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Disoccupazione: Il Vero Tsunami. Bruno Il Superdisoccupato


20 aprile 2011 ore 23:07   di gothik021  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 418 persone  -  Visualizzazioni: 643

Molti di voi sicuramente staranno leggendo questo articolo perché vi riguarda da vicino, e non siete gli unici. Ma cosa fare? Come reagire a questo fenomeno che sempre più dilaga come uno tsunami?

Da mesi oramai mi imbatto in annunci di lavoro su internet e annunci di lavoro sui quotidiani e riviste dedite a questo servizio.
Su internet, ahimè, c’è ben poco da prendere, la maggior parte sono “lavori” che prendono solo in giro la gente disperata che cerca di fare qualche soldo per pagarsi le bollette, o lavori dove è richiesto un investimento per iniziare, investimento che regolarmente si rivela solo una perdita di denaro senza riscontro, poiché l’azienda scompare nel nulla, o perché non si spiega effettivamente di cosa si tratta e quindi non si raggiunge mai l’obiettivo per cui ci si è iscritti.


Per quanto riguarda i lavori che si possono trovare sui giornali di annunci, anche quelli oramai sono destinati ad essere considerati mezze fregature.
Imperano il telemarketing e il teleselling, lavori dignitosi, ma nessuno vi dice prima di andare a fare il colloquio, che probabilmente non sarete mai pagati e che vi ritroverete in mezzo alla strada dopo un mese di lavoro super faticoso di convincimento nei confronti dei poveri malcapitati che avranno tutto il diritto di prendervi a parole per telefono perché stavano mangiando, o stavano facendo le pulizie di casa, o stavano uscendo e voi gli avete fatto perdere cinque minuti del loro prezioso tempo. Perché non sarete mai pagati? Perché voi lavorerete senza fisso mensile, e anche quando vi diranno che c’è, non ci sarà perché lo potrete ottenere solo al raggiungimento degli obiettivi, praticamente quasi impossibili se non per chi è abituato a vendere frigoriferi agli esquimesi…

Quindi voi avrete procacciato circa cinque o sei contratti in un mese (quando ne sono richiesti almeno dieci), l’azienda avrà comunque guadagnato nuovi clienti e nuove entrate dal punto di vista commerciale ed economico, voi invece sarete licenziati perché il mese era di prova e non avete raggiunto la produttività richiesta.

Questo avviene per quanto riguarda i lavori del così detto part-time con contratto a progetto; poi ci sono i lavori che una volta erano considerati seri e sicuri, ma oggi hanno poco di serio già iniziando a considerare la paga.
Vi faccio un esempio: due giorni fa mi sono fermata davanti la vetrina di un negozio di abbigliamento, sulla vetrina era attaccato un foglio con scritto “cercasi commessa”. Sono entrata e ho chiesto informazioni. Innanzitutto quando ho detto di avere 35 anni hanno storto un po’ il naso, ma vedendo che avevo esperienza nel campo mi hanno concesso una settimana di prova, ovviamente non pagata.
Alla fine della settimana mi avrebbero assunta per 200 euro mensili.
Va da sé che non ho accettato, ma come si può, chiunque avrebbe girato i tacchi e se ne sarebbe andato.

La disoccupazione è una realtà signori miei, e non perché non ci siano posti di lavoro, quelli ci sono. Il problema sta nel fatto che oramai la parola lavoro va di pari passo con la parola sfruttamento, e dunque non si fa altro che incrementare questo tsunami, che piano piano sta dilagando su tutta la penisola senza dare più opportunità a chi deve dare da mangiare alla propria famiglia.

Un esempio, o fenomeno come vogliamo chiamarlo, di questi ultimi mesi è quello di un giovane ragazzo di 37 anni, padre di famiglia, costretto a vivere di stenti, a volte senza una casa, a volte ospitato da qualche anima pia, che non riesce da tre anni a trovare un lavoro che possa permettergli di ricongiungersi con la sua famiglia e con la sua figlioletta di 9 anni.
Questo ragazzo si fa chiamare sul web Bruno il superdisoccupato, e ha creato un suo blog di denuncia per il menefreghismo che impera nel nostro paese, per la non organizzazione e per le leggi fatte su misura che non si adattano per nulla a noi giovani che cerchiamo di farci una vita senza prospettive. Ultimamente ha anche pubblicato dei video su youtube, e noi facciamo tutti il tifo per lui, e per tutti coloro che come lui non hanno di che vivere.

Bruno ha avuto il coraggio di denunciare quello che accade in Italia, e il mio personale pensiero è che se tutti noi agissimo come lui, forse qualcosa potrebbe cambiare e potremmo evitare di far calpestare la nostra dignità per pochi centesimi. Non posso fare altro che sperare che le cose cambino, anche se purtroppo da disoccupata ho molti dubbi che il futuro possa ancora avere dei risvolti positivi.

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