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La Casta Non Tramonta Mai


3 luglio 2011 ore 10:44   di Montalbano  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 280 persone  -  Visualizzazioni: 526

La Casta è ormai irredimibile? A giudicare dallo slittamento ad un futuro più o meno prossimo dei provvedimenti che dovrebbero contenere i costi della politica, non possiamo che rispondere affermativamente. E questo avviene mentre al popolo bue (ma loro lo chiamano sovrano) si chiede, come al solito, di fare ulteriori sacrifici per mantenere a galla la zattera Italia, ormai in balia dei marosi sempre più devastanti indotti da una crisi che, perlomeno per il nostro paese, sembra non finire mai.In un paese ove ormai sono decine e decine di migliaia, i professionisti della politica che vivono delle attività collegate al governo della cosa pubblica, sta diventando sempre più oneroso mantenere un ceto di politici che non si fa alcuno scrupolo di disattendere alle aspettative e alle decisioni dei cittadini, cioè di coloro che, con le proprie tasse, sono in pratica i datori di lavoro dei primi. Quanto sta succedendo dopo il clamoroso risultato dei referendum, è indicativo di quanto la classe politica italiana tenga in conto la volontà popolare. Basti pensare al caso emiliano, ove la gran parte degli Enti Locali, che aveva privatizzato la gestione dell'acqua, sta creando difficoltà infinite al rispetto del risultato referendario, adducendo tutta una serie di pretesti, pur di non dover di nuovo renderla totalmente pubblica.

Eppure sono anni che si parla di eliminare le Province (era nel programma elettorale del centrodestra, ma non lo si è fatto, perchè disturbava il manovratore, leggi Bossi), di togliere vitalizi e altre ricche prebende riservate ai fortunati che vengono eletti ai vari livelli, di rendere minimo il numero delle Auto Blu, di sforbiciare gli stipendi dei parlamentari. E ogni volta che sembra arrivato il momento, la Casta dice sempre che tutto questo si farà, ma alla prossima legislatura.
Poi, c'è anche chi decide di sfidare, in maniera che temeraria è dir poco, l'impopolarità, come il Ministro per l'Attuazione del Programma (incredibile, ma in Italia esiste un simile dicastero), Rotondi, il quale afferma, con chiaro sprezzo del ridicolo, che è inutile colpire i parlamentari, perchè tanto più impopolari di così, non potrebbero essere. Lui, naturalmente, è la prova vivente dell'assunto, ma probabilmente è ben felice di essere impopolare e presentarsi ogni mese a riscuotere il suo ricco appannaggio.


Nel frattempo, come succede per la Finanziaria che dovrebbe riportare in linea di galleggiamento i conti dissestati del nostro paese, si vanno nuovamente a toccare le pensioni (per l'ennesima volta), si rimette il superbollo (allargandolo a tipologie di veicoli che una volta non rientravano nel target sottoposto al balzello) e si annuncia il ripristino del ticket per il Pronto Soccorso. Insomma, passano gli anni, si avvicendano i governi, ma le ricette adottate per fare cassa, sono sempre le stesse. Il caso delle pensioni, è a dir poco clamoroso. E' dal 1994, quando fu Dini a proporre di riformarle, che sono oggetto di pseudoriforme che non affrontano mai il vero nodo, che è quello di stabilire un equilibrio tra la necessità di non farle pesare troppo sul sistema paese e quella di non chiudere ulteriormente la possibilità per i giovani di entrare nel mondo del lavoro. E' troppo chiedere di affrontare il problema in modo organico, unendolo magari all'altro corno dello stesso, quello di un welfare che sgravi magari i giovani del peso brutalmente scaricato su di loro con l'adozione di una flessibilità che col passare degli anni, si è ormai mutata in precarietà?

Leggendo le ipotesi che sono state fatte in questi giorni, si ricava la netta impressione che i politici italiani siano ormai del tutto avulsi dalla realtà. Il Parlamento, che ogni anno si regala generosi aumenti del proprio appannaggio, con sotterfugi degni di miglior causa, sembra sempre più simile al Titanic, con onorevoli e senatori tutti presi dal ballo al suono dell'orchestra, mentre la nave sta per affondare. Il problema grosso, è che non sta per affondare solo il sistema politico (che non sarebbe neanche un grande male), ma un paese che meriterebbe una classe dirigente all'altezza, per potersi rimettere al pari dei propri concorrenti. L'unica speranza, ormai, è il proverbiale stellone dell'Italia...

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