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Crisi Della Sanità Nel Lazio O Forse Carenza Di Medici Capaci?


5 luglio 2012 ore 20:18   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 356 persone  -  Visualizzazioni: 519

Il 7 Giugno, per motivi che ci siano consentiti rimangano privati fummo ricoverati al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I a Roma. Comportamento dei Medici ineccepibile, cortesia, efficienza e precisione da far paura simpatia e bonomìa. Uno psichiatra ci convinse che necessitavamo di cure psichiatriche ben più accurate e ci lasciammo convincere a farci ricoverare al reparto di Neurologia dello stesso Ospedale. Appena leggemmo il nome del reparto (Reparto di Igiene Mentale) ci prese un colpo. "oh oh! Mi sono fatto ricoverare fra i matti…"

Il check in (non sapremmo come chiamarlo) fu efficiente e gentilissimo da parte del personale infermieristico. Ci tolsero ogni oggetto che potesse esser usate per farci del male e ci diedero le istruzioni su come vivere lì dentro. Ci assegnarono un letto in un’ampia stanza. Ovunque regnava una pulizia da Premio Nobel.


Così iniziammo i nostri venti giorni lì. Matti, per come film, imaginario e libri ci fanno credere non ce n’erano. C’erano sì persone che avevano strani comportamenti, ma nessuno con gli occhi sbarrati, la bava alla bocca ed un coltello sanguinante in mano.
Una équipe di medici iniziò immediatamente a farci e pezzettini il cervello, chiedendo (ed ottenendo) ogni particolare della nostra vita negli ultimi 50 anni, anche dettagli che ci sembrassero ridicoli e trascurabili. Dobbiamo ammettere che questa attenzione spasmodica ad ogni dettaglio della nostra vita ci fece piacere, dopo anni di indifferenza da parte di fidanzate e ex mogli, avvocati, amici o pseudo tali aveva toccato il nostro tasto di autocompiacimento. solo quando le domande si facevano più pressanti e i dettagli ripetuti con duri richiami alla realtà cominciammo a renderci conto che ci stavano sezionando la parte più importante di noi stessi: il cervello. E le medicine non aiutavano. Dormire sì (indotti) poteva andar bene, erano anni che non ci succedeva, ma con incubi così vividi da svegliarsi madidi di sudore e spaventati a morte, beh ci sembrava troppo.

Il problema era che eravamo TSV, uno dei tanti acronimi a cui chi frequenta ospedali e corsie deve abituarsi. Cioè Trattamento Sanitario Volontario. Ci eravamo venuti perché non stavamo bene, di nostra libera scelta. Si finiva quel che si cominciava. Iano piano con l’aiuto di una triade di eccellenti psichiatri (Caredda, Delle Chiaie e Salviati, in ordine rigorosamente alfabetico) e di uno splendido psicologo cominciammo a (pensare) di capire cosa ci era successo. I paroloni sono grossi: Disturbo Bipolare NAS (vi lasciamo a Wilkipedia per controllare) e il peggiore da digerire ed accettare PTSD, tradotto in Italiano Sindrome postraumatica da stress, un po’ come quelle che colpiscono chi ha combattuto in zone di guerra particolarmente feroce. Ma chi scrive non è mai stato in guerra ed allora come mai questa Post Traumatic Stress Disorder?

‘fa nulla ci dicemmo se c’è si deve curare e ci mettemmo sotto con medicine, chiacchierate, tests e quant’altro. Trovammo un gruppo di medici non solo capaci (l’imbecille lo becchi al volo), ma anche pazienti, tranquilli da infondere serenità e decisi ad ottenere un risultato. Con questi qua lì al Policlinico Umberto 1° non si giocava, anche gli infermieri ti insegnavano. E quando parlavano loro (gli infermieri) ci potevi giocare casa che avevano ragione.
Tutti venivano curati con il massimo rispetto per la umanità del singolo come quando Hannibal Lecter (lo chiamavamo così e lui ci rideva, quando stava bene) ebbe una crisi. Tutti dottori ed infermieri intorno a lui e noi, ovviamente morbosamente curiosi a guardare. L’infermiera che lo teneva fermo si voltò e con mezza parola mezza ci cacciò via.
Alla fine eravamo convinti di esserci riusciti e di aver sconfitto l’animale che si è infiltrato nella mente. Uscimmo dopo venti giorni di cure, sicuri di avercela fatta avevamo orgogliosamente rifiutato un periodo in clinica. Aspettavamo con ansia l’incontro con il CSM (il consultorio).

Come dicono? Che gli Dei per rovinarti prima ti fanno impazzire. Dopo 24 ore eravamo in codice giallo di nuovo al Policlinico pronti per Centro di Igiene Mentale. Solo che questa volta la scure della burocrazia aveva colpito. Territorialmente non appartenevamo a quella splendida organizzazione del Policlinico, ma al S. Filippo Neri, dove il 4 Luglio ci spedirono. Passando in ambulanza davanti al vecchio Manicomio di Santa Maria della Pietà ci prese un attimo di sconforto. Non era scoraggiamento, era prescienza. Stavo per cadere nel peggior girone dantesco potesse capitarmi nella vita dopo quello delle carceri thailandesi.
Facciamo dei paragoni. Possono essere fatti, chi scrive ha vissuto pienamente (poi capirete perché) entrambe le esperienze.
Pulizia: impeccabile, degna di un Ospedale Svizzero al Policlinico, approssimativa con nessuna divisione fra i sessi, quasi a livello di commistione.
Capacità del personale infermieristico: ottima in entrambi i casi non aiutati però al S. Filippo Nei dalle scarse capacità di molta parte del personale medico.

Terapie e cure. Al S. Filippo Neri se siamo stai curati non ce ne siamo accorti. Cioè sì abbiamo avuto (subìto?) delle terapie, ma che hanno fortemente messo a rischio la nostra salute mentale. Spieghiamo in claris verbis. La sera ci danno la terapia. Per principio noi si chiede sempre cosa è (curiosità, un filino di attenzione per via delle allergie ai medicinali e anche atteggiarsi……) rispondono che è qualcosa con il Tranquirit. Protestiamo, sappiamo che non lo sopportiamo bene. ce lo fano prendere per forza. Ingoiamo la mistura (agra) pensando che il Medico in fondo ne sa più di noi. Dopo due ore sentiamo che gli effetti sul corpo sono catastrofici, affatto dissimili da precedenti subì al Policlinico ed immediatamente fatti cessare dal Medico di Guardia. Nello stato di stress e di tremori in cui ci troviamo iniziamo a camminare per cercare (ingenuamente?) di esaurire l’azione nefasta sul nostro corpo. Veniamo bloccati ovviamente dagli infermieri a cui, farfugliando perché l’effetto attaccava l’eloquio, facciamo presente che la terapia NON ci sta facendo bene perché il Tranquirit non è buono per noi. INUTILMENTE. Il Medico di Guardia (il nome? Non lo ricordiamo, troppo "fuori", ma il giorno era quello della finale del Campionato Europeo) ci ingiunge di metterci a letto oppure ci farà contenere

.
Essere contenuto vuol dire che ti legano al letto, le gambe e le braccia, ti infilano un pannolone e resti lì immobile per tutto il tempo che decide il Medico. Ho veduto (al S. Filippo) un paziente contenuto, e violento, con un pannolone in faccia perché sputava addosso a chiunque gli si avvicinasse).
Memori di quando i secondini thailandesi ci incatenavano al letto dell’ospedale per andarsene a bere, delle piaghe che ancora compaiono sulla nostra gamba destra e della umiliazione del pannolone (che i Thai non si sprecavano a mettermi…) ci facemmo forti e ci costringemmo a dormire, con incubi raggelanti e visioni di morte per tutta la notte.
L’indomani le sorprese continuarono. Ogni tipo di deambulazione era svanita. Ogni tentativo di camminare si concludeva in cadute a terra e data la nostra stazza con fiere e dolorose musate. Forti di una tigna gigantesca, appoggiandoci al muro, riuscimmo a colloquiare (evviva!! Finalmente un professionista!!) con l’assistente sociale a cui chiedemmo se eravamo in TSV o TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio: comandano i Medici). TSV. Firmiamo, prendete appuntamento con il Consultorio, con i Marines della base di El Toro, con i Royal Fusileers basta che ce ne andiamo da ‘sto girone dantesco!!! La ragazza prova a convincerci che abbiamo bisogno di assistenza (sicuramente pensiamo, per smettere di usare le mani e provare ad usare il pensiero o la lievitazione..), ma resistiamo ai suoi occhi azzurri.
Nel frattempo passa la visita della Primaria, Dottoressa Fiocchi a cui lamentiamo, dinanzi a tutto il suo codazzo di assistenti, infermiere e leccaculi (ne abbiamo contati 12, al Policlinico massimo erano 7 e nessuno necessitava della scheda clinica ti snocciolavano i dati di ogni paziente senza sbagliarne uno!!) che non deambuliamo. La sua risposta:" Non è contento?" maledizione all’educazione impartitaci dai genitori!

Ciò che nessuno sapeva era che avevamo preso accordi con un amico che ci aveva visitato la domenica e trovato vigili e deambulanti. Se non deambulavamo per il giorno dopo doveva recarsi dai Carabinieri e trascinarli in Reparto. L'amico è membro delle Forze del'rdine.

In 6 giorni di S. Filippo Neri non abbiamo assistito ad una singola convocazione dei pazienti a riunioni terapeutiche o per tests o per aggiornare/discutere i dati. I pazienti si aggiravano fra sala TV e corridoi senza sapere che fare, in attesa dei pasti. Abbiamo fatto una riunione /assemblea di corsia in cui facemmo presente esattamente quanto abbiamo scritto. Tenuta in non cale.

La notte prima della dimissione abbiamo avuto un fortissimo attacco di gotta. Ai solertissimi infermieri ci sono volute 8 telefonate al medico di guardia per avere istruzioni e lo stesso numero di chiamate per trovare la medicina adatta a noi. Quando l’indomani fummo dimessi e poiché la gotta ancora persisteva chiedemmo alla Dottoressa Fiocchi che altre dieci gocce ci fossero "elargite" (in fondo paghiamo le tasse anche noi..).. Alla richiesta del povero infermiere quell’ineffabile guagliona manco rispose, si limitò a far cenno di no col ditino.
6 giorni di S. Filippo Neri non solo hanno rovinato quel che di buono il Policlinico ha saputo fare in termini di fiducia e voglia di guarire. Ci hanno messo addosso una paura del diavolo. E se un giorno, per pura jella fossimo riammessi un quell’ospedale così dannatamente vicino a Santa Maria della Pietà, ce la faremmo mai a rivedere la luce del sole senza aver perso quella dell’intelletto?

Prima di dimetterci ci hanno dato un modulo da riempire, dovere che ci siamo imposti di rispettare, ecco alcune risposte alle fin troppo ovvie domande.
Siete soddisfatti del vostro ricovero qui? NO
Cosa suggerite per migliorare il servizio? LICENZIARE L’INTERO CORPO MEDICO E SOSTITUIRLO CON STREGONI DELL’AMAZZONIA, DAREBBERO MIGLIOR RISULTATI
Migliorie al reparto, che suggerite?. DIFFICILE MIGLIORARE, I PIU’ BRAVI DEL SETTORE SONO MORTI TUTTI, MENGELE COMPRESO
Lo abbiamo firmato e consegnato, manco lo hanno guardato, lo hanno messo in un contenitore.
Avete notato che quando qualcosa funziona non ti chiedono consigli o questionari. Te li danno solo quando non funzionano….

Ma i manicomi li hanno veramente chiusi?

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