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Il Deus Ex Machina Della Politica Italiana


7 maggio 2011 ore 10:29   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 310 persone  -  Visualizzazioni: 500

Il Deus ex-machina è tornato! Nello svolgimento di una tragedia dell’Antica Grecia l’autore risolveva una situazione intricata e senza vie di uscita facendo intervenire un dio. Siccome all’epoca esistevano i trucchi scenografici come oggi, veniva usato un macchinario di legno per far uscire un attore che impersonasse il dio “risolutore”. Il trucco veniva chiamato "%u1F00π%u1F78 μηχαν%u1F74ς θε%u03CCς" (apò mecanès teòs) cioè deus ex machina, dio dalla macchina. Lo stesso artifizio drammatico ora viene riesumato nella politica italiana. No! Chiedo scusa ho sbagliato indicazione. Lo stesso artifizio drammatico viene usato nel teatro drammatico della politica italiana. Che poi drammatico non sarebbe, ma comico e ridicolo se non stessimo sul palcoscenico della vita politica degli Italiani.

Io, con molta fantasia mi immagino la scena. Uno dei membri dell’Opposizione, disperato perché ogni tentativo di far andare in minoranza in Parlamento il Governo di Berlusconi visita l’ex compagno di Partito, oggi assurto alla massima carica dello Stato. “Giorgio, caro e vecchio compagno. Noi non ce la facciamo più! Ogni volta che ti organizziamo un bell’ostacolo al Berlusca quello lo aggira e risorge dalle sue ceneri come la fenice. Siamo alla disperazione! Le abbiamo provate tutte cavolo! Non sappiamo più cosa inventarci!” E il caro vecchio compagno, comprensivo e paterno; ”Tranquillo, tranquillo! Oggi devo far giurare i nuovi Sottosegretari, ho già una mezza idea, vedrai che in serata una soluzione la troviamo!”.


Ed ecco il caro vecchio Compagno, in nome di una legittimità “supra partes” (sopra le parti) ti inventa l’ennesimo ostacolo buttato lì con un timing (una scelta di tempo) impeccabile, esemplare, da invidia. Quando sono chiusi i lavori parlamentari, dopo le nomine e gli insediamenti dei nuovi Sottosegretari, prima delle elezioni amministrative che ormai bussano alle porte, se ne esce con la richiesta di un voto di fiducia da parte delle Camere perché “la compagine governativa è diversa da quella uscita dalle elezioni”, ragazzi questo è un intervento degno di uno stopper di levatura mondiale! Un’imboscata eccezionale. In contemporanea l’attacco frontale del Presidente della Repubblica e l’attacco laterale del rinvio a giudizio per Mora, Fede e Minetti. Una regìa degna di Hitchcock. Ora io domando a chi mi onora leggendomi: ma che i Sottosegretari nominati sono stati eletti con elezioni suppletive o forse già facevano parte del Parlamento? E domando sempre: quando Fini e i suoi compagni di secessione sono usciti dalla compagine di Governo (da voltagabbana come sono!) il presidente Napolitano che io ricordi NON ha fatto la stessa eccezione eppure la compagine governativa risultò diversa da “quella presentata alle urne”!!! Né ha mai formalmente richiesto una mozione di fiducia alle Camere al riguardo. Ed inoltre io, che esperto di diritto costituzionale non sono, mi son letto di nuovo la Costituzione (ne tengo una copia sul desktop del Computer), nel Titolo II, il Presidente della Repubblica, non mi sembra che queste funzioni di merito che esercita vi siano contemplate, né che si rimandi a leggi da promulgare riguardo alle sue funzioni. Dateci un’occhiata anche voi, sono gli Articoli dall’83 al 91.

Considerazione finale. L’Opposizione, incapace di riuscire a mettere in difficoltà il Governo per le vie parlamentari regolari, usa ogni tipo di arma per prevalere. Non si arrende, non demorde. E siccome nel loro DNA politico è impiantato il blocco che dice “Noi siamo nel giusto, gli altri no. Ogni sistema è consentito per prevalere. E siccome noi rappresentiamo la Supremazia del Popolo e parliamo per lui tutto ci è concesso.”, allora ogni mezzo, mezzuccio e sistema è consentito e visto che sul Colle c’è un caro vecchio Compagno, usiamolo!

Io penso che ormai questa Nazione si stia trasformando da Repubblica Parlamentare e Democratica in una Repubblica Presidenzial-Giudiziaria dove la sovranità non apparterrà al Popolo, ma a dei comitati e ad un’oligarchia che deciderà cosa al Popolo ex Sovrano convenga. Che diceva il presidente della Lazio Lotito l’altro giorno? “sento tintinnìo di manette”. Io sento tintinnìo di Dittatura Democratica. Ma il Comunismo non era finito con l’Unione Sovietica? (continua)

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