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Continua La Protesta Universitaria Contro La Riforma Gelmini


29 novembre 2010 ore 10:58   di hank  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 877 persone  -  Visualizzazioni: 1453

Ancora un giorno di protesta per il mondo universitario, studenti, docenti, assistenti, precari e non continuano a manifestare nelle piazze delle principali città e a far lezione al freddo sui tetti delle facoltà. Domani il decreto di legge sull' università che porta la firma del Ministro Maria Stella Gelmini sarà votato alla Camera dei deputati e si saprà se le parti politiche rispecchiano il reale volere della maggior parte degli italiani.

Il testo della riforma Gelmini, già approvata dall' aula del Senato della Repubblica il 29 Luglio scorso, è disponibile nella sua versione integrale sul sito del Senato ed è consultabile liberamente da chiunque. La riforma dell' università minaccia tagli su ricerca, didattica, servizi agli studenti e riduce il peso delle rappresentanze studentesche all' interno dei consigli di facoltà.


Questi sono solo alcuni punti sui quali verte la riforma Gelmini che decreterebbe, a detta del mondo universitario, la fine dell' università pubblica. In effetti se si legge il testo della riforma depositata agli atti del Senato, è facile rendersi conto dei numerosi tagli e della riduzione notevole della spesa in settori importanti e vitali come la ricerca, la docenza e i servizi agli studenti. A livello strutturale, la riforma ridurrà all' osso le università italiane ma la cosa più assurda è che c' è il rischio che la votazione alla Camera di domani non tenga affatto conto delle reali esigenze di tantissima gente che da giorni si batte, da Nord a Sud e isole comprese, per la tutela dei propri diritti.

Continua La Protesta Universitaria Contro La Riforma Gelmini

La votazione della riforma Gelmini avviene, inoltre, in un momento di calo di immagine a livello mondiale delle istituzioni pubbliche italiane, in seguito alla diffusione, da parte dei principali organi di stampa mondiali, dei documenti riservati del Dipartimento di Stato Americano, che mettono in cattiva luce la figura del presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi.

Studenti in rivolta in tutte le città appoggiati da personaggi pubblici del mondo della cultura, dell' arte, della politica ecc. Le città in cui la protesta appare più incisiva sono: Roma, Firenza, Napoli, Bari, Cagliari, Sassari, Palermo, Milano, Torino e Bologna. In queste città gli studenti da giorni organizzano sit in, notti bianche, lezioni al freddo, cortei in segno di protesta.

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