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L' Italia Della Meritocrazia: Il Tg1 Di Augusto Minzolini


13 luglio 2011 ore 10:04   di Montalbano  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 347 persone  -  Visualizzazioni: 646

Il TG1, il telegiornale della rete ammiraglia RAI, è ormai in preda ad una china discendente che sembra non aver mai fine. Se una volta il suo concorrente principale, il TG5, riusciva ogni tanto a prendersi la soddisfazione di sorpassarlo, oggi è diventata quasi una norma. E il pubblico che lo segue, si è ormai ridotto ad un 20% o poco più dello share. Del resto la perdita di autorevolezza del TG1, è sotto gli occhi di tutti. La direzione di Augusto Minzolini, non è solo sbilanciata verso una parte politica (tutti i telegiornali, più o meno, lo sono), ma è anche di un servilismo assoluto verso chi lo ha messo in quel posto, da rasentare la sfacciataggine. Tra notizie che vengono occultate, altre che vengono taroccate, editoriali stralunati del direttore, guerre interne e conduttori di primo piano che se vanno sbattendo la porta e denunciando il vero e proprio mobbing che viene propinato a chi non si allinea, si sta consumando la rottura tra il telegiornale istituzionale, quello che una volta era il preferito delle famiglie, e il suo pubblico.

Quando un giornalista si spinge a giudicare improprie e di dubbia utilità le intercettazioni sulla cosiddetta P4, che stanno facendo tremare i piani alti della politica italiana, quando viene a sua intercettato mentre parla con un Commissario di Agcom, anche lui in quota centrodestra, di trasmissioni sgradite (ogni riferimento ad Annozero di Santoro era puramente voluto), quando si fa espresso strumento di una parte politica, promettendo al suo datore di lavoro, che è incidentalmente Capo del Governo, di preparare degli speciali contro i giudici "politicizzati", ogni limite è stato abbondantemente oltrepassato.


Se poi quel giornalista, viene anche gratificato da una accusa di peculato, per aver speso 68mila euro con la carta di credito aziendale in soli quindici mesi, spese mai autorizzate, si può parlare di vero e proprio scandalo che solo nel nostro paese poteva accadere. In una azienda ormai disastrata come la RAI, la stessa che manda al macero traasmissioni di grande successo come Anno Zero, ormai se ne possono vedere di tutti i colori. Ma, cosa strana, tutte cose che stanno mandando a picco la concorrente più solida di una azienda come Mediaset, che è il core business dell'attuale Presidente del Consiglio, in un incredibile miscuglio tra conflitto di interessi e tornaconto politico di una parte ben precisa.

E visto che ci siamo, non si può non spostare l'attenzione su un altro fatterello non proprio secondario. In Italia, ormai da anni, si sta portando avanti una vera e propria crociata in nome della meritocrazia. I professori debbono guadagnare più o meno in base al merito espresso, gli impiegati che meritano di più debbono essere premiati rispetto ai "fannulloni" di brunettiana memoria e via così, in un discorso che in altri paesi non avrebbe neanche motivo di esistere. Cosa strana, però, la meritocrazia dovrebbe riguardare solo i lavoratori, mai i manager ad esempio, che possono tranquillamente affossare aziende storiche portandole alla rovina e intascando benefit e bonus senza che nessuno osi fiatare. E non riguarda nemmeno uno come Minzolini, capace in poco più di un anno di affossare a livelli infimi gli indici di ascolto di un telegiornale come quello della prima rete nazionale, senza che nessuno lo accompagni gentilmente alla porta, invitandolo ad andarsi a riposare. Che strano paese, l'Italia.

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