con la new entry Alessandro, assunto nell'ultimo giorno di rettorato del papà e nella sua stessa facoltà, quella di Agraria.L'universita' Italiana Sempre Meno Competitiva: Docenti Sono Spesso Figli E Parenti Dei Baroni

Ma non è solo una questione degli Atenei meridionali. A Milano, Genova, Roma, Venezia e Torino molti professori sono parenti di altrettanti docenti. Maria Stella Gelmini, ministro dell’Università, ha da tempo dato segnale di voler eliminare il baronato italiano e il nepotismo che lo consuma dall’interno, ma sappiamo benissimo che non farà nulla, come non ha fatto nulla fino ad ora. La Gelmini, nostro malgrado, in versante scolastico, la stiamo vedendo, è una inetta; probabilmente dobbiamo aspettare che le scuole ci cadano addosso o che sia davvero troppo tardi per aspettarci una risposta del Governo. Anche perché molti professori universitari sono politici, moltissimi del Pdl, quindi sapremo che gli amici baroni della Gelmini non saranno toccati, e neanche i casi di ominimia, purtroppo. Questa è l’Italia dei poveri ricercatori e dei laureati senza futuro.

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