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Il Guadagno Annunciato Da Un Dramma Già Avvenuto. Un Grande Busines Che Corre Sul Filo Della Morte


25 novembre 2010 ore 03:44   di doc  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 283 persone  -  Visualizzazioni: 408

Soldi, soldi e ancora soldi. Giustificare diversamente l'esposizione mediatica "mastodontica" che caratterizza alcuni fatti di cronaca, sarebbe una guerra persa in partenza. Ai fruitori principali di tutto questo "ben di Dio" ( emittenti radiotelevisivi, quotidiani, settimanali ecc.ecc.), se ne aggiungono almeno altre due categorie : secondari e occasionali. I primi sono una nutrita schiera di esperti, che a seconda della natura del dramma vanno dallo psicologo al criminologo. I secondi sono rappresentati da una moltitudine variegata che pur coinvolgendo anche qui dei professionisti, come avvocati e periti non lascia fuori gente comune che hanno attinenza con il dramma (parenti, vicini, concittadini, ecc.).

La dimostrazione poi, di quanto il martellamento mediatico influenzi l'opinione pubblica, è dimostrata subito da questo stesso articolo. Infatti, il fatto di cronaca che mi aiuterà a sviluppare il ragionamento è proprio quello di Avetrana, il più raccontato, il più mediatico che io ricordi, citare altri fatti di cronaca sarebbe solo uno sterile tentativo di distinzione. La verità è, che di quel fatto di cronaca ormai, ogni italiano potrebbe tenere una dettagliata conferenza.


Tornando agli affari quindi, cominciamo dalle emittenti televisive nazionali che dedicando al caso Avetrana la media di 10/12 ore al giorno di esposizione, hanno ottenuto incassi straordinari, ovvero non pianificati, per decine di milioni di euro, imbastendo in quattro e quattr'otto dei veri e propri format televisivi, con tanto di protagonisti contrattualizzati che apparendo in veste di ospiti fanno immagginare gratuita la loro partecipazione. Questi sono quei fruitori secondari che a fronte di migliaia di euro di compenso per ogni trasmissione, forniscono le prestazioni più disparate: opinionisti, psicologi, psichiatri, periti, medici, criminologi e via dicendo. Diremo più avanti della loro capacità a interpretare gli indizi e le personalità coinvolte nei fatti di cronaca.

La terza categoria che guadagna soldi in queste tragedie, l'abbiamo chiamata, fruitori occasionali che sono, gli avvocati e i periti di vittime ed accusati, i parenti, gli amici e i conoscenti della vittima e dell'accusato, per citare solo i principali, perchè possiamo andare avanti con il fruttivendolo, il macellaio, il medico personale ecc.ecc.. Questa categoria, non appena entra nell'ingranaggio mediatico, soprattutto quello televisivo, ci mette poco a monetizzare la propria partecipazione e, fermo restando che la singola partecipazione raramente avviene dietro compenso, da li in avanti fanno valere il loro contributo.

Fin qui , quasi niente di male, anzi posso essere scambiato con i tanti invidiosi delle fortune altrui. mentre invece voglio confidare l'intima repulsione verso l'immaggine che il pensiero, interpretando quella realtà sopra descritta, mi trasmette ineluttabilmente. Si tratta di un branco di sciacalli ingordi a cui non è bastato sfamarsi, vogliono di più, vogliono i più intimi pensieri, vogliono la dignità, vogliono l'onore e, infine vogliono l' ANIMA l'unica cosa che non potranno mai avere.

Il mondo televisivo, rilevando una qualche anomalia nel modo di trattare la notizia, si è processato da solo, riuscendo addirittura a nobilitare i propri metodi, senza i quali, a detta di alcuni, forse oggi non avremmo neanche un colpevole. Vediamo allora di capire. Io non voglio fare un processo, voglio sottoporre alcuni fatti dai quali trarre una opinione obiettiva, secondo i più elementari principi di etica civile, ma anche giornalistica e morale.

A distanza di mesi si continua a sminuzzare ogni frammento di intimità delle persone coinvolte, dei loro parenti, anche mentre scrivo (25 nov. 2010 - ore 1,12), qualcuno in televisione domanda "ma quando padre e figlia si sono incontrati, hanno pianto" e l'avvocato, consapevole del fatto che il proprio cliente non ha l'istruzione necessaria per prenderlo a pedate, revocandogli l'incarico, risponde baldanzoso " si, ha pianto un pochino".

Ma andiamo per ordine, non che intenda farla lunga con la descrizione degli atti di sciacallaggio, giusto un paio di esempi per rendere l'idea.

Siamo al pomeriggio del giorno successivo il ritrovamento del corpo della ragazzina e il fratello della vittima, che abitava a Milano, anzichè essere in viaggio verso Avetrana o, ancora meglio, trovarsi già vicino alla sua mamma, scaldava il divano di uno studio televisivo, mentre un fenomeno di giornalista gli faceva la domanda del secolo "...cosa prova in questo momento?" e l'altro girava la testa "di quà e di la", come alla ricerca di una risposta epica. Allora il "giurnalisth", pensando di aver fatto non proprio una domanda da premio Pulitzer, cerca di riprendersela " Senta, mi rendo conto che non è facile...", ma viene interrotto dal "fratello" con un "No,no..", oddio ho pensato, adesso gli dice che la sa, la risposta. Penoso, assistere a un simile scempio della dignità umana, fù per me, letteralmente penoso. Non cambiai canale affinchè mi rimanesse ben impresso come non si deve comportare un giornalista.

Non è difficile classificare questo momento di televisione, ma la cosa che più di tutte mi lascia perplesso è come i responsabili di quel programma sempre circondati da psichiatri, non si siano fatti spiegare le future ripercussioni sullo stato emotivo del ragazzo quando, qualcuno gli farà prendere atto, che con quell'indifferenza aveva ributtato la sorellina in quel buio e profondo pozzo.

L'altro esempio riguarda il delirio di onnipotenza di alcuni giornalisti. Come spiegare con altra definizione, le interviste indagatrici ad amici e parenti dell'imputato, una su tutte quella che ha riguardato un caro amico dell'imputato appunto. Questo signore di mezza età rispondeva sereno alle domande incalzanti della "giurnalisth". Il signore per avallare la profonda amicizia con l'imputato, aveva appena finito di dire, che la propria figlia andava spesso a casa dello stesso, a giocare con la figlia di lui, che si sente domandare: "Scusi ma lei, che lo frequentava così tanto, non aveva mai sospettato nulla". Insomma un'altro premio Pulitzer. Il signore rimasto quasi interdetto, giunte le mani a "scosso" le faceva andare in su, quasi a voler indicare quello che aveva appena detto, unendo al gesto quello che a un primo udire poteva sembrare un balbettio, "Ma,ma...". In realtà era un modo educato per mandare a fanpulitzer la "giurnalisth". Ma non è finita, ridando la linea allo studio, con l'aria di quella che sembra voler dire "capisci a me" , proferì: "Questa era l'intervista rilasciataci dal sig. ...... amico dell'imputato, traete voi le conclusioni" . Come dire, se domani viene fuori che questo qui era complice, non si dica che io non l'avevo capito. Due Pulitzer, anzi no, abbondiamo, TRE PULITZER.

L'ultima non prevista. Dopo settimane di martellamento mediatico, alcuni pulman di transito verso il santuario di Padre Pio, carichi di fedeli e devoti, mossi quasi sicuramente, da umana pietà, fanno sosta ad Avetrana, per riporre un fiore e dedicare una preghiera alla bambina uccisa. Apriti cielo, "Ultime notizie, ultime notizie, curiosita macabra di gruppo, la curiosità non dovrebbe superare certi limiti, turismo del terrore ad Avetrana, ecc. ecc." . A volte la faccia tosta non ha limiti. Comunque, ciliegina sulla torta, la prima notizia di molti giornali e telegiornali informano che è stato vietato l'ingresso nel paese di Avetrana, ma quando viene intervistato, il sindaco del paese, si scopre che questi, non ha mai dato disposizioni in merito, salvo far piantonare dai vigili, alcuni punti critici per prevenire intasamenti. Mannaggia non ho più Pulitzer, ma abbiamo istituito da poco, un premio speciale per i giornalisti brillanti come voi, e ne abbiamo piena la borsa. Si chiama PREMIO PER NACCHIA. Chi è Nacchia ? Un grande giornalista come voi.

Infine, ci tocca recitare un MEA CULPA: OGNI POPOLO HA I GIORNALISTI CHE SI MERITA.

Domenico Creazzo

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Commenti

 
  • giust
    #1 giust

andrebbe prodotto in serie il premio perNacchia

Inserito 25 novembre 2010 ore 11:11
 

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