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Vampiri: Dal Folklore Al Cinema Passando Per La Letteratura


20 gennaio 2011 ore 13:54   di riccardo  
Categoria Altro  -  Letto da 6653 persone  -  Visualizzazioni: 10437

La credenza dell’esistenza dei vampiri è molto antica , ed ha subito tanti e radicali cambiamenti nel corso dei secoli, seguendo le culture e le mode del momento.
In principio la sua figura non era molto distinta, e spesso si fondeva a quella di altri mostri e divinità malvagie. Nella cultura Babilonese, e successivamente in quella egizia, il vampiro era identificato con il demone Lilith, che si nutriva del sangue degli infanti maschi, sottraendoli dai loro letti.

Il vampiro vero e proprio cominciò ad incutere paura durante il medioevo, trovando terreno fertile nella cultura contadina. In particolare, nell’est europeo gli strigoi cominciarono ad assumere le sembianze dei “non morti”, che durante la notte riemergevano dalle loro tombe per tormentare i vivi, soprattutto i familiari.Una tradizione questa ancora viva in alcune zone rurali della Romania.


Secondo le leggende locali, non tutti i defunti erano destinati al riposo eterno, ma alcuni di loro qualche giorno dopo il decesso si sarebbero svegliati per tornare dai familiari e succhiare loro il sangue fino a condurli alla morte. Inoltre, il non morto sarebbe stato portatore di sventura per tutta la comunità, attirando sugli abitanti del paese maledizioni che si traducevano in carestie e pestilenze.
Era molto diverso dal vampiro come lo conosciamo oggi. Gli uomini che ne ebbero a che fare riferirono di aver visto uomini simili a zombie, spesso sporchi di sangue e terra, dal colore paonazzo e lo sguardo gelido e assente. Siamo quindi molto lontani dal mostro romantico e raffinato dei racconti odierni.

Vampiri: Dal Folklore Al Cinema Passando Per La Letteratura

Si narrava che alcuni uomini erano destinati a diventare vampiri fin dalla nascita, e già da piccoli mostravano alcuni tratti tipici dei Nosferatu. Avevano occhi sporgenti e sul coccige una piccola coda. Poi crescendo si riempivano di peli in posti inconsueti, come sui palmi delle mani. Inoltre mostravano un carattere irascibile e una spiccata cattiveria.
Altri invece potevano diventare vampiri in seguito a determinati avvenimenti. Ovviamente ci si trasformava in non morti se contagiati da un vampiro tramite un morso, ma anche se sulla tomba del defunto passava un cane randagio. Inoltre uguale destino potevano avere gli uomini raggiunti da una maledizione scagliata da una strega o da un mago.
Per evitare che il congiunto defunto tornasse dalle tenebre, venivano presi determinati accorgimenti riguardo le persone a rischio. Prima della sepoltura veniva mozzata la testa e rivolta al contrario rispetto al corpo, si riempiva la bocca del defunto con l’aglio (notoriamente detestato dai vampiri), venivano mozzate le braccia e riposte sul corpo a forma di croce e sulla bara venivano posti dei pesanti massi, affichè il vampiro non riuscisse a sollevarne il coperchio.
Non ostante queste precauzioni, non erano rare le segnalazioni di attacchi di vampiri, che spesso si tradussero in vere e proprie cacce al non morto. Era frequente vedere uomini e donne dei villaggi recarsi nei cimiteri per scoperchiare le tombe e dare cosi il colpo di grazie al presunto vampiro. Si notava cosi che spesso il cadavere non mostrava segni di decomposizione ed anzi, parecchie volte aveva un colorito vivace, come neanche in vita, che confermava l’ipotesi che si trattasse di un vampiro e si fosse nutrito di sangue.

Vampiri: Dal Folklore Al Cinema Passando Per La Letteratura

Famoso divenne il caso studiato e descritto da Johannes Fluchinger, ufficiale medico dell'esercito austriaco, che nel 1731 fu inviato dall'Alto Comando dell'impero a Medvegia, un piccolo villaggio serbo, ad investigare su una serie di presunti attacchi di vampiri, che terrorizzarono la popolazione e già mietuto vittime. L'attenzione si concentrò su un certo Paole, morto cadendo da un carro di fieno, ma avvistato settimane dopo da numerose persone, alcune delle quali poi morirono in circostanze misteriose. Si narrava che lo stesso Paole, in vita avesse più volte confessato di essere stato morso da un vampiro.
Si procedette con la riesumazione del corpo che, quaranta giorni dopo la morte non presentava alcun segno di decomposizione, anzi, nel rapporto steso dall'ufficiale si apprende che il cadavere avesse un colorito florido, la bocca, il naso e gli occhi trasudavano sangue, sudario e camicia erano sporchi di sangue, ed anche tutta la bara ne era piena; segno che ne avesse bevuto in quantità. Inoltre sembrava che il defunto avesse perso pelle ed unghie vecchie, ed al loro posto c'erano quelle nuove. Si procedette allora con l'esecuzione del vampiro tramite un paletto di legno conficcato nel cuore, e si narra che l'urlo emesso da Paole si udì anche nei villaggi vicini. La stessa sorte poi toccò anche alle presunte vittime del vampiro in questione, onde evitare altri attacchi.
Oltre questo, sono numerosissimi i casi di attacchi ed epidemie vampiriche che imperversarono in tutta Europa, in particolare ad est, tra il diciassettesimo ed il diciottesimo secolo.

Vampiri: Dal Folklore Al Cinema Passando Per La Letteratura

Ben altra aria si respirava in Europa occidentale, dove il movimento illuminista prima, quello romantico dopo, segnarono una diversa evoluzione del mito.
Celeberrimo fu l'incontro a Villa Diodati nel 1818 fra Lord Byron, il suo medico personale William Polidori, Percy Shelley e la sua futura moglie Mary.
L'idea nacque come un breve soggiorno in campagna, ma le continue piogge costrinsero gli ospiti ad un permanenza forzata. Decisero cosi di trascorrere il tempo leggendo storie fantastiche e dell'orrore, fino a che lo stesso Lord Byron propose ai suoi ospiti una sfida a chi avrebbe scritto il racconto dell'orrore più bello.
La sorpresa fu che i due scrittori Byron e Shelley non riuscirono a scrivere niente di importante, mentre Mary Shelley partorì “il prometeo moderno” ovvero Frankenstein, Polidori invece scrisse “Il Vampiro” un racconto breve che rivoluzionò questa leggendaria figura.
Per la prima volta il vampiro non era più il mostro violento e sanguinario che terrorizzava i contadini, al contrario il protagonista, Lord Ruthven, era un aristocratico, esponente dell'alta società, possedeva un fascino tenebroso ed accattivante, ed era incredibilmente seducente.
Il racconto, inizialmente attribuito a Byron, ebbe forte successo in Europa, e venne tradotto in molte lingue, iniettando nuova linfa al filone della letteratura gotica che già aveva preso piede in Germania, Inghilterra e successivamente anche in Italia e Francia.

Vampiri: Dal Folklore Al Cinema Passando Per La Letteratura

Si moltiplicarono i romanzi horror, e il vampiro divenne a volte mostro, a volte eroe nero, ed il suo fascino non lasciò indifferenti i grandi della letteratura Europea.
Da Pirandello a Zolà, da Prescket Prest a Thomas Mann, tutti trattarono l'argomento almeno una volta. Grande eco ebbe il romanzo di Joseph Sheridan Le Fanu, con con il suo personaggio Carmilla, una donna vampiro, con la quale contribuì a caricare di fascino e sensualità la figura che si avviava ad essere consacrata come mito.
Il Vampiro di Polidori e Carmilla di Le Fanu, fecero da precursori per il più grande ed importante romanzo gotico vampiresco, ovvero Dracula, di Bram Stoker.
Ritagliato sulla figura dell'attore Henry Irving, il romanzo narra la storia del principe di Valacchia Vlad III l'impalatore. Una figura sinistra, taciturna, accattivante; sottile come la nebbia e terrificante come un lupo assassino, capace di manipolare le menti e corrompere le anime. Percorrendo i secoli, spostandosi nelle grandi città, Dracula è il male assoluto, che si confonde tra la gente e diffonde il suo morbo, più letale della peste. Il vampiro che non porta gli uomini all'inferno, ma l'inferno tra gli uomini.
Un romanzo francamente non eccezionale dal punto di vista stilistico (Stroker era un medico e matematico), ma carico di emozioni, intriso di un'atmosfera cupa, a tratti soffocante, dove il suo personaggio principale è poco presente fisicamente, ma la sua esistenza si percepisce in ogni oggetto, in ogni luogo e parola.
Lo scritto ebbe un successo planetario che neanche l'autore avrebbe mai immaginato, fatto di traduzioni in diverse lingue, rappresentazioni teatrali e più tardi in innumerevoli trasposizioni cinematografiche.
Stoker, nel tentativo di creare un personaggio interpretabile dal suo datore di lavoro, Irving, regalò alla letteratura mondiale un capolavoro fino ad oggi ineguagliato per il genere, che rivive eternamente giovane anche nei romanzi e film che negli ultimi anni hanno invaso il nostro mondo.

Dal film di Fracis Ford Coppola a Nosferatu, proseguendo poi con Twilight e company la lista dei successi è lunghissima e se bene una delle peculiarità dei vampiri è quella di non poter avere figli, alla luce dei numerosissimi seguiti, creati da scrittori e registi di tutto il mondo, possiamo dire che di figli Dracula ne ha avuto tantissimi.

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