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Essere Michele Santoro, Per Una Sera


10 giugno 2011 ore 17:49   di grg  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 353 persone  -  Visualizzazioni: 494

La vicenda che vede da un lato Michele Santoro, il famoso giornalista conduttore di “Annozero”, e dall’altra la dirigenza RAI, è uno specchio piuttosto eloquente di ciò che accade anche quotidianamente in molti contesti lavorativi. Il lavoratore ed il datore di lavoro. Di lusso, certo, nel caso in oggetto, ma con tematiche molto simili a quelle che coinvolgono rapporti lavorativi che mai finiranno sotto le luci della ribalta.

Nella puntata che chiudeva la serie di “Annozero”, andata in onda la sera del nove giugno, Michele Santoro si è tolto qualche sassolino che, evidentemente, aveva nelle scarpe da mesi. Non le ha mandate a dire al proprio datore di lavoro, affermando di essere anche disposto a lavorare in cambio di un solo euro a puntata, il tutto per giungere alla sospirata chiarezza sui reali motivi che sottendono alla risoluzione del contratto, risoluzione che, sino a ieri sera, era stata definita consensuale. Ora, non occorre essere esperti di comunicazione per capire che di “consensuale” nel supposto addio a mamma Rai da parte di Michele Santoro, ben poco sembra esserci. Michele vuole restare, questo è chiaro, chiarissimo.


La domanda è: esistono gli estremi per proseguire, o rinnovare, un rapporto lavorativo così conflittuale? Da un punto di vista prettamente economico, indubbiamente si. Santoro è uno tra i Professionisti più remunerati, i suoi programmi incassano ascolti da record ogni settimana. Il problema, con tutta evidenza, è politico. In effetti un personaggio carismatico e di grande rilievo professionale, quale indiscutibilmente Michele Santoro è, “buca” il video giungendo a calamitare su di se, e sulle proprie affermazioni, l’attenzione di milioni di telespettatori. Questo è percepito come pericolo reale e concreto da chi vorrebbe vedere invece sopito l’interesse della massa verso temi ritenuti scomodi.

Succede in tutti i sistemi di potere: chi è ai vertici teme le critiche e, più o meno diplomaticamente, tenta di silenziarle. Non a caso, il quarto potere è tra i più temuti e corteggiati.

Chiunque sia, o sia stato, lavoratore dipendente, ieri sera un piccolo pensiero d’invidia verso l’opportunità di cui ha goduto Santoro lo avrà probabilmente formulato. Purtroppo a ben pochi è concesso il lusso di parlare chiaro a chi ti paga lo stipendio, praticamente a nessuno è concesso di potersi permettere di lavorare quasi gratis, pur di far valere le proprie ragioni. Da quando sono entrati in vigore i contratti di lavoro a tempo determinato, poi, anche semplicemente ammalarsi può diventare un diritto negato. Provate a chiedere ai dipendenti di una qualsiasi cooperativa di servizi che cosa succede se ti assenti un mese per malattia su sei di contratto. Santoro, beato lui, non ha certo difficoltà a trovare un nuovo datore di lavoro, e certamente non avrà problemi a rimanere disoccupato per qualche tempo, per cui si è concesso l’opportunità di esplicitare i propri pensieri senza temere troppo le conseguenze. Ai comuni mortali questo non è possibile. Si può pur sempre sognare, magari di essere Michele Santoro, almeno per una sera.

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Commenti

 
  • GF
    #1 GF

Santoro è molto furbo, e tu ci sei caduto in pieno

Inserito 10 giugno 2011 ore 21:57
 

Ti ringrazio per il commento. Condivido quando dici che Michele Santoro sia molto furbo. Io non entro nel merito se Santoro abbia o meno ragione, non giudico assolutamente. Mi permetto però di sottolineare che un semplice "signor Nessuno" avrebbe solo potuto tacere in simili circostanze sul proprio posto di lavoro. E' su di loro che dovrebbe concentrarsi l'attenzione, su chi subisce abusi e non può ribellarsi senza patire conseguenze. Per i lavoratori dipendenti, almeno di certi settori, mobbing e bossing sono all'ordine del giorno.

Inserito 11 giugno 2011 ore 09:53
 

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