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Giappone, Incubo Nucleare. Si Fa Serio Il Rischio Di Fusione Del Nocciolo


15 marzo 2011 ore 11:04   di mitiko  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 680 persone  -  Visualizzazioni: 1202

L'allarme nucleare non cessa. Una lotta contro il tempo, quella degli uomini impegnati a domare la centrale di Fukushima 1. Questa notte è saltata anche la copertura del reattore numero 2. Il Giappone rompe quell'orgoglio nazionale e chiede aiuto immediato agli Stati Uniti ed all' Aiea. Il governo nipponico non esclude la possibilità di fughe radioattive e non esclude altre possibili esplosioni. Una nuova Chernobyl? E' quanto scienziati, tecnici ed addetti ai lavori nipponici, degli Usa e dell'Aiea stanno cercando di evitare con tutte le loro forze. Ma ricostruiamo l'accaduto partendo da qualche attimo dopo sisma che ha colpito il Giappone la scorsa settimana.

Qualche attimo dall'inizio del sisma in tutte le centrali nucleari del Giappone parte il processo di autospegnimento. Trattasi di un meccanismo automatizzato che interviene in caso di gravi eventi naturali e non e serve per spegnere le centrali in modo da evitare esplosioni con possibili fughe radioattive. Partono le pompe di raffreddamento alimentate da generatori esterni. Immettono acqua e boro che servono per raffreddare e ritardare una possibile fissione nel nucleo. Ma l'onda dello Tsunami colpisce la centrale di Fukushima 1 distruggendo dei capannoni e mandando fuori uso i generatori. Il flusso di acqua e boro si interrompe e la temperatura all'interno dei reattori inizia una lenta ed inarrestabile ascesa. Il Giappone cerca di risolvere la questione all'interno del suo territorio e con le proprie forze rifiutando inizialmente aiuti "esterni". Chiede l'intervento della Toshiba ( ditta costruttrice delle centrali ). Si costruisce un circuito alternativo e si preleva l'acqua dal mare. Lo stesso mare che ha ucciso migliaia di persone potrebbe salvarne milioni (è questo uno dei pensieri dei tecnici all'opera). Il sistema sembra funzionare e riprende a raffreddare.


Intanto arrivano le prime esplosioni ( reattore 1, sabato, seguito dal reattore 3, ieri ). L'acqua va immessa nelle giuste quantità, ma un sistema improvvisato e di emergenza non ha la giusta taratura. L'acqua surriscaldandosi produce vapore, lo stesso vapore che con la sua enorme pressione fa saltare le coperture dei reattori. Vapore carico di iodio 131 e cesio 137. Vapore radioattivo. Questa notte salta anche la copertura del reattore 2. Una nube giallo rossastra avvolge la centrale, segue un'altra esplosione dalla quale questa volta si solleva una nube di polvere. Il governo Giapponese in una conferenza stampa deve ammettere: " ha ceduto anche il reattore 2, non possiamo escludere fughe radioattive." Il portavoce del governo spiega che questa volta, a differenza dei reattori 1 e 3, l'esplosione non ha riguardato la gabbia esterna ma la vasca di condensazione del contenitore del nocciolo che ha il compito di evitare fughe radioattive in caso di incidente. Il grado di emergenza nucleare passa, da livello 4 a livello 6, su una scala che va da 1 a 7. ( il livello 7 indica disastro nucleare, come nel caso di Chernobyl ).

Nubi cariche di iodio 131 e cesio 137 vagano nell'atmosfera portate inizialmente dal vento verso est, poi verso sud. Le condizioni meteo non sono ottimali. E' prevista pioggia. Una pioggia acida e radioattiva. Il governo ordina alla popolazione di restare nelle case. Per ora il rischio è di una lieve contaminazione, spiegano gli esperti, che non dovrebbe portare gravi conseguenze. Il problema sarebbe ben più grave se saltasse anche la fragile copertura rimasta a protezione del reattore 2. In quel caso il rischio di una nuova e devastante Chernobyl sarebbe elevato.

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