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Gli Stati Non Hanno Amici, Solo Interessi - Parte I


20 marzo 2011 ore 17:09   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 417 persone  -  Visualizzazioni: 664

Gli Stati Sovrani non hanno amici, ma interessi- Analisi e riflessioni di un incompetente sulla crisi Libica. - Il 18 Marzo 2011 le Potenze Occidentali riunite in una “coalizione di volenterosi”, sono intervenute militarmente in Libia. Questo intervento militare è partito come applicazione di una risoluzione ONU approvata dal Consiglio di Sicurezza per salvaguardare i civili in rivolta contro il Potere Centrale (di Gheddafi), minacciati di massacro da parte delle forze lealiste libiche. Questa è l’alibi con cui Francia Usa e Gran Bretagna hanno guidato la NATO e gli Europei a questo atto. A dirla tutta è la Francia che ha esercitato le pressioni più forti e nella corsa alla leadership in ambito NATO (dove dall’epoca di De Gaulle si sono sempre scontrati USA e Francia) Obama ha dovuto cedere alle pressioni dell’Eliseo. Fra tutte la Nazioni presenti in questa coalizione di Paesi “volenterosi” (praticamente tutta la Nato meno Turchia –per motivi religiosi delicatissimi- e la Germania) solo 4 hanno la capacità militare di “proiettare potenza” al di là dei proprii confini nazionali: gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna e la nostra Italia.

Cosa è la proiezione di potenza? È la capacità militare che una Nazione ha per esercitare pressioni ed agire al di là dei proprii confini nazionali. Obbligatoriamente, poichè il nostro pianeta è per due terzi coperto dall’acqua, una valida proiezione di potenza si è sempre estrinsecata con azioni navali. Più valida, addestrata ed armata è una Marina da Guerra, migliore è la proiezione di potenza che se ne ricava. La storia ci ha sempre mostrato come proiezione di potenza e Marina siano un binomio essenziale. Alcuni esempi dalla storia: le flotte Ateniesi, la Royal Navy dalla sconfitta dell’Invincible Armada alla II Guerra Mondiale, le Falkland e la varie azioni della US Navy in Asia dalla guerra contro il Giappone ad oggi. Una Nazione che voglia contare nel mondo e farsi rispettare con le proprie Forze Armate può farlo solo con l’uso di una forte Marina da Guerra coordinata con le altre Forze Armate. È una lezione che sia l’Italia Mussoliniana, sia il III Reich e sia la Russia Sovietica hanno imparato a proprie spese.


La US Navy -Delle quattro Nazioni che ho indicato gli Stati Uniti sono gli unici che possono schierare in tutto il mondo la propria Marina capillarmente e con minimo preavviso. Le Task Forces della US Navy sono tutte incentrate intorno ad una Portaerei a Propulsione Nucleare (una fra La “Big E” Enterprise e le 10 della Classe Nimitz) che con le sue Unità di scorta (fra le quali spesso ci sono uno o due sommergibili a propulsione nucleare della classe Los Angeles o uno dei 4 SSGN, unità modificate della Classe Ohio, SSBN. –SSGN acronimo che indica SSBN, Sommergibili a propulsione nucleare vettori di missili balistici intercontinentali, modificati per il lancio di missili non vettori di armi nucleari invece che di missili balistici) è una forza militare di potenza enorme per potenza e flessibilità. La dislocazione è capillare per i mari del mondo a seconda delle situazioni locali. Il Comando USA con in carico più navi Portaerei è sicuramente il PACOM (PACific COMmand, comando per il Pacifico, con sede nelle Hawaii) che sovrintende anche a parte dell’Oceano Indiano. All’epoca dell’Unione Sovietica la VI flotta in Mediterraneo poteva contare costantemente su almeno due gruppi di Portaerei. Oggi le necessità politiche hanno spostato l’asse di zona sensibile al Pacifico ed all’Indiano, tanto che alla Enterprise (big “E”), che attualmente opera (presumo) nel golfo della Sirte, fu fatto attraversare il Canale di Suez un paio di settimane fa, quando la Libia divenne zona calda, provenendo dal Mar Rosso. Segno che in Mediterraneo non c’erano Portaerei Americane. Da notare come con la Big “E” e la sua scorta passarono in Mediterraneo anche la Keasarge (LHA della classe Wasp –Landing Helicopter Deck) e la Ponce (LPD Landing Platform Deck) che fra tutte e due possono sbarcare ed appoggiare praticamente su qualsiasi spiaggia fino a 2.000 Marines con carri, artiglierie e mezzi da combattimento supportandoli con elicotteri e Osprey da trasporto (convertiplani che decollano o atterrano verticalmente e che ruotando i due motori diventano aerei da trasporto) oltre che con gli Harrier. Le due navi da assalto anfibio sostarono poi a Creta presumibilmente per imbarcare uomini e mezzi, cioè una Marine Expeditionary Unit (MEU). Un Battaglione di Marines, rinforzato da reparti di Artiglieria, Carri e Genio (le cosiddette Api del Mare dall’Acronimo C.B. -Constrution Batallion- lettere che se lette di seguito in Inglese significano appunto questo), e tutti i mezzi corazzati necessarii per permettere ai Marines di sbarcare e combattere autonomamente. Una MEU può creare seri problemi anche ad una Brigata Corazzata perché gli Americani sin dalla loro Guerra Civile hanno sempre privilegiato l’impiego di mezzi più che di uomini per cui il supporto di artiglierie, elicotteri da combattimento e aerei è massiccio. Nel calcolo delle Forze in Campo pertanto non bisogna scordare la presenza di questa Unità che si integrerà perfettamente con gli equivalenti Inglesi, Francesi ed Italiani. E che nonostante quel che possa prevedere la risoluzione del Consiglio di Sicurezza è perfetta per operare far sentire il suo peso in territorio Libico.

La Gran Bretagna – gli Inglesi hanno dovuto, dopo la fine della II Guerra Mondiale, cedere il passo come Potenza Militare agli USA. La fine dell’Impero e la modificata situazione politico- economica li hanno ormai costretti ad un limitato esercizio della propria potenza con le armi. Pur se relegati a Potenza Europea sono stati capaci di farsi valere in varie parti del mondo coi loro reparti speciali e la presenza delle loro Portaerei VSTOL (VSTOL sono gli aerei a decollo corto o verticale, Gli Harrier e gli AV-8). Certo che una operazione come quella delle Falkland non sarebbe loro possibile oggi e anche quella fu fortunata: se gli Argentini avessero aspettato tre mesi la Royal Navy non avrebbe avuto in linea la Portaerei Invincible, promessa all’Australia. Hanno una Task Force sempre presente in Mediterraneo (Gibilterra è ancora una loro Base), ma con Caccia e fregate. Probabilmente sia loro sia gli Americani avranno uno più Sommergibili Nucleari d’attacco che possono lanciare in immersione i loro missili (a cambiamento di ambiente) Tomahawk. I luoghi di pattugliamento dei Sommergibili Nucleari sono sempre coperti dal più stretto segreto militare. Sicuramente però fra Pantelleria a Ovest a Creta ad Est saranno presenti non meno di 5 Unità sommergili nucleari e 2 o 3 a propulsione convenzionale fra Americani, Inglesi, Francesi Italiani e Spagnoli. Non scordiamoci che un sottomarino a propulsione nucleare inglese, il Conqueror della Classe Churchill, radiato penso nel 1990, è stato l’unico sommergibile ad aver affondato una nave nemica coi siluri dalla fine della II Guerra Mondiale, cioè l’Incrociatore Argentino Generale Belgrano durante il conflitto delle Falkland, contribuendo con questa azione da “fleet-in-being”, alla mancata uscita in mare delle navi Argentine per tutto il conflitto. I Sommergibili d’attacco sia a propulsione Nucleare sia convenzionale sono forse il più perfetto modo di proiettare potenza, ma la loro efficacia pur se notevolissima non ha una forza psicologica così deterrente come un gruppo di portaerei. Sicuramente dislocati in mare insieme al Sommergibile USA che nella notte del 18/3 ha lanciato oltre 112 missili (i Media hanno dato questo numero esatto, che poi è il numero totale dei missili portati nei 16 tubi che prima contenevano i missili balistici Trident dal Florida – SSGN 728- ogni tubo con 7 missili) contro bersagli Libici si sarà stato uno inglese. Si può presumere che il Florida abbia lanciato tutta la sua dotazione e ora stia dirigendosi verso una Base NATO per rifornirsi (probabilmente in Scozia), lasciando almeno altri due sommergibili d’attacco USA e/o Inglesi a pattugliare le acque libiche. Gli Inglesi a parte i Sub difficilmente sposteranno una delle loro Portaerei in Mediterraneo. Ne hanno tre e raramente con tre unità in una classe, tutte sono operative contemporaneamente e la coperta della Royal navy è corta ormai. Di sicuro sulle basi di Cipro avranno spostato alcuni Nimrod (aerei antisom., ma buoni SIGINT, SIGnals INTelligence, spionaggio delle comunicazioni) i Tornado da Bombardamento, i Typhoon da caccia e i Sentry (gli AWACS Airborne Warning And Control System. Li chiamano aerei radar, ma la corretta dicitura dovrebbe essere Aerei da sorveglianza C3 –Comando, Controllo, Comunicazione-). Sicuramente una delle unità che compongono il reggimento del SAS (Special Air Service) sarà lì dislocata, probabilmente con elementi di un reggimento Paracadutisti che in operazioni complesse appoggiano sempre i “SAS”. Altro elemento che laddove confermato (penso impossibile: i SAS sono elementi altamente coperti dal segreto militare) fa pensare che i “volenterosi” non si limiteranno ad applicare solo i dettami di una no-fly zone a questa crisi. (Continua)

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Commenti

 

Un vero trattato di strategia militare. Quet'autore continua a dimostrare un competenza nel campo davvero fuori del comune. Notevole...

Inserito 1 aprile 2011 ore 23:27
 

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