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Istat, Rapporto ' Noi Italia ': Tutti I Dettagli


23 gennaio 2012 ore 16:00   di curcilla  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 313 persone  -  Visualizzazioni: 519

Secondo un'indagine, l’ISTAT con il rapporto "Noi Italia", ha evidenziato evidenti falle all'interno del territorio nazionale per quanto riguarda l’utilizzo di Internet. Poco più della metà della popolazione italiana utilizza Internet, ma solo il 28,3% lo utilizza tutti i giorni. Dati molto inferiori rispetto alla media europea.

Purtroppo la quota d’ imprese che utilizzano Internet è ancora molto ridotta, per ignoranza, per aver paura di realizzare nuovi modi di “mercatare”. Per ovviare a questi problemi ci sono molte opportunità:
1) realizzare un sito web professionale;
2) vendere i propri prodotti online;
3) offrire vari servizi(come ad esempio prestiti online oppure mutui online, come fa la prometeo finanziamenti).
Inoltre in Italia c’è una limitata espansione della rete wifi libera. Sono ancora poche le zone in cui si può accedere liberamente nel web; e queste zone si trovano per lo più nelle grandi città. Nei piccoli centri, ma soprattutto nei paesi, la rete ADSL ancora non arriva e si viaggia in Internet con una velocità bassissima, al massimo di 56K. Questi sono dati che sembrano non facciano parte di un territorio, di una nazione potente, sviluppata e neanche in crescita. Questi sono dati che realizzano il concetto che l’Italia è una nazione vecchia, che non si prodiga per la crescita, con una mentalità retrograda.


Il rapporto “Noi Italia” ha approfondito inoltre altri tipi di argomenti.
POPOLAZIONE: l’Italia dopo la Germania è il paese più vecchio del vecchio continente con un rapporto anziani/giovani abbastanza preoccupante: 144,5 anziani ogni 100 giovani.
TERRITORIO: si presenta una densità media di 200 abitanti per km^2, e questo dato è molto maggiore rispetto a quello della media dell’Unione Europea(114 abitanti per km^2);
AMBIENTE: c’è una maggiore sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente, in quanto le amministrazioni regionali spendono in media il 5% in più (circa 85 euro per abitante) per la tutela dell’ambiente;
STRANIERI: dal 2001 gli stranieri nel nostro territorio sono pressoché triplicati e rappresentano il 7,5% del totale dei residenti(circa 4,6 milioni iscritti nelle anagrafi);
ISTRUZIONE: presenta una falla enorme nel nostro sistema: gl’investimenti in istruzione e formazione, in termini di PIL è pari al 4,8%, la media europea è del 5,6%. I giovani(18-24 anni) che hanno abbandonato gli studi, senza conseguire un diploma di scuola media superiore in termini percentuali è pari a 18,8%, molto maggiore rispetto alla media europea pari a 14,4%. Solo circa il 20% della popolazione che ha tra i 30 e i 34 anni di età ha conseguito un titolo universitario (un equivalente). Ancora più preoccupante il dato che vede che più di due milioni di ragazzi e ragazze, nella fascia di età tra i 25 e i 29 anni, non svolgono nessun tipo di attività(né lavorativa, né scolastica).
LAVORO: in Italia, poco più del 60% della popolazione è occupata(sono occupate il 49,5% delle donne, mentre gli occupati maschili sfiorano una percentuale maggiore di 72) considerando la fascia di età – lavorativa 15-64 anni.

Questi sono dati sconfortanti, causati da una moltitudine di fattori: mal governo dei politici, evasione fiscale, sfruttamento del lavoro(precariato e lavoro nero), mal gestione delle risorse pubbliche, criminalità organizzata. Certo il cambiamento può esserci ma arriverà solo e soltanto dai singoli cittadini, dai cittadini sani, che hanno “fame” di cambiamento in modo da poter combattere con le altre superpotenze mondiali e solo in quel caso si potrà dire che l’Italia sarà cresciuta.

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