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Elezioni Comunali A Milano E Il Trasferimento Dei Ministeri


23 maggio 2011 ore 18:10   di 2tredici  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 371 persone  -  Visualizzazioni: 647

Dopo l'esito disastroso del primo turno delle elezioni amministrative a Milano, che ha visto il sindaco uscente Letizia Moratti staccata di più di sei punti percentuali dallo sfidante Giuliano Pisapia (sostenuto dal variegato mondo degli antiberlusconiani), ci si attendeva da parte di PDL e Lega Nord una forte mobilitazione per tentare di ribaltare il risultato al voto di ballottaggio che si terrà il 29 e 30 maggio prossimi.

Soprattutto ci si attendeva, da parte dei sostenitori della Moratti, una campagma elettorale dai toni e dai contenuti diversi, più incentrata sui problemi amministrativi della città e meno sulle grandi (o presunte tali) questioni politiche di rilevanza nazionale che forse hanno condizionato l'esito del voto al primo turno. Perciò, quando il leghista Calderoli, nei giorni scorsi, con piglio furbesco, ha annunciato che a breve si sarebbe abbattuta sulla competizione elettorale in corso tra la Moratti e Pisapia la "grande sorpresa" preparata da Berlusconi e Bossi per Milano, in tanti si sono affannati a chiedersi quale mai poteva essere il colpo di genio in grado di impressionare i Milanesi a tal punto da farli correre in massa alle urne per votare il sindaco uscente.


Finalmente la grande attesa è terminata: a quanto pare la "grande sorpresa" era (ed è) il trasferimento della sede di alcuni Ministeri da Roma a Milano (accompagnato, per carità, visto che si va al ballottaggio anche a Napoli, da analogo trasferimento di alcuni dicasteri nel capoluogo campano). L'annuncio, a dire il vero, non sembra, almeno per ora, avere particolarmente scatenato l'eccitazione dei Milanesi. Viene quasi da dire, a chi non è furbo come Calderoli, che ai Milanesi, più che avere o non avere un Ministero in città, importi di più sapere cosa intende fare il Comune per contribuire al rilancio dell'economia oppure conoscere i dettagli delle politiche sociali che il Comune vorrà portare avanti per far fronte alle nuove povertà create dalla crisi economica.

A parte queste considerazioni, vuoi per le reazioni che ha scatenato, vuoi per i suoi stessi contenuti, la "grande sorpresa" non sembra poi sorretta da chissà quale genialità. Nel merito, non si capisce bene quale potrebbe essere, in concreto, il vantaggio per i cittadini di Milano derivante dal fatto di avere in città la sede di uno o più Ministeri. E' invece già certo che almeno uno svantaggio ci sarà, vale a dire il costo (a carico di tutta la collettività, o almeno di coloro che pagano tasse e imposte) legato alle operazioni di trasferimento. Un costo destinato a crescere e a non arrestarsi mai anche dopo l'ipotetico trasferimento: poichè il Consiglio dei Ministri continuerà a riunirsi a Roma (almeno fino a quando anch'esso non sarà trasferito a Pontida.......), bisognerà pure che i Ministri siano messi in condizione di raggiungere periodicamente la Capitale e dunque occorre mettere in conto ulteriori spese per lo spostamento degli staff.

La "grande sorpresa" ha poi scatenato la rissa all'interno dell'alleanza tra Lega Nord e PDL, con autorevoli esponenti di quest'ultimo partito che hanno sconfessato totalmente l'iniziativa (il che la dice lunga sull'effettiva paternità esclusivamente....padana dell'idea). Se poi si contava di recuperare al ballottaggio qualche voto di elettori del cosiddetto "Terzo Polo", è ormai evidente che, con questa boutade, si è raggiunto l'effetto opposto (è stata definita "ridicola" da Pier Ferdinando Casini).

Tirate le somme, è dunque piuttosto difficile riconoscerte l'impronta del genio nella "grande sorpresa". Non starebbe certamente qui il motivo dell'eventuale (e miracolosa) vittoria della Moratti al ballottaggio, quanto, piuttosto, nella paura dei Milanesi di essere amministrati (anche) da una estrema sinistra assai meno rassicurante del pacato candidato sindaco Pisapia. Del resto, è bastato sentire Fabio Mussi su La7 (il 21 maggio scorso alle 20 e 30) per avere la netta impressione che, ad ogni sua frase, andassero alla Moratti almeno cento voti in più al ballottaggio!

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