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Infezione Da E. Coli. Oltre L' Ipotesi Terroristica Nuovi E Più Allarmanti Scenari


7 giugno 2011 ore 12:59   di chucara2000  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 1016 persone  -  Visualizzazioni: 1535

Dopo aver puntato il dito contro i cetrioli, facendo un buco nell’acqua, adesso la stessa sorte tocca ai germogli di soia. I ricercatori continuano a brancolare nel buio, bisognerà attendere le analisi di oggi agli ultimi campioni di germogli di soia, ma la maggior parte dei campioni analizzati ieri ha dato esito negativo. Il governo federale ha rinnovato l’invito pressante ai consumatori, che adesso più che mai sono a rischio, di non consumare frutta, verdure ed ortaggi crudi. Questa mattina si riuniranno i ministri dell’agricoltura e della difesa del consumatore dei ventisette paesi dell’UE. La conferma che la situazione è critica sta nel fatto che questa riunione era stata programmata per il 17 giugno prossimo ed è stata anticipata in fretta ad oggi.

Dobbiamo considerare che il danno subito dagli agricoltori, oggi stimato in milioni di euro, tenderà a crescere, si parla di miliardi di euro, visto lo stop dell’import dai paesi UE della Russia. Come faceva notare un corrispondente del quotidiano “Repubblica”, gli agricoltori non hanno riserve come le grandi industrie di auto, di elettrodomestici o di elettronica, un raccolto perduto è un raccolto perduto. Certo è che in Germania hanno fatto tanti errori e tanta confusione, ad ammetterlo oggi è anche Ferruccio Fazio, ministro della salute italiano che dalle pagine di “Rainews24.it” dichiara: "Non lo dico io che c'è stata confusione, basta vedere la prima pagina dei giornali tedeschi". Il ministro Fazio dichiara anche che in Italia non c’è alcun rischio e, a parte i controlli di routine "Non ha senso fare ulteriori controlli su frutta e verdura in Italia".


Secondo la microbiologa italiana Maria Rita Gismondo, responsabile del Laboratorio di Microbiologia dell’ospedale universitario Sacco di Milano ed esperta a livello internazionale per il suo test rapido per la diagnosi dell’antrace, la pista bioterroristica su questa epidemia di Escherichia coli è un sospetto legittimo: "In questi casi il sospetto è sempre lecito, anzi è previsto dai normali protocolli di indagine. Ma se non si trova la 'pistola fumante' è praticamente impossibile dimostrare che si tratti di una contaminazione di origine volontaria, o magari di un microrganismo involontariamente sfuggito da un laboratorio di ricerca".

Infezione Da E. Coli. Oltre L' Ipotesi Terroristica Nuovi E Più Allarmanti Scenari

Da tutta questa confusione emerge una certezza, il batterio di E. coli che sta imperversando in Europa, con vittime e malati gravi, è una “chimera”, un virus mai circolato prima in quanto resistente a diverse famiglie di antibiotici. Ma come ha fatto a sviluppare questa resistenza? In molti stanno speculando sul fatto che essendo un batterio resistente a quasi tutti gli antibiotici in commercio perché immune a 8 classi di antibiotici, non può che essere stato creato in laboratorio perché – citiamo testualmente – “è praticamente impossibile immaginare come questo possa accadere tutto da solo nel mondo naturale. Ad esempio, se questo batterio è nato nel cibo (come ci è stato detto), allora da dove ha acquisito la resistenza agli antibiotici, dato che gli antibiotici non sono utilizzati nelle verdure”.

Facciamo chiarezza su questo punto: E. coli è un batterio presente nell’apparato digerente di animali a sangue caldo (compreso l’uomo), viene espulso con le feci che sono il veicolo principale dell’infezione. Solo dopo, se i prodotti fecali vengono a contatto con le verdure, si ha una contaminazione alimentare, molto più spesso ad essere contaminate sono le acque. Quindi la fonte del contagio è da ricercare a monte e non a valle come hanno fatto fino ad ora con scarsi risultati.
La cosa preoccupante che emerge da tutto questo è che probabilmente il bioterrorismo non ha nulla a che vedere con questa “epidemia”, perché la pistola fumante può essere trovata in un luogo inaspettato dove ancora gli investigatori non hanno controllato e che metterebbe a rischio la salute pubblica sotto diversi fronti.

Il ceppo killer è chiamato O104: H4, ed è il parente stretto del più noto, O157: H7. Secondo il Robert Koch Institute, lo O104 è resistente a molti antibiotici di otto categorie diverse. Basta fare il reverse engineering del codice genetico del E.coli e determinare con sufficiente precisione a quali antibiotici è stato esposto durante il suo sviluppo: penicilline, tetraciclina, acido nalidixico, trimetoprim-sulfamethoxazol, cefalosporine, amoxicillina / acido clavulanico, piperacillina-sulbactam, piperacillina-tazobactam. Inoltre, questo ceppo O104 possiede la capacità di produrre particolari enzimi che rendono il batterio molto più potente, noti come ESBL.

Quindi è chiaro che il batterio in questione è stato esposto ed è sopravvissuto alle categorie di antibiotici elencati sopra. Una ipotesi non ancora battuta, ma abbastanza plausibile, è quella che il batterio provenga dalle feci di animali che hanno avuto nell’arco della loro vita trattamenti antibiotici con tutte le categorie in questione, il batterio presente nell’apparato digerente ha avuto in qualche modo contatto con tali antibiotici sviluppando resistenza e solo dopo, dalle feci, è venuto in contatto con ortaggi, frutta o verdura. In poche parole si apre uno scenario ancora più allarmante perché c’è il rischio che alcune carni che finiscono nelle nostre tavole possono essere ricche di sostanze antibiotiche dannose al nostro organismo!

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Commenti

 
  • Roberto La Pagli..
    #1 Roberto La Pagli..

Già nel 2010, Simon Lee, ricercatore presso l'Università di Nottingham, aveva lanciato un allarme, denunciando il forte calo di produzione di antibiotici da parte delle industrie farmaceutiche per problemi legati ai finanziamenti e, di conseguenza, ad un minor introito. Simon Lee aveva anche parlato di una prima ipotesi di vaccino, ma nessuno prese in considerazione un eventuale approfondimento. Rimane da dire che già da prima si parlava di questo problema, riportato poi in auge da un tentativo di far passare per pandemia la scoperta di un batterio killer in India, e adesso dalla questione tedesca. Mi viene in mente il problema H1N1 e vorrei tanto sbagliarmi...

Inserito 7 giugno 2011 ore 14:48
 

L'allarme lanciato dal ricercatore Simon Lee riguarda un altro pericoloso batterio, lo Stafilococco-aureo meticillino-resistente (Mrsa, nell'acronimo in inglese), che è considerato ancora più pericoloso perché infetta le ferite con cui viene a contatto ed ha un'alta percentuale di mortalità. Certo i batteri in questione sono differenti ma il fatto che da diverse fonti vengano lanciati allarmi per possibili attacchi biologici può significare due cose fondamentali: 1) La filiera alimentare è scarsamente controllata/controllabile e quindi punto debole. 2) Forte rischio di attacco biologico per la facilità di venire in possesso di questa determinata "arma biologica" che può essere riprodotta e diffusa in larga scala con i risultati che possiamo ben immaginare. Il problema adesso sta nell'individuare le città sensibili e "la mano che muove i burattini".

Inserito 7 giugno 2011 ore 15:47
 

Questo articolo è stato segnalato nella rivista online e gratuita: http://www.runabianca.it/ Un ringraziamento al Dott. Ennio Piccaluga

Inserito 1 luglio 2011 ore 21:52
 

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