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Hawking E La Nascita Dell'universo: Scienza E Fede A Confronto


3 settembre 2010 ore 10:48   di Arameoerrante  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 1065 persone  -  Visualizzazioni: 1846

Il nuovo studio dell'astrofisico Hawking "The Grand Design", in uscita nei prossimi giorni, è già destinato ad alimentare una polemica mai sopita: il rapporto/conflitto tra scienza e fede. Il Times, pubblicando alcuni stralci dell'Autore ha già avviato la macchina delle polemiche e delle contrapposizioni. Il grande Astrofisico, nel suo ultimo libro, afferma, al contrario di come aveva lasciato intendere precedentemente, che la creazione dell'universo, avvenuta dal nulla, è il frutto della necessità di leggi della fisica, in particolare della legge di gravità. L'ipotesi Dio, quindi, non sarebbe necessaria per spiegare l'origine del tutto.

Dalle indiscrezioni emergono alcuni contenuti importanti. Hawking partendo dal presupposto che è possibile, in virtù delle leggi della fisica, una creazione autonoma e necessaria, giunge alla conclusione che ciò che è possibile come alternativa alla creazione da parte di Dio è davvero avvenuto. Sembra, ma occorre attendere la pubblicazione del libro, che da un'ipotesi e una possibilità si passi in modo naturale ad una affermazione perentoria. La legge della gravità basterebbe a spiegare la creazione autonoma e l'ipotesi Dio sarebbe da scartare come non necessaria. A dire il vero già questo procedimento logico e scientifico non sembra del tutto corretto. Da una premessa possibile, si passa ad alternative possibili per giungere ad un'affermazione certa.


Ma ciò che impressiona ed è destinato a suscitare e alimentare dibattiti è che, in definitiva, le conclusioni a cui giunge Hawking sono argomentate non tanto dal punto di vista scientifico, ma teologico. Il Times, infatti, riportando le parole dell'Autore, ricorda che dal momento che c'è un'alternativa all'esistenza di un Dio creatore, ossia le leggi stesse della fisica, allora Dio non è necessario, ma è certo che non è stato Dio a creare il mondo perchè, e qui viene il bello, se Dio ha creato l'universo allo scopo di creare l'uomo, non ha senso la creazione di tutto il resto, ossia degli altri pianeti e degli altri universi, che sembra esistano, quindi, Dio non esiste e il creato non è una sua opera, perché se fosse stato lui a crearlo avrebbe dato vita ad un solo universo nel quale avrebbe collocato l'uomo.

Hawking E La Nascita Dell'universo: Scienza E Fede A Confronto

E' evidente che questa argomentazione non ha nulla di scientifico ed è una vera incursione nel campo teologico. Si parte cioè da un presupposto teologico: Dio ha creato l'universo per creare l'uomo. Da questa asserzione teologica, constatando l'esistenza di altri universi, inutili per l'uomo, si afferma l'infondatezza dell'affermazione precedente. La conclusione è ovvia. Ma è evidente che qui Hawking non ragiona da scienziato e non usa gli strumenti della scienza, ma mette i panni del teologo e, come se non bastasse, confonde le sue considerazioni e le sue ragioni di opportunità con il presunto pensiero di Dio. Ossia non solo indossa i panni del teologo, ma addirittura i panni di Dio e del suo pensiero. A dire il vero, proprio su questo tema, cioè la possibile esistenza di universi diversi dal nostro, anche la Chiesa cattolica ha espresso il suo pensiero e le sue ipotesi (ovviamente nel campo della fede e della teologia, non certo della scienza).

Hawking compie un salto logico non giustificato e non probante: assume un'idea presunta di Dio (creare l'universo per creare l'uomo) e smonta l'idea della creazione da parte di Dio verificando l'esistenza di altri universi in cui l'uomo sembra non esserci. Non c'è che dire: un ragionamento che funziona e non fa una piega, ma si tratta di un tipico ragionamento sofista che non ha nulla di scientifico e di probante. Egli infatti assume una presunta idea teologica, ritenendo di sapere quello che pensa la fede, la teologia e addirittura Dio stesso, e poi ne dimostra l'infondatezza.

Il dialogo tra fede e scienza è quindi destinato a proseguire e lo studio di Hawking si presterà a nuove polemiche e nuovi scontri. Ma le indiscrezioni sul libro di Hawking permettono di trarre già alcune conclusioni: fede e scienza possono e devono dialogare ma ogni loro contrapposizione è solo apparente. Quando esse sembrano scontrarsi, come nel testo in questione, è solo perché i loro ambiti sono stati confusi dalla tracotanza umana. Per definizione la scienza non potrà mai dire nulla di cogente su Dio, perché la nozione stessa di Dio esclude il suo ricadere nell'ordine sensibile e misurabile, che è l'ambito proprio della scienza. Così come la fede non potrà mai addentrarsi con le sue "armi" argomentative e conoscitive nell'ambito tipico della scienza, né potrà mai esporre scientificamente le modalità della creazione.

Ma scienza e fede non compiono semplicemente due cammini paralleli e autonomi, esse sono chiamate ad entrare in relazione e ad offrirsi reciprocamente il servizio della verità: per rendere la scienza sempre più umana e la fede sempre più ragionevole. E l'una e l'altra sono lì a liberare l'umanità da due rischi tragici: lo scientismo e il fideismo. Non c'è allora, con buona pace del nostro Odifreddi, vera contrapposizione tra scienza e fede, e quando questa appare è solo perché qualcuno, spinto, dalla sua volontà di potenza, ha varcato i limiti nell'uno e nell'altro senso. E il testo di Hawking, ancora una volta, dà prova di quanto questo sia vero.

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Commenti

 
  • zer
    #1 zer

É strano che uno come lui basi le sue congetture su dei presupposti cosí deboli. Mi sembra pií che altro una trovata pubblicitaria per far parlare del suo nuovo libro...

Inserito 4 settembre 2010 ore 15:25
 

Probabilmente è proprio così! Il tema attira e canalizza attenzione. A dire il vero non è nuovo Hawking ad uscite "sensazionali" poco scientifiche. Credo lo faccia un po' per pubblicità un po' per voglia di provocare e stupire...

Inserito 4 settembre 2010 ore 18:45
 

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