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Cambio Di Residenza In Tempo Reale: Una Bella Scommessa


17 aprile 2012 ore 12:54   di 2tredici  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 453 persone  -  Visualizzazioni: 711

Il 13 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di DPR con il quale viene data attuazione ad una delle novità più significative contenute nel cosiddetto "Decreto Semplificazioni" (D.L. 5/2012 convertito nella Legge 4.4.2012, n.35), vale a dire il cambio di residenza in tempo reale. Con le nuove regole, l’Ufficio Anagrafe dovrà registrare entro due giorni lavorativi la dichiarazione resa dal cittadino in merito al cambio di residenza o di abitazione. L’Ufficio avrà poi 45 giorni di tempo per effettuare gli accertamenti finalizzati a verificare se quanto il cittadino ha dichiarato è vero, oppure no. Se entro tale termine non viene comunicato al cittadino il preavviso di rigetto, quanto contenuto nella dichiarazione si considera conforme al vero.

La veridicità del contenuto della dichiarazione resa all’Ufficio Anagrafe diventa, quindi, lo snodo fondamentale della nuova procedura. Finora, infatti, la dichiarazione di cambio di residenza o di abitazione produce effetti soltanto dopo che l’Ufficio ha verificato che la situazione di fatto sia conforme a quanto dichiarato (in pratica: i Vigili Urbani verificano se effettivamente Tizio o Caio dimorano abitualmente dove hanno dichiarato di dimorare). Con la nuova procedura, invece, la dichiarazione resa dal cittadino, anche se mendace, produce immediatamente (entro due giorni lavorativi) la registrazione del cambio di residenza o di abitazione, salva la decadenza successiva qualora gli accertamenti, entro 45 giorni, conducano ad un esito negativo.


La prassi insegna che non sono infrequenti i casi di rigetto della dichiarazione di cambio di residenza o di abitazione. Spesso, per motivi fiscali o altre ragioni sconosciute, le persone congegnano residenze fittizie o di comodo che, tuttavia, vengono smascherate dagli accertamenti preventivi effettuati dagli Uffici. Con la nuova procedura, simili comportamenti rischiano di diventare oltremodo rischiosi. Nel caso in cui, infatti, le verifiche successive conducano ad accertare che la dichiarazione resa dal cittadino non corrisponde al vero, non soltanto il cambio di residenza o di abitazione decade ma l’Ufficio avrà l’obbligo di denunciare l’ipotesi di reato (false dichiarazioni rese ad un pubblico ufficiale) all’Autorità Giudiziaria. Si sconfina, dunque, nel Codice Penale.

Evidentemente il legislatore, traducendo in queste nuove norme giuridiche la sua ansia semplificatrice, ha scommesso sulla rettitudine del cittadino ed ha ritenuto marginali i casi di dichiarazioni mendaci. C’è da auspicare che, invece, non abbia troppo indotto in tentazione coloro che, equivocando sul concetto di "semplificazione", ritengono che ciò significhi fare quel che più aggrada senza alcun controllo. Sarebbe utile una campagna di informazione per spiegare che così non è. Altrimenti la semplificazione non renderà un buon servizio al cittadino ma rischierà, al contrario, di metterlo nei guai.

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