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Costi Della Politica: La Montagna Ha Partorito Il Topolino


9 luglio 2011 ore 16:23   di Montalbano  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 335 persone  -  Visualizzazioni: 603

Siamo all'ennesimo capitolo riguardante i costi della politica, quella serie di privilegi che hanno fatto dei politici italiani una vera e propria Casta, refrattaria ad ogni ridimensionamento. L'ultimo aveva riguardato il no alla soppressione delle Province, proposto da IDV, da effettuarsi con una modifica dell'Articolo Quinto della Costituzione. La bocciatura del progetto di legge, aveva provocato furenti reazioni, in quanto era stato possibile col gentile concorso del PD, astenutosi in quanto, come da incredibile affermazione del segretario democratico, Bersani, il PD aveva un suo progetto.

Che però, guarda caso, non prevede la soprressione di un livello istituzionale che produce poco e costa mlto, ma lo rimodula e lo riorganizza. Insomma, il PD non vuole la soppressione delle Province e questa è una posizione anche accettabile, a patto che lo si dica chiaramente, invece di giocare ancora una volta sull'equivoco. Le reazioni della società civile, non si sono fatte attendere, soprattutto perchè, mentre si nega la soppressione di un ente quasi inutile, si procede all'ennesima macelleria sociale indotta da una Finanziaria che andrà a toccare, ancora una volta, pensioni e servizi ai cittadini, senza considerare che sono ormai venti anni o giù di lì, che a pagare i costi della riorganizzazione dei conti statali, sono sempre gli stessi.


E infatti, ad un sondaggio condotto da Renato Mannheimer, alla domanda "Siete disposti ad accettare sacrifici per sistemare il bilancio dello Stato", ben il 48% degli italiani risponde di 'No', di aver "gia' dato abbastanza a questo Paese" in termini economici. Ad essere d'accordo con questa affermazione sono soprattutto gli anziani della classe medio-bassa, in quanto palesemente stanchi di un andazzo che vede sempre i soliti ad essere stangati. Come dar loro torto?

E veniamo adesso all'ennesima puntata della saga infinita, che riguarda la Casta. in base alle ultime notizie, i tagli alla stessa, non esistono proprio o, al massimo, sono ancora una volta rimandati, al 2013, se tutto va bene. E se qualcuno osa esprimere il suo stupore, di fronte a quanto sta succedendo, ci pensa il Ministro Tremonti a zittirlo. In una surreale conferenza stampa tenuta ieri, ha infatti così risposto alle domande in proposito: «Se volete fare una riforma per legge dovete fare una legge che rispetti la legge».Vi gira la testa? Non ce n'è motivo, perchè i tagli ci sono, eccome, anche se noi non li vediamo. "Il taglio dei costi della politica nella manovra c’è ed è il più rivoluzionario e radicale cambiamento introdotto nel Paese." A questo punto, gli ingenui si chiedono se per caso il Ministro dell'Economia non abbia necessità di fare un bell'esame antidoping, se non che, ci pensa lui a fugare ogni dubbio: "Se si voleva qualcosa dal sapore più forte, avremmo corso il rischio di vedere naufragare tutto di fronte a obiezioni sulla costituzionalità del provvedimento. Si poteva fare alla Masaniello, ovvero che tutto cambi perché nulla cambi (NDR: ma non era il Gattopardo?), ma il governo ha deciso un’altra strada e cioè quello di seguire un percorso compatibile con la struttura istituzionale del Paese. Ad esempio, alle Camere è stato possibile solo dare un impulso a tagliare."

Capito? I nostri governanti, di fronte alle proteste di un paese angosciato dalla crisi economica e disgustato dal fatto che la classe politica si ostini a vivere ben al di sopra delle possibilità, prima fanno la mossa, come le vecchie sciantose di una volta e poi si limitano a dare un impulso. E così, non si tagliano le Auto Blu, ma si aspetta che siano da rottamare, non si parla di eliminazione dei vitalizi, non si accenna nemmeno alla riduzione degli stipendi dei parlamentari, non si parla più neanche dei voli di Stato e, ciliegina sulla torta, anche la stretta al finanziamento pubblico ai partiti è diventata tabù. Insomma, dopo averci fatto credere che finalmente qualcosa si muoveva, la montagna ha partorito il più classico dei topolini. Velando il tutto con la solita aria fritta cui ci sta abituando questa classe politica, ormai del tutto chiusa in sè stessa e votata al mantenimento di una serie di privilegi anacronistici in un momento in cui l'Italia sta affondando, come stanno certificando le borse mondiali. Se questo è il "più rivoluzionario e radicale cambiamento introdotto nel Paese" di cui sono capaci i nostri governanti, in un prossimo futuro cosa dobbiamo aspettarci, il ripristino dello Jus Primae Noctis e della servitù della gleba?

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