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Dove La Cronaca Nera Diventa Business: Le Piste Fuorvianti Che Fanno Scoop


14 ottobre 2010 ore 16:15   di Numeretta  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 288 persone  -  Visualizzazioni: 501

Caso Scazzi, Claps e Pappalardi accomunati non solo dalla vicinanza geografica.

Avetrana come Gravina. Due piccole cittadine pugliesi, distanti poco più di 150 km tra loro, entrambe testimoni di due tragici misteri svelati troppo tardi: il cadavere di Sarah Scazzi, 15 anni, occultato e violentato dallo zio Michele Misseri e rinvenuto dopo 41 giorni per confessione dell’assassino in una cisterna di campagna e i resti di due fratellini, Ciccio e Tore Pappalardi di 13 e 11 anni, ritrovati dopo 20 mesi di indagini da un altro bambino cascato per caso, anche lui come loro, in un pozzo di una casa abbandonata del centro della città. E che dire di Potenza, 230 km da Avetrana, la grande città capoluogo della Basilicata nel cui centro storico si trova la chiesa che per ben 17 anni nel suo sottotetto ha ospitato il corpo senza vita dell’allora 16enne Elisa Claps, il cui indagato numero uno risulta essere al momento il suo spasimante Danilo Restivo.


Tante le analogie tra i 3 casi di cronaca nera che in questi ultimi anni hanno tenuto gli italiani con il fiato sospeso, con gli occhi incollati alle televisioni e ai giornali che non hanno perso tempo ad allestire un circo mediatico sistematicamente riproposto allorquando vi si presentavano sviluppi delle vicende. Già, gli sviluppi.

A qualsiasi spettatore informato sui fatti spero però che non sia sfuggito l’importante dettaglio che accomuna i 3 casi: le sfortunate vittime sono state cercate in ogni dove, tranne nell’ultimo posto in cui sono stati, e che si è rivelato il luogo della loro morte.

Fuga volontaria: così sono stati liquidati i casi nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa, quelli più decisivi per le indagini. Scappatelle adolescenziali, magari insieme ad un amore adulto, quelli di Sarah ed Elisa, la prima per sfuggire ad una limitativa realtà provinciale, la seconda ad una vita piatta e monotona. Ciccio e Tore sarebbero fuggiti, invece, da un presunto padre-padrone, “reo” peraltro di convivere con una donna che non era la madre e con le sue figlie. Superficialità fuorviante.

Già, dove potevano essere finiti? Si cerca tanto lontano, scatta la pista dell’Europa dell’Est. Elisa sarebbe finita in Albania, qualcuno è sicuro di averla vista, Sarah sarebbe stata rapita da una banda capitanata dalla badante romena che accudiva il nonno, Ciccio e Tore rapiti anch’essi da una badante romena amica della madre naturale e obbligati a prostituirsi sul Danubio. Pura demagogia condita di razzismo: fa notizia forse?

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