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' Il Messaggio Della Grande Donna Scienziato'


31 dicembre 2012 ore 16:34   di valeriaspanu  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 355 persone  -  Visualizzazioni: 525

"Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi o laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perchè questi rimangono anche dopo la morte." Cosi Rita Levi Montalcini lascia noi in eredità le sue scoperte, tutto ciò per cui ha vissuto. Era, ed è tutt'ora, perchè continua a vivere nelle sue scoperte, una donna combattente, tenace e decisa, una donna che ha creduto e combattuto per i suoi ideali, per ciò in cui credeva, una donna che non può essere semplicemente definita un "Nobel", ma un vero e proprio serbatoio di saggezza e conoscenza.

Il suo più grande amore, dal momento che fu il primo, è stato "la medicina", ma lei non fu solamente una grande scienziata, fu una grande "donna scienziato." La sua storia inizia nel 1909, precisamente il ventidue aprile, quando nacque in una colta famiglia ebrea a Torino. Ebbe un'infanzia felice, anche se crebbe in un "mondo dall'atmosfera vittoriana" che lei, sin da subito, rifiutò. Decise di rompere gli schemi e "si sposò", nonostante il dissenso del padre che sognava per lei un marito ed una famiglia, con la medicina, legame che fu per sempre. Dopo le leggi razziali, girovagò, nascondendosi, di città in città dove, costruendo laboratori di fortuna, continuò i suoi stud e le sue ricerche. Desidera esser ricordata per ciò che ha fatto, quindi, al di là delle vicissitudini biografiche, facilmente reperibili, mi limiterò a parlare delle sue grandiose scoperte e del suo" forte" impegno civile e sociale. I primi studi che Rita Levi Montalcini condusse, erano dedicati alla formazione del sistema nervoso nei vertebrati. Scoprì il meccanismo della morte di intere popolazioni di cellule nervose nelle fasi iniziali del loro sviluppo, fenomeno riconosciuto trent'anni dopo come "apoptosi" e condusse "ricerche pioneristiche" sugli embrioni di pollo, in seguito alle quali, nel 1950, lanciò l'ipotesi di un agente che era in grado di promuovere la crescita delle cellule nervose, ipotesi che si concretizzò in tesi nel 1951, quando si parlò per la prima volta dell' NGF ( nerve growth factor), una proteina fondamentale per il mantenimento e la crescita dei neuroni del sistema simpatico e sensoriale.


Dopo il suo pensionamento (1977) continuò a fare ricerche sull' NGF e sul suo meccanismo d'azione, studi e ricerche per le quali, nel 1986, riceve il famoso premio Nobel per la medicina. Fu una scoperta a dir poco rivoluzionaria, perchè, ancora una volta, Rita Levi Montalcini rompeva gli schemi dichiarando, con la sua scoperta, che il cervello, i suoi circuiti e il suo funzionamento non si basano su un programma genetico che contiene al suo interno dati ben precisi e immutabili, ma che dipendano da scambi di informazioni e stimoli che provengono dai diversi gruppi di neuroni, anche nel corso di registrazioni di nuove esperienze. Inoltre è stato dimostrato che l'NGF è in grado di prevenire l'alzeimer perchè blocca la produzione della proteina beta-amiloide, responsabile della malattia, stroncando, sin da principio, l'intero processo degenerativo. Ma non è tutto. Questa straordinaria proteina, somministrata sottoforma di collirio, viene utilizzata come terapia contro l'ulcera corneale e sembra anche essersi rivelata utile contro il glaucoma, una patologia irreversibile del nervo ottico. La stessa "donna scienziato" lo utilizzava per curare la sua cecità, visto che riparava i tessuti danneggiati dell'occhio.

Fu sempre sensibile al tema della parità tra uomo e donna, infatti, descrivendo i rapporti con studiosi e collaboratori paritari e amichevoli, disse che le donne, al pari degli uomini, costituiscono un immensa risorsa, anche se, all'epoca, erano ancora molto lontane dal raggiungimento di una piena e riconosciuta parità sociale. Ha sempre lottato per le donne e con le donne. Negli anni settanta partecipò all'attività del movimento di liberazione femminile per la regolamentazione dell'aborto e, sempre per le donne, per aiutarle a raggiungere "l'alta vetta chiamata parità", istituì nel 1992, con la sorella gemella Paola, la Fondazione Rita Levi Montalcini, rivolta alla formazione dei giovani e al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane. Da buona scienziata fu anche sensibile nei confronti della difesa dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile fondando, nel 1998, il green cross international.

insomma, una "donna scienziato" che, come amava dire lei, si occupava e preoccupava di ciò che la circondava e non badava molto alla sua persona; ed è questo che lei raccomanda a noi giovani soprattutto. Si, voleva investire sui giovani perchè solo loro , non concentrando l'attenzione solo su se stessi e partecipando ai problemi sociali, sono in grado di migliorare il mondo, dichiarava. Una donna dalla mente così colorata è una grave perdita per l'intera umanità. Ma sono sicura che lei non voleva che si dicesse così, lo dice lei stessa: "il corpo faccia quello che vuole, io non sono corpo, io sono mente" perchè " quando il corpo muore, sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato."

' Il Messaggio Della Grande Donna Scienziato'

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