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Graecia Capta Ferum Victorem Coepit


6 luglio 2015 ore 15:31   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 619 persone  -  Visualizzazioni: 824

GRAECIA CAPTA FERUM VICTOREM COEPIT
(Orazio –Epistole – II, 1 156)
La Grecia catturata imprigionò il feroce catturatore ("et artes intulit agresti Latio": e le arti portò nel Lazio agreste), questo scriveva Orazio dopo che Roma aveva conquistato la Grecia rimanendo influenzata dalla sua cultura. In quei tempi il Greco era la lingua colta, la lingua dell’élite, odiata dal primo Catone, accettata dal suo pronipote, po’ come il francese e l’inglese negli anni ‘80. Dalla fine della Seconda Guerra Punica (202 a.C.) al 146 a.C. anno della distruzione di Corinto gli ci vollero 56 anni per ridurre gli Stati Greci all’unica condizione di innocuità politica possibile: sottomissione assoluta e pace [da cimitero]. Mantenendo poi con Atene un certo predominio culturale che scemava a favore di Alessandria d’Egitto.
Non è mai tornata ad essere un Paese indipendente sino alla fine della I Guerra Mondiale ( /- dopo 2.060 anni) passando dalla dominazione Romana a quella Bizantina, da quella delle nostre Repubbliche Marinare all’Impero Ottomano. Anche dopo la cacciata dei Nazisti dalla penisola Balcanica passò momenti in cui ondeggiava fra Comunismo e Occidente. Grecia e Portogallo sono stati gli unici due Paesi dell’Alleanza Atlantica ad aver subìto un colpo di Stato militare. Entrambi usciti dalla dittatura con diversi risultati. E diverse ambizioni.

L’Occidente deve alla Grecia le radici del suo sapere in quasi tutti i campi dello scibile, forse di più se i capolavori della Biblioteca di Alessandria non fossero stati distrutti. Come però sempre succede quel che i suoi geni politici hanno seminato non è valso nulla per lei.
La Grecia rischia ora, dopo la vittoria dei No alle imposizioni di austerità dell’Europa, di trovarsi nella stessa posizione di crisi finanziaria ed economica dell’Argentina di alcuni anni fa, con la differenza che non possiede le risorse interne di materia prime, minerarie e non, che hanno consentito all’Argentina di iniziare una lenta risalita ed uscita dalla crisi. Non esistono più le grandi famiglie armatoriali degli Onassis e dei Niarchos portarono vantaggi economici al proprio paese con estesissime flotte mercantili, mentre lo sfruttamento del turismo archeologico e non, è stato inferiore alle potenzialità. Con poche risorse commerciali a proprio favore come carbone, turismo e flotte mercantili l’entrata della Grecia nell’area dell’Euro è stata secondo noi affrettata e, forse, più demagogica che strutturale.


È pur vero che una volta fatta la stupidaggine e creato il problema non si è fatto nulla per ammorbidire l’atteggiamento verso le difficoltà greche ha troppo risentito della rigidità tedesca.
Chi scrive non è un partigiano dell’Unione Europea e dell’Euro, che ha sempre visto come organizzazione e moneta mirate ad appoggiare lo sforzo economico di una sola Nazione (la Germania) a cui l’Europa ha pagato in moneta sonante i costi della riunificazione immediata e a tutti i costi portata a compimento con la caduta del Muro di Berlino. Ci pare non eccessivo dire che la Merkel sta riuscendo là dove sia Bismarck, sia il Kaiser e sia Hitler avevano ignominiosamente fallito.
Non scordiamoci che in una Nazione che ha il primo sistema industriale Europeo, il primo sistema bancario mondiale e che costringe l’Europa ad una politica germano-centrica con una pletora di Stati che sono meri satelliti: Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Romania, gli Stati Baltici semplicemente perché le loro industrie, i loro commerci e le loro banche se non sono della Germania da questa sono controllate. Una Nazione che ha delle indubbie capacità, superiori a quelle dei propri vicini, che non possiede una legge antimafia ed antiriciclaggio minimamente efficiente se paragonata all’Italia e quindi che gode di un afflusso generoso di capitali "cash" dalle varie mafie del mondo, Italiane, Francesi, Slave, Russe che siano. Situazione questa che consente di alimentare il sistema bancario con una liquidità notevole.

Abbandonare al suo destino la Grecia, che ha fatto però di tutto per meritarselo, significherebbe buttarla in braccio a Putin e a una Russia in piena espansione, aprire un buco enorme nella Nato e destabilizzare militarmente, economicamente e politicamente la Turchia, che non solo ha le chiavi dei Dardanelli e che blocca le rotte navali della Russia, ma che ora è l’unico vero baluardo militare forte in quella sensibilissima area del Medioriente contro l’ISIS.
Non si doveva permettere alla Grecia di arrivare a questo punto. Perché non ci vuole un genio politico a capire che se strozzi un tuo debitore obbligandolo a ridarti i soldi ad ogni costo, quello i soldi non te li dà (perché non li ha soprattutto), ma visto che è strozzato scappa e chiede aiuto.
Questa è l’attuale situazione greca, che andava raddrizzata prima e con quella saggezza del buon padre di famiglia, che tanto per non fare nomi Draghi ha, ma la Merkel no. Oggi Domenica 5 Luglio che succederà? Domani le Banche Greche se la BCE non aiuterà non avranno soldi per pagare stipendi, beni anche essenziali come medicinali o alimentari. Se loro non avranno soldi e se le condizioni per darglieli saranno rigettate dal Governo Greco, forte di un supporto popolare massiccio, dove prenderanno sostegno finanziario? Un prestito dai Russi o dagli Arabi o dalla Cina?

Ovviamente se ciò avvenisse ci sarebbe un incredibile terremoto di politica internazionale, con conseguenze inimmaginabili. Le prossime tessere europee deboli, Spagna Portogallo Italia, potrebbero tremare perché i Greci debbono soldi anche a noi (ci debbono 40 miliardi di Euro fra Titoli di Stato ed altro, terzi in Europa dopo Germania e Francia) ed ovviamente se noi facessimo parte del club che li sta affamando la priorità di ripianamento passerebbe in secondo piano, potremmo dargli torto?
Ma allora la Gran Bretagna non ha poi tanto sbagliato a non voler immischiarsi con l’Euro. E nemmeno i Paesi Scandinavi. Ci aspetta un bagno di sangue economico a livello mondiale tremendo da cui poche Nazioni saranno risparmiate. Né Italia né Francia né Spagna saranno risparmiate.

Mamma Mia! Grazie Merkel-Furher!

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