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Chi Era La Donna Che Lasciò La Sua Eredità A Fini


20 agosto 2010 ore 15:48   di pola2007  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 641 persone  -  Visualizzazioni: 1055

Il presidente della camera dei Deputati Gianfranco Fini, cinquantotto anni, è l'uomo politico italiano più ha fatto parlare di sè in questi giorni. Ha fatto parlare di sè per la sua clamorosa "rottura" con il premier Silvio Berlusconi: Berlusconi ha espulso Fini dal popolo della Libertà, il partito che avevano fondato insieme, e Fini ha dato vita a un nuovo gruppo parlamentare chiamato Futuro e Libertà per l'Italia. Ma ha fatto parlare di sè anche per le furiose polemiche suscitate da una casa: un appartamento che si trova a Montecarlo, sul Boulevard Princesse Charlotte. Questo appartamento era di proprietà di una contessa di nome Anna Maria Colleoni, che alla sua scomparsa, nel 1999, lo aveva lasciato in eredità ad Alleanza Nazionale, il partito di cui Fini era allora presidente.

E ora un inchiesta de Il Giornale, un quotidiano che appartiene alla famiglia del premier Berlusconi, ha rivelato che questo appartamento due anni fa è stato venduto per trecentomila euro, poco meno di seicento milioni di lire, a due società di cui non si conoscono i soci, con sede nel "paradiso fiscale" dell'isola di Santa Lucia, ai Caraibi; e ha rivelato che l'appartamento è utilizzato dal "cognato" di Fini: Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta Tulliani, compagna del presidente della Camera.
Giancarlo Tulliani non ha voluto rendere noto quanto paga di affitto ma ha dichiarato: <L'appartamento è di quarantacinque metri quadri>. Il Giornale è altri quotidiani affermano invece che l'appartamento è di circa settanta metri quadri e, riportando le valutazioni di alcuni esperti di mercato immobiliare secondo i quali i prezzi correnti in quella zona sono di ventimila o venticinquemila euro al metro quadro, sostengono che il valore di quell'appartamento è di almeno un milione e quattrocentomila euro: più di quattro volte tanto il prezzo al quale è stato venduto. L'ipotesi avanzata da Il Giornale è che la casa lasciata dalla contessa all'ex partito di Fini sia stata svenduta, per ragioni ancora tutte da chiarire, a un prezzo così basso da danneggiare gli interessi del partito; e poi "assegnata", a condizioni di favore, al "cognato" del presidente della Camera.


Fini ha annunciato una querela per diffamazione contro il quotidiano, dicendo di "non essere titolare dell'appartamento" e di non avere nulla a che fare con chi lo ha comperato. Ha poi aggiunto che l'appartamento era in cattive condizioni quando fu vendutoe che il suo valore era stato stimato, al momento dell'eredità, in quattrocentocinquanta milioni di lire, pari a duecentotrentamila euro odierni: un valore molto più basso di quello stimato da Il Giornale. Ma le polemiche non si placano: <Fini dovrebbe dimettersi>, ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, della Lega Nord.
L'unica cosa certa è che l'appartamento al centro di questa bufera era entrato a fare parte del patrimonio dell'ex partito di Fini in un modo insolito: una eredità. Leredità di una nobildonna che alla sua morte ha lasciato ad Alleanza Nazionale case e terreni il cui valore è stato stimato in almeno due miliardi e mezzo di lire e che nel suo testamento ha scritto: "Nomino erede universale dei beni mobili e immobili che mi appartengono il partito Alleanza Nazionale nella persona del suo Presidente, onorevole Gianfranco Fini, come contributo per la sua buona battaglia".

Chi Era La Donna Che Lasciò La Sua Eredità A Fini

Questo singolare testamento fa venire voglia di saperne di più. Chi era la contessa Anna Maria Colleoni, questa dama dell'aristocrazia che ha deciso di nominare un partito politico suo "erede universale"? Per avere una rispsosta a questa domanda sono andato a Monterotondo, la cittadina di quarantamila abitanti a venti chilometri di Roma in cui Anna Maria Colleoni è vissuta e nel cui cimitero è sepolta.
La contessa non era sposata e non aveva fratelli. Ma qui vive una persona che l'ha conosciuta da vicino: è Delfina Montenucci, settantadue anni, la sua amica del cuore. <Anna Maria eara cugina di mio marito Giuseppe de Santis>, mi dice <ma per me è stata soprattutto una grande amica>.
<Era una persona nobile in tutti i sensi della parola>, dice la Montenucci <Discendeva da Bartolomeo Colleoni, il grande condottiero del Quattrocento originario di Bergamo: nel Settecento la sua famiglia si era trasferita da Bergamo a Roma, dove Anna Maria era nata nel 1934, figlia unica del conte Guardiano Colleoni. Si divideva tra Roma, dove passava l'inverno, e Monterotondo, dove viveva d'estate. Era una donna colta, che aveva una laurea in Giurisprudenza e che parlava quattro lingue, ma non hai mai fatto "passare" agli altri nè il suo titolo nè la sua cultura: aveva modi molto semplici. E aveva una grande passione, che condivideva con me>.

<Quale era questa passione?>. <La politica. Per la precisione, le idee della Destra politica. Anna Maria era una estimatrice del fascismo per eredità familiare: suo padre Guardino era stato un gerarca fascista di spicco, oltre che un banchiere, e non aveva rinnegato le sue idee quando Mussolini era caduto. Anna Maria è stata cresciuta fin da piccola in questa "fede fascista" e per tutta la vita ha appoggiato il partito che considerava erede del fascismo: il Movimento Sociale Italiano, che nel 1994, sotto la presidenza di Gianfranco Fini, ha cambiato nome in Alleanza Nazionale. Il partito è stato la sua vera famiglia visto che lei non si è mai sposata>.

<Perchè non si è mai sposata?>. <I pretendenti non le sono mancati, ma Anna Maria mi ha detto più di una volta: "Non ho mai trovato l'uomo giusto". Non so nemmeno se ha avuto dei fidanzati: ricordo solo una sua "cotta", del tutto platonica, per Pino Romualdi, il presidente del Movimento Sociale Italiano scomparso nel 1998, che lei aveva conosciuto negli anni Cinquanta. In ogni caso Anna Maria, trovandosi alla soglia dei sessant'anni senza marito e senza figli, ha cominciato a pensare di lasciare in eredità i suoi beni al partito che aveva sempre sostenuto e che, in quel periodo, era guidato da Gianfranco Fini, un politico di cui lei era da anni "innamorata">.

<Scusi, in che senso la contessa era "innamorata">. Di certo non nel senso letterale: il suo era un "innamoramento" politico. Ma era anche una grande simpatia, che ha provato dalla prima volta che lo ha incontrato>.
<La contessa Colleoni e Gianfranco Fini, quindi, si conoscevano personalmente?>. <Certamente, ripsonde Delfina Montenucci < e mi ricordo benissimo il giorno del loro primo incontro, perchè ero presente anch'io. E' accaduto nel 1976: Anna Maria e io eravamo a Roma, in piazza del Popolo, a un comizio di Giorgio Almirante, segretario del Movimento Sociale Italiano. Al termine del comizio siamo andate a salutare Almirante, e lui ci ha presentato Fini, che, allora aveva solo ventiquattro anni: "vi presento l'uomo del domani", ci ha detto Almirante. E, grazie anche a quelle parole, Anna Maria ha subito nutrito la più alta considerazione per quel giovanotto>.

<Dopo quel giorno, Anna Maria Colleoni e Gianfranco Fini si sono incontrati altre volte?>. Si. Quasi ogni volta che Fini teneva un comizio a Roma o nei dintorni, Anna Maria lo andava ad ascoltare e, se era estate, gli portava sempre in dono un cesto delle albicocche che lei coltivava personalmente nei suoi terreni. E Fini ricambiava queste cortesie: quando capitava a Monterotondo veniva sempre a farle visita. Lui era sempre gentile, affabile. E lei gli voleva un bene dell'anima>.
<Lei sa quando la contessa ha preso la decisione di lasciare i suoi beni al partito di Fini?>. <Un giorno, all'inizio degli anni Novanta, lei mi ha detto: "Devo decidere a chi lasciare i miei beni quando non ci sarò più: sto pensando di lasciare tutto alla Chiesa". E io le ho risposto ridendo: "Sei matta? Proprio adeeso che i preti hanno cominciato a votare comunista?". Mi riferivo, scherzando, la fatto che divesrsi sacerdoti di nostra conoscenza erano politicamente orientati a sinistra. E Anna Maria, ridendo anche lei, mi ha detto: "Hai ragione: lascerò tuto al partito". Semreva una conversazione scherzosa. Ma, da quel momento, Anna Maria ha cominciato a dire seriamente: "Quando muoio, lascio tutto a Gianfranco">.

<Lei voleva lasciare i suoi beni ad Alleanza Nazionale: era questo il senso delle sue parole. Però quando parlava di questa sua intenzione, la frase che usava più spesso era: "Lascio tutto a Fini". Intendeva dire che nominava suo erede il partito proprio perchè c'era Fini. Lei si fidva di lui ciecamente, non ha mai avuto dubbi sulla sua integrità. Anna Maria ha scritto il suo testamento nel 1997 ed è morta due anni dopo, il 12 giugno 1999, uccisa da un tumore che se l'è portata via in due mesi: aveva solo sessantacinque anni>.

Dopo la sua morte e il suo lascito testamentario, la sezione di Monterotondo di Alleanza Nazionale è stata intitolata alla sua memoria: c'è ancora la targa con il suo nome "Anna Maria Colleoni" sulla porta. Ma è ormai una targa senza significato perchè Alleanza Nazionale non esiste più dal 2008, quando è confluita nel Popolo della Libertà. Ora Fini ha fondato un partito suo: se aprirà una sezione a Monterotondo, mi piacerebbe che fosse intitolata ad Anna Maria Colleoni, una nobildonna in tutti i sensi.

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