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Dimettiti - Palasharp, Milano, 5 Febbraio 2011


6 febbraio 2011 ore 09:01   di petardo  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 567 persone  -  Visualizzazioni: 1051

Il 5 febbraio 2011 si è svolta al Palasharp di Milano una manifestazione organizzata da un piccolo movimento dal nome “Libertà & Giustizia”, attivo da sette anni, il cui scopo principale è volto al rinnovamento della politica italiana.
Il titolo della manifestazione, “Dimettiti” con sottotitolo “Per un’Italia libera e giusta” è abbastanza eloquente per quanto riguarda lo scopo, o, almeno, il desiderio dei promotori: le dimissioni dell’attuale primo ministro Silvio Berlusconi.

Obiettivo velleitario? E’ probabile, molto probabile. Più concretamente, lo scopo era di sensibilizzare l’opinione pubblica e, in qualche modo, “contarsi”. Si può certamente dire che questo secondo obiettivo sia stato raggiunto, dato l’evidente successo della manifestazione: più di 10.000 persone riempivano il Palasharp, e molte altre sono rimaste all’esterno a seguire gli interventi tramite maxischermi.


Quali sono le ragioni di L&G (Libertà & Giustizia)? Secondo L&G in Italia negli ultimi venti anni si è assistito a un imbarbarimento della vita politica e culturale del paese, imbarbarimento in gran parte dovuto al modo di operare dell’attuale primo ministro.

Il 70% della popolazione s’informa attraverso la televisione, e l’80% delle televisioni sono di proprietà o sono in qualche modo controllate da Berlusconi. In queste condizioni, quale può essere la consapevolezza del cittadino? E che valore ha la parola “democrazia”?

Certamente il livello dei (o almeno di molti) personaggi che hanno aderito alla manifestazione offrendo un intervento dal palcoscenico è molto elevato e in alcuni casi non solo in Italia: Umberto Eco e Roberto Saviano in primis.
Altri intervenuti sono stati: Roberto Zagrebeklsky, Oscar Luigi Scalfaro, Paul Ginsborg, Moni Ovadia, Salvatore Veca, Nando dalla Chiesa, Concita De Gregorio, Gad Lerner, Susanna Camusso, Daria Bonfietti, Maurizio Landini, Maurizio Pollini, Irene Grandi, Milva, Dario Franceschini.

In molti hanno ritengono che l’attuale sistema venutosi a creare sia “malato”. Clientelismo, ricatti, voto di scambio, interessi personali e problemi con la giustizia, leggi “ad personam” nonché la grande ricchezza personale del premier usata per “comprare” politici compiacenti e il silenzio di signore e signorine, creano una situazione pericolosa, per questo tutti ritengono che sia venuto il momento di dire “basta”, uno po’ lo slogan della manifestazione.

Le reazioni governative non si sono fatte aspettare, anche se con accenti a volte opposti: dal “non bisogna prenderli sul serio” di Berlusconi all’accusa di “odio e livore” di Capezzone e "gli interventi al grido di 'dimettiti' mi fanno paura" di Bondi.
Quanto questa iniziativa abbia fatto breccia presso l’elettorato lo sapremo (forse) prossimamente, anche se precedenti iniziative analoghe non hanno portato a grosse mutazioni di atteggiamento del distratto popolo italiano.

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