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21 Dicembre 2012: L' Apocalisse Della Coscienza Cosmica


1 dicembre 2012 ore 21:46   di mayralaura  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 452 persone  -  Visualizzazioni: 654

Il Pianeta Terra osservato nello spazio è magnifico: la perfezione e l’eternità della creazione sembrano insite in questo corpo celeste sospeso nell’infinità dell’universo. In realtà, è molto più fragile ed attaccabile di quanto l’immaginario collettivo possa evocare.

Sul nostro pianeta incombono pericoli: pericoli reali, come quelli provenienti dallo spazio, del tipo collisioni con meteoriti o altro materiale volteggiante nello spazio, pericoli di fantascienza, da molti considerati più che reali, come attacchi di popolazioni aliene, e non sono da sottovalutare i pericoli originati dall’agire dell’uomo stesso, che nei secoli hanno seriamente messo a repentaglio la sua incolumità.


L’uomo, però, è un essere pensante ed intelligente e, fino ad oggi, è riuscito sempre a contrastare e a salvaguardare la propria esistenza e quella del nostro pianeta Terra, ma sembra impotente nei confronti di una piccola parola, portatrice di sciagure o delizie?: profezia.

L’ultima profezia che incombe sulla Terra è quella dei Maya: l’Apocalisse è molto vicina e il conto alla rovescia è già cominciato.
La data predestinata, secondo i calcoli astronomici dei Maya, è il 21 dicembre 2012 ed è tanto agghiacciante quanto lo è la considerazione che questa antica civiltà precolombiana ha nella storia dei popoli.

La storia del popolo Maya si può riassumere in tre lunghi periodi: preclassico (dal 1500 a. c. al 317 d. c.); classico (dal 317 d. c. al 987 d.c.) e postclassico (dal 987 d. c. fino al 1500 d.c.).
I Maya raggiungono l’apice della loro civiltà nel periodo classico, quando svilupparono le prime vere città, si organizzarono politicamente e si dedicarono ad alte tecnologie. Verso la fine del 900 d. c. abbandonarono misteriosamente le loro città e si concentrarono nello Yucatan, dove, intorno all’anno 1000, la loro civiltà raggiunge nuovamente il massimo splendore. Guerre interne e problemi climatici ne determinarono nuovamente la decadenza, tanto che all’arrivo degli spagnoli nel secolo XVI, sono stremati, dispersi e facilmente assoggettabili.

La civiltà Maya fu tra le prime ad utilizzare la scrittura, anche se sotto forma di geroglifici complessi e ad interessarsi di astronomia.
Dagli studi astronomici discende, anche, la misurazione del tempo che essi, consideravano ciclico, strutturato in 5 Ere Cosmiche, ognuna di 5.125 anni così denominate: Acqua, Aria, Fuoco, Terra e Oro, l’attuale; queste ere crescono e si estinguono e l’evento che ne determina la conclusione, di solito catastrofico, è l’inizio di una nuova epoca.

Gli intervalli delle ere cosmiche coincidono con 3 tipi di calendari: Tzolkin, quello religioso, Haab, quello civile, Lungo Computo.
Il Lungo Computo si basa sulle precessioni degli equinozi, sulla distanza della Terra e del sistema solare dal centro della Galassia, sui movimenti che l’astro compie all’interno della via Lattea e inizia da una data certa, il 13 agosto 3113, e si conclude il 21 dicembre 2012.

L’unità di misura del Lungo Computo è il Katun che ha una durata di 20 anni. Nel Lungo Computo ci sono 260 Katun di cui 13 ripetitivi e portatori di una profezia. Il ciclo attuale è il Katun n. 4, iniziato nel 1993 che terminerà dopo 19,7 anni cioè nel 2012.
Secondo il Chilam Balan, sacerdote che interpreta la profezia divina, nel 4° Katun tornerà KUKULKAN, il Dio Piumato, per dare inizio a una nuova era in cui l’uomo ritroverà il contatto con se stesso e con l’universo.

Il 21 dicembre 2012 coincide con il solstizio invernale: il sole si allinea con il centro della via Lattea, evento che si ripete ogni 25.625 anni, in contemporanea con il fenomeno della precessione, per cui la Terra finisce il giro intorno al proprio asse e l’angolo dell’asse terrestre si sposta rispetto alla nostra galassia.

Questo fatidico giorno, sta suscitando molte inquietudini nella psicologia collettiva dell’intero Pianeta: che la profezia Maya si avveri o meno nessuno può asserirlo o smentirlo con certezza e intanto gli atteggiamenti degli umani si dividono tra chi assolutamente non crede nella profezia e chi, invece, nel dubbio si prepara a difendersi dall’imminente Apocalisse.

In Italia, nell’Appennino Toscano e sulle colline di Asti, in Spagna, nella Sierra di Madrid e in Andalusia, sono stati realizzati dei bunker in cemento armato che si possono acquistare per la modica cifra variabile da 300 a 700 mila euro; in California sono più economoci: costano solo 50.000 euro.
Nello Yucatan, 38 famiglie italiane, hanno realizzato Il rifugio delle Aquile, con altrettante ville fortificate in cui rifugiarsi per scampare all’Apocalisse.

C’è anche chi ritiene di essere immune dalla profezia grazie al luogo in cui risiede. E’ il caso del comune francese di Bugarach, situato nel dipartimento dell’Aude, nella regione della Linguadoca-Rossiglione. Già famoso per le leggende secondo le quali in questo luogo sarebbe custodita l’Arca dell’Alleanza, il comune, insieme ad Angrogna, nelle Alpi italiane, sarà risparmiato dalla catastrofe: la montagna del Pic de Bugarach, chiamata anche Montagna Sacra, all’occorrenza, si aprirà e delle astronavi, guidate da alieni, si prodigheranno a portare in salvo, o a rapire, tutte le persone presenti nel luogo.

In aiuto a chi non riuscirà a trovare posto sotto la montagna di Bugarach, o non avrà la possibilità economica di acquistare un bunker, arriva la scoperta del prof. William Saturno.
Il prof. W. Saturno è un archeologo a cui si deve la scoperta delle più antiche tavole astronomiche Maya. Il ritrovamento in Guatemala nel sito archeologico di Xultun, in un’abitazione di circa 1200 anni fa, in cui probabilmente abitava uno scriba Maya. Le iscrizioni murarie sono sicuramente le più antiche mai ritrovate e riferiscono di un mondo che continua ancora per 7.000 anni oltre la nostra epoca.

Questa scoperta, così importante dal punto di vista archeologico, che consentirà ulteriormente ad avvicinarci alla comprensione della cultura Maya, ci libera dalla profezia: se il mondo dovesse continuare per ulteriori 7.000 anni oltre la data del 21 dicembre 2012 la profezia dei Maya, automaticamente perde di efficacia.
Più che un ritrovamento interessante dal punto di vista storico-archeologico sembra una manovra ad oc per il rientro del panico seminato dagli stessi Maya.

Nella profezia dei Maya, però, ad un’attenta lettura ed interpretazione, il vero significato è insito: il Dio Piumato, Kukulkan, ritornerà per chiudere l’Era Cosmica dell’Oro, e dare inizio a un nuovo periodo in cui si vivrà in pace con se stessi e gli altri e l’uomo ritroverà il contatto con se stesso e l’universo.

Questo è sempre stato il vero significato della profezia Maya: ci sarà l’Apocalisse ma non riguarderà la distruzione del Pianeta Terra o l’estinzione dell’uomo, ma sarà l’Apocalisse della coscienza cosmica e l’affermazione del riappropriarsi dell’uomo della propria vita in sintonia con se stesso e la natura.

Attenzione, però, che la fine del mondo è solo rimandata: secondo la scienziata Margherita Hack, nel 2036 un asteroide dal nome inquietante di "Il Distruttore" derivante dal dio egizio Apophis, colpirà la Terra e, se nel frattempo non si riuscirà a trovare un metodo per deviarne la traiettoria, allora sì che questa profezia annunciata sarà fatale.

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