Il Governo Monti Vuole Abolire Il Valore Legale Della Laurea
In questi giorni fanno molto discutere le nuove riforme del governo Monti, tra le liberalizzazioni e il salvataggio dell’Italia, ha dato molto scalpore la riforma dell’abolizione del valore legare della laurea. Cosa vuol dire in parole povere? Nei concorsi pubblici, la laurea non avrà più un valore legale, cioè si farà una netta distinzione tra il voto di laurea e l’università frequentata, e se l’università frequentata goda di un certo prestigio o se può essere considerata di un livello più basso. Insomma, per dirla brevemente, le lauree non avranno più lo stesso valore, tutto dipenderà dal prestigio dell’Ateneo.
Un vero shock per tutti gli studenti, dal momento che sono tanti coloro che non vedono di buon occhio questa riforma, soprattutto perchè si chiedono quale sarà l’ente preposto a stabilire se un’ università sia prestigiosa o meno. Ma già con anticipo si sa che l’Anvur, Agenzia per la valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, sarà l’ente preposto per valutare l’effettivo livello di efficienza delle università. Ma il dubbio che assale gli studenti è come verrà stabilito il prestigio di un’università, dato che le università seguono dei programmi ministeriali decisi dallo Stato. Questa riforma lascia molto perplessi, perchè è ridicolo dividere le università in due categorie. E poi per determinate facoltà, quali medicina, non si può certo abolire il valore legale. In sostanza, prendere un 110 e lode in una università di secondo livello potrebbe equivalere a prendere un 90 in una università di primo livello.
I voti sono l’unico modo che si ha per valutare uno studente, e certamente laurearsi con il massimo dei voti equivale a dire che uno studente, nel corso della sua carriera universitaria, si è impegnato e ha studiato per raggiungere il massimo dei voti. Cosa che non può valere per uno studente che ha ottenuto come punteggio di laurea 90. Questo discorso non sta in piedi, perchè potrebbe arrivare un messaggio sbagliato agli studenti. E potrebbe anche penalizzare coloro che con tanta fatica e tanto impegno si sono laureati con il massimo dei voti.

Rivedere questa riforma, sarebbe il minimo. Non solo per gli studenti, ma per l’intero sistema dell’istruzione e del lavoro. Non dimentichiamo che in Italia, i laureati, non sono così tanti, basta guardare i dati e la situazione è spaventosa. Nel nostro paese solo il 20% della popolazione tra i 25-34 anni, possiede una laurea, e siamo lontanissimi dai dati degli altri paesi europei dove la percentuale è molto più alta. Ora tutti si chiedono, perchè i pochi laureati, che già fanno molta fatica a trovare lavoro, e a stento riescono ad arrivare a fine mese, devono subire anche questo torto.
