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L'ikea E L'italia Dei Dinieghi


12 agosto 2011 ore 14:37   di 2tredici  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 402 persone  -  Visualizzazioni: 692

L'attuale crisi economica potrà essere superata soltando mettendo in pratica politiche di sviluppo in grado di aumentare l'occupazione e di rilanciare i consumi. Nuovi insediamenti produttivi e commerciali che facciano ricadere sul territorio robusti investimenti in denaro ed assorbano parte della forza-lavoro attualmente disoccupata dovrebbero pertanto riscuotere la massima attenzione da parte delle Amministrazioni Pubbliche e degli uomini politici che le guidano.

A parole, un po' tutti convengono su questa impostazione ma poi, nei fatti, si registrano comportamenti che vanno nella direzione diametralmente opposta ed alimentano con vigore la cattiva reputazione dell'Italia, vista all'estero come il Paese dove burocrazia e politica schiacciano l'economia (così ha recentemente sentenziato l'International Herald Tribune). La vicenda relativa ai due nuovi insediamenti che l'IKEA (l'azienda svedese dell'arredamento low cost) avrebbe voluto realizzare in provincia di Pisa ed in provincia di Torino è l'emblema di questo nostro vizio capitale.


Sei anni or sono l'IKEA aveva presentato un progetto per la realizzazione, nel territorio del Comune di Vecchiano (Pisa), di un punto vendita di circa 20.000 mq complessivi che avrebbe consentito la creazione di 350 nuovi posti di lavoro. L'investimento previsto era di 60 milioni di Euro. Dopo infinite ed inconcludenti trattative con le Amministrazioni Locali, nei mesi scorsi è arrivata la decisione finale dell'azienda: vista l'impossibilità di ottenere in tempi accettabili l'autorizzazione , IKEA ha deciso di ritirare la proposta.

Nelle ultime settimane esito analogo ha avuto il progetto di IKEA per la costruzione di un punto vendita nel Comune di La Loggia, in provincia di Torino. I numeri erano più o meno gli stessi: cinque anni di trattative, 60 milioni di Euro di investimenti, 250 nuovi posti di lavoro. Ma la Provincia di Torino ha posto il veto, bloccando il cambio di destinazione d'uso (da agricolo a commerciale) dei terreni sui quali si sarebbe dovuto realizzare l'intervento.

Anche in questo caso, quindi, nulla di fatto: ha prevalso ancora una volta l'Italia del no.

L'azienda ha già annunciato che ricollocherà l'investimento in un'altra area del sud-Europa.

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2tredici, autore dell'articolo L'ikea E L'italia Dei Dinieghi
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Commenti

 
  • Missetum
    #1 Missetum

Calcolo semplice: 60 mio di investimento, dopo in 10 anni vanno via 150 mio da litalia, tra import cinese e fuga di capitale verso qualche paradiso fiscale bilancio - 90 mio per il nostro paese. Meglio sostenere la produzione locale di qualita. Senza diventare nationalista. Meglio sostenere i prodotti locali di qualita e creare veri posti di lavoro.

Inserito 12 agosto 2011 ore 22:41
 
  • tommi riesmeiers
    #2 tommi riesmeiers

vogliamo offrire dei prodotti di arredamento a dei prezzi talmente bassi che tutti se le possono pagare, ecco la nostra filosofia.

Inserito 12 agosto 2011 ore 22:46
 

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