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Call Center: Lavoratori - Criceti Sottopagati O Disoccupati. Quello Che Non Sai Su Questo 'lavoro'


30 ottobre 2013 ore 11:11   di articolando  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 5089 persone  -  Visualizzazioni: 5335

Come non parlare del mondo dei call center? In un paese che proprio non ce la fa a ripartire, l’unica speranza legata alla parola "lavoro" si chiama proprio call center. Il primo call center nasce nel 1968 in America e da li…fu boom! Oggi, specialmente nel nostro paese, questo genere di attività occupa la maggior parte dei cittadini, dallo studente che ha appena preso la maturità che si è posto la domanda "e ora?" al padre di famiglia che è stato licenziato perché l’azienda in cui lavorava è sull’orlo del fallimento (se non è già fallita, cosa molto probabile). Ma se ci lavora cos’ tanta gente, perché sono tutti senza soldi?

Bella domanda, peccato che chi si pone ancora questa domanda non ha capito proprio un accidente di cosa significhi lavorare in un call center. Ore di lavoro pagate da un euro a tre euro (lordi ovviamente) per poi arrivare ai più "fortunati" che percepiscono dai quattro ai cinque euro, attenzione però: pausa pipì non inclusa, anche se ti scappa un colpo di diarrea non ti viene abbonata ma perdi un’ora seduto al cesso del call center senza percepire il compenso per quell’arco di tempo, come se il bisogno fisiologico non appartenga all’essere umano. Call center che ti impongono la presenza in azienda per non pagarti nessun fisso e ricevere un compenso di ottanta centesimi a chiamata andata a buon fine (si avete capito bene! Ottanta centesimi. Sempre lordi ovviamente, giusto per non confondersi) o addirittura un compenso "straordinario" di quindici euro a contratto concluso, senza stipendio fisso ovviamente…peccato che se ti offrono quindici euro a contratto significa che in un mese farai al massimo otto contratti se tutto va bene. Ma forse l’azienda guadagna poco?


Ma manco a pensarlo! Le varie aziende che affidano la vendita dei propri prodotti alle centinaia di aziende call center, offrono ottimi incentivi all’azienda per ogni contratto, o appuntamento, o quel che si voglia che va a buon fine, ma poi tutti questi euro si perdono chissà in quali tasche per poi lasciare una manciata di spiccioli al povero operatore che in realtà manda avanti l’azienda. Eh si, perché "No operatori? No party!". Un call center senza operatori può tranquillamente chiudere e mandare in baratro L’ investimento dell’imprenditore (irrisorio rispetto all’investimento che occorre per avviare un’azienda di altro genere) che ha deciso di aprire un call center per arricchirsi alle spalle dei tanti "lavoratori-criceti" che in mancanza di altro, pur di non rimanere a casa a girarsi i pollici accettano di lavorare alle pari condizioni di un lavoratore di un paese sottosviluppato. Però hanno un contratto a norma di legge giusto?

Call Center: Lavoratori - Criceti Sottopagati O Disoccupati. Quello Che Non Sai Su Questo 'lavoro'

Eh! Capirai…un bel contratto a progetto, tanto per cambiare e…Bingo! Contributi per la pensione? Cosa sono? Esistono? Per non parlare delle parole: ferie, malattia, maternità, permessi, tredicesima, quattordicesima, buoni pasto e qualsiasi DIRITTO che non si può negare ad un lavoratore dipendente. Ma visto che ci sono così tante risorse (lavoratori) impiegate in questo tipo di lavoro, che comunque di lavoro si tratta, perché non regolarizzarlo? Forse per qualcuno non è molto conveniente come cosa, altrimenti diventerebbe un lavoro rispettabilissimo e che (ri)darebbe dignità alle persone che ci lavorano e che lascerebbe poco spazio agli imprenditori furbacchioni che dovrebbero rinunciare a qualche auto di serie e passare ad un’utilitaria. A voi i commenti.

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