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Firenze - Aiuta L' Azienda E Rischia Lavoro E Casa: Storia A Lieto Fine Di Maxi Balasurya


20 febbraio 2012 ore 12:53   di edoardo  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 397 persone  -  Visualizzazioni: 818

Quante volte leggiamo di cittadini che pagano duramente per la loro pubblica correttezza, per il rispetto nei valori del vivere sociale? Ogni tanto, e questo ci fa ben sperare per un futuro migliore, alcune di queste storie hanno, al termine di una lunga e tormentata odissea, un lieto fine.

Un lieto fine come quello assaporato dalla famiglia di Maxi Balasurya, 40 enne cingalese, che nel 2008 collaborò con la polizia aiutando a sventare i furti di carburante nei garage dell'Ataf di Firenze e contribuendo a far arrestare sei ladri, mosso dall’idea che lo stato di salute dell’azienda per la quale lavora fosse la migliore garanzia per la qualità di vita da regalare alla propria moglie e ai suoi 3 figli.


Evidentemente l’azienda non deve averla pensata così, perché in seguito alla sua delazione Maxi non trovò rose ad attenderlo in ufficio, ma un atteggiamento alquanto ostico da parte dei colleghi di lavoro, tale da rendere necessario il suo spostamento in altro incarico. Una domanda sorge spontanea: ma l’azienda che ha in seno dipendenti solidali con chi ha sottratto un bene, non dovrebbe muoversi in altro modo?

Resta il fatto che l’ATAF offrì a Maxi un lavoro con contratto a tempo indeterminato in una società controllato dal gruppo, che dopo pochi mesi fallì, lasciando il povero cingalese sulla strada. E non è un termine metaforico, perché Maxi è arrivato ad un passo dal dover andare a dormire con tutta la famiglia sotto i ponti del lungo Arno.

Firenze - Aiuta L' Azienda E Rischia Lavoro E Casa: Storia A Lieto Fine Di Maxi Balasurya

Ad intervenire per porre la parola fine (si spera) al calvario del povero Maxi è il sindacato degli inquilini SUNIA, che ha reso noto della che l’Ataf, dopo un lungo periodo di tentennamenti pare avergli trovato un lavoro in una cooperativa ad essa collegata.

Di conseguenza lo sfratto in programma non è stato eseguito, anche grazie alla sensibilità della proprietaria dell’appartamento, il che lascia pensare che troppe volte la volontà dei privati si stia sostituendo alla non ottemperanza della cosa pubblica.

La vicenda pare finire bene, anche se crediamo sia necessario seguirla nei prossimi mesi per non mancare di segnalare una eventuale ricaduta, come troppe ne capitano, e andare a perdere, con il buon esempio di questa storia, anche la speranza che tutto possa cambiare in meglio.

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