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Angiolino Il Breve


13 aprile 2011 ore 11:45   di alga  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 277 persone  -  Visualizzazioni: 432

Hanno lavorato sino a tarda sera, come dei moderni Pico della Mirandola, incatenati ad una discussione che la drammaticità in cui vive il nostro Paese impone. Una crisi nera e devastante, con migliaia di profughi che l’Europa ci risputa indietro facendosi odiare dalle nostre milizie verdi e con un’economia che no decolla, anzi, plana sempre più pesante sulle teste delle famiglie italiane.

Non c’è lavoro, e quel poco viene destinato a pochi raccomandati amico dell’amico mentre le Aziende (è di due giorni fa il grido disperato di sorella Marcegaglia) si sentono sole, abbandonate al loro destino e pertanto bisognose di affetto da cercare in altri lidi.


Si dirà: però, che classe politica seria e responsabile. Stanno sino a tarda ora perché finalmente han deciso di mettere mano ad uno sfacelo che giorno dopo giorno rigonfia come le acque dell’oceano… Invece no, signore e signori: il Parlamento discute del Processo Breve, anzi, per dirla in modo più corretto, della prescrizione breve.

Un problema atavico e fondamentale, che ridarà lavoro, che farà ripartire l’economia, che cancellerà con un colpo di spugna le odiose diatribe con i nostri vicini europei. La riforma della Giustizia passa dunque da una non riforma, perché non è chiudendoli prima che i colpevoli vanno in galera e gli innocenti ne stanno fuori, con buona pace di migliaia di persone che mai vedranno la luce della giustizia per i loro cari defunti.

Angiolino Il Breve

Abbrevieremo dunque i processi, anche se il Ministro Alfano si prodiga nel ricordare che, in fondo, la Legge andrà a toccare non più dello 0,2% dei procedimenti in corso, come dire “In fondo che male fa?”.

La domanda vera, che dobbiamo però porci, non è tanto che male faccia ma a che cosa serva se lo stesso Ministro che l’ha proposta la ritiene così poco significativa e soprattutto perché incatenare un intero Paese per mesi e mesi su una fuffa di questo genere.

Viene il dubbio che serva a qualcuno, che sia stata modellata in perfetto stile sartoria di un tempo per impedire che solo certi processi (appunto lo 0,2%) possano vedere la giusta fine del loro percorso.

Intanto tra chi legge gli articoli della Costituzione (esercizio importante ma fine a se stesso visto il numero di proposte bocciate in questi anni perché ritenute anticostituzionali) e chi sonnecchia in attesa del voto finale, c’è un Paese che langue in attesa che i propri rappresentanti politici si accorgano, tutti insieme, della lenta ma inesorabile agonia che lo sta lentamente uccidendo: un’agonia lunga e dolorosa, che troppo stride con tutto quello che di breve, in Italia, si vorrebbe far passare.

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