Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

La Crisi Del Mediterraneo. Cosa Fare ? Cosa Succederà. (1)


29 marzo 2011 ore 16:11   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 357 persone  -  Visualizzazioni: 609

La crisi del Mediterraneo. Cosa fare – cosa succederà. “USQUE TANDEM ITALIE! ABUTERE PATIANTIAE NOSTRAE?” Commenti e proposte di una persona qualunque. La crisi è esplosa ed il giocattolo si è rotto in mano ai giocatori. Da un lato la Libia, di cui eravamo (e forse ancora lo siamo) il principale Partner Economico che è scoppiato e che ha indirizzato quella violenza che è stata il fattore comune a tutte le crisi simili in altri Paesi Arabi (Arabi: aggettivo limitativo per descriverli) in un movimento militare contro il Dittatore locale. A differenza dalla Tunisia (che prese tutti letteralmente di sorpresa) e dall’Egitto, in Libia i ribelli si sono organizzati bene o male contro le forze lealiste e stanno combattendo. Ora che hanno appoggio dall’aria e dal mare hanno più chances di vincere. In Tunisia non si fece in tempo. In Egitto, credo, non si volle fare in tempo. C’è Israele lì, vicino all’Egitto (ed è come avere un leone separato dal suo pasto solo da uno schermo di carta) e l’Arabia Saudita a due passi, c’è il Canale di Suez attraverso cui passa il 10% del traffico marittimo mondiale.
Ci sono in Egitto molti interessi di carattere politico e strategico che se valutati o affrontati con leggerezza diplomatica avrebbero potuto far scoppiare un disastro locale. Tanto per capirci attraverso il Canale della Manica passa è vero il 25% del traffico marittimo mondiale, ma la preclusione alla navigazione di questa zona di mare non creerebbe i problemi che una chiusura del Canale di Suez farebbe nascere costringendo il traffico marittimo al periplo dell’Africa con tempi e costi dei noli così astronomici che influenzerebbero l’economia mondiale tremendamente. Un eventuale blocco creerebbe problemi mastodontici a tutte le economie del Mediterraneo, la nostra e quella Greca sopra tutte perché coinvolgerebbe quel 30% del traffico marittimo mondiale che interessa il Mare “Nostrum” e perché le nostre economie si basano solo e solamente sul bacino marittimo, senza riscontri su altri mari come Francia e Spagna. Fortunatamente in Egitto le Potenze Occidentali non hanno commesso errori diplomatici di sorta, lasciando che la tensione defluisse da sola. Defluire è una speranza, perché il dopo-Moubarak è ancora incerto. Molto incerto.

La Libia era una crisi che ci si poteva aspettare, così come la reazione di Gheddafi è stata automatica e prevedibile, dato il personaggio. Si può dire che molte Nazioni lo aspettavano al varco. È vero che gli Stati Sovrani non hanno amicizie, ma solo interessi (nazionali e non), è altrettanto vero però che la memoria storica la hanno. Anni di atti terroristici e di morti hanno lasciato ferite dolorose e non rimarginate. Gheddafi l’ha scampata due volte (che si sappia) ed isolato come si era trovato aveva cercato ed ottenuto comprensione dall’ex Potenza Colonizzatrice. L’Italia. Ed è stato un rapporto molto discusso perché, forte della sua posizione finanziaria, il Colonnello ha imposto e quasi sempre ottenuto quel che chiedeva. Già nel 1972 addestravamo truppe Libiche in Libia con Ufficiali delle nostre Forze Armate. E da allora non ci siamo né fermati né limitati. Da buon terrorista il Colonnello agitava l’arma del Petrolio (e poi dei migranti) per ottenere quel che voleva e permettersi azioni assurde come far uccidere alcuni suoi fuorusciti libici e suoi oppositori a Roma nei tardi anni Settanta ed all’inizio degli Ottanta. Certo ce ne siamo avvantaggiati, e non poco, ma l’inchinarsi alla Ragion di Stato ed accettare le esibizioni del Colonnello è stato un boccone amaro da ingoiare ed una perdita di faccia diplomatica di fronte ai nostri Alleati, anche se molti dei vantaggi che l’Italia aveva acquisito si sono trasmessi indirettamente ad alcuni di loro.
Ora il bel giocattolino della Libia del Colonnello si è rotto ed ovviamente i cani sciolti della diplomazia mondiale gli sono saltati alla gola. Prima fra tutte la Francia che pur essendo immediatamente dopo l’Italia il Partner Economico Principale della Libia ha in Sarkosy l’alfiere della caccia al Colonnello, forse perché il fronte politico interno lo preoccupa e come sempre fanno i politici in crisi di consensi agita lo spettro del nemico esterno per coagulare intorno a lui gli incerti e l’opinione popolare. Alla caccia all’untore si sono allineati gli USA e la Gran Bretagna a cui Gheddafi non ha mai risparmiato torti e attentati. Purtroppo (….) per queste tre Potenze due soli Paesi della zona hanno basi a poca distanza dalla Libia. La Grecia ne ha pochine ed è in preda ad una crisi economica preoccupante che non le permette avventure militari di sorta. E la nostra Italia, con basi NATO sparse dappertutto. Sedi di Comando Complesso già installate e usate in ambito NATO nella crisi Balcanica recente. Ovviamente il nostro Governo, preoccupato per la situazione dei profughi, che ora vengono chiamati migranti (parola che mi ricorda “mutanti” e forse la piaga è molto vicina a quella espressa dai films su di loro), e si è messo a disposizione alla grande.


Purtroppo la nostra credibilità internazionale è stata nell’ultimo anno troppo inficiata dai fatti interni, e non nascondiamocelo: i fatti privati di Silvio Berlusconi (e ribadisco PRIVATI), la guerriglia giudiziaria che sta subendo, la mancanza di “dignitas” di molti membri della compagine governativa, l’assurda guerra dell’Opposizione che sa solo criticare senza mai proporre o sapersi proporre, sono tutti fattori che hanno contribuito pesantemente a far calare la nostra reputazione come Nazione e Potenza. Siamo ormai considerati instabili e poco degni di fiducia. Il detto storico famigerato che fa dell’Italia uno Stato che non finisce una guerra dalla stessa parte da cui l’ha iniziata ci pesa, anche se a ben guardare non è vero. Tutt’altro!. In oltre 150 anni di esistenza (okay pochini rapportati ai Secoli di Inghilterra Francia, Russia o Stati Uniti, ma sempre un Secolo e mezzo, più della Germania comunque, unificatasi 10 anni dopo noi nel 1871…..) solo nella II Guerra Mondiale abbiamo commesso questa infamità e solo dopo aver cacciato chi ci aveva fatto entrare al fianco della Germania. Altri hanno fatto pure peggio (perché si son fatti valere meglio di noi) nella storia recente. Nella Seconda Guerra di Indipendenza furono i Francesi a chiedere un armistizio senza informare i loro Alleati, noi, obbligandoci a fermare una guerra che si stava vincendo. La stessa Francia nella II Guerra Mondiale non ha avuto una valenza politica così impeccabile, fra Vichy e Francia Libera, tanto simile alla nostra nello stesso periodo. Nella I Guerra Mondiale è vero saremmo dovuti entrare in guerra al fianco di Austria-Ungheria e Germania secondo le Alleanze strette, ma la Ragion di Stato Nazionale fu preponderante e non entrammo in guerra come nella Seconda Guerra salendo sul carro del (momentaneo) vincitore mi pare, ma intervenendo a favore dell’Intesa facemmo la nostra parte con perdite immani e senza tentennamenti. E dopo fu a Versailles che ci “mutilarono” di molti dei nostri diritti di vincitori(e Mussolini almeno in questo aveva ragione).

Dalla fine della II Guerra Mondiale ad oggi il nostro atteggiamento e la nostra lealtà all’Alleanza Occidentale sono state sempre impeccabili pur nel rispetto dei nostri interessi nazionali. Politici ed economici. E talora anche a scapito degli stessi. Ci son stati è vero degli episodi di ombra, come quando tentammo (e quasi ci riuscimmo) a stendere un velo (im)pietoso sulla strage di Ustica, per coprire le bestialità fatte da Francesi ed Americani (che son costate oltre 80 morti innocenti), oppure quando Craxi si oppose alla consegna dei Terroristi della Achille Lauro agli Americani, e quasi si arrivò allo scontro fisico fra i nostri Carabinieri ed Avieri e la Delta Force USA a Sigonella.
Spesso, specialmente dopo la caduta dell’Unione Sovietica e l’accesso al Governo di esponenti della Sinistra (che per me rimane sempre e solo di estrazione e filosofia Comunista), i nostri atteggiamenti hanno infastidito i nostri Alleati, ma se andiamo ad esaminarli attentamente in senso geografico sono sempre stati giustificati dalla nostra collocazione territoriale. Durante la crisi Serba Inglesi e Americani si lamentarono dell’atteggiamento del nostro Governo presieduto da Prodi che, pare, raramente interveniva alle riunioni e spesso lasciava cadere le informazioni in orecchie non sicure(cito quanto scritto su “Telekom-Serbia, uno scandalo mediatico” Autore F. Bonazzi) ed era non cooperativo come avrebbe dovuto essere. Ebbene Sigonella, la Serbia-Kossovo, la Libia sono proprio relativi a quello che in Inglese si chiama “our own home backyard” il “nostro cortile di casa” e come Stato Sovrano non asservito a nessuno avevamo ed abbiamo il diritto di proteggerci, pur nel rispetto delle leggi internazionali. Del resto la maggior parte del flusso dei migranti/profughi/fuoriusciti da Africa e Asia passa per noi, e siccome gli Stati nostri vicini li respingono nella quasi totalità dei casi, questi restano sul groppone a noi. Come se non bastassero i problemi che abbiamo fra crisi economica (mondiale), crisi interna, scandali privati, “crimina publica” e pubbliche reprimende, un Governo che (s)tenta al governo corretto della cosa pubblica ed un’Opposizione che non sa offrire alternative perchè non ne ha, priva come è di una figura di spicco a guidarla, tutte mezze figure, grigie nella loro pochezza, un Alleato di Governo che ora rema a favore ora rema contro, la Terza Carica dello Stato che fa Politica e per di più di opposizione e nessuno lo censura, un Presidente della Repubblica che vede lo Stato sull’orlo del catafascio, perché i tre Poteri dello Stato (ricordiamoceli chè molti li hanno scordati: Esecutivo, Legislativo e Giudiziario) sconfinano costantemente nell’altrui competenze per eccesso di politicizzazione, ignoranza ed assolutismo, e a cui la Costituzione dà poche armi a disposizione per correggere ed evitarlo. Ebbene cosa fare?

I problemi sono tre: 1) la crisi in Libia (il nostro cortile di casa), 2) i migranti (casa nostra), 3) gli Alleati (i vicini di casa). Cosa fare? Scusate la scatologia, ma a Roma diciamo “quanno ce vo’ ce vo’”, bisogna tirare fuori le palle e battere i pugni sul tavolo con decisione!. Cominciamo dalla fine: siamo stati esclusi ieri 28/3 dalla Videoconferenza fra USA, Francia e Inghilterra a cui ha partecipato invece quella Germania, che si è subito e sempre chiamata fuori dal gioco fin dall’inizio? Ok, perfetto, prendiamo atto di un dato di fatto e ritiriamo immediatamente (non minacciamo di ritirare, RITIRIAMO!) la disponibilità sia delle Basi, sia delle nostre Forze Aeree e Navali. Se Francesi Inglesi e Americani vogliono fare la guerra in Libia (chè guerra è, non nascondiamoci dietro a un dito) lo facessero usando le loro basi e i loro mezzi, ai loro costi, in pratica si arrangiassero. Occupiamo le nostre Forze a supportare del nostro i ribelli Libici ed attuando quello che sarebbe un blocco navale solo Italiano con cui respingiamo alla fonte (cioè al limite della Acque Territoriali Tunisine e Libiche se non all’interno delle stesse ove necessario) il flusso dei barconi, deviandoli verso altri porti, se necssario non importa quali purchè non siano i nostri. In pratica scarichiamo il problema agli altri. E freghiamocene altamente, come fanno in effetti Francia, Inghilterra, Germania ed USA, se non colle parole coi fatti (che è quel che conta in definitiva). Per i migranti semplicemente senza farli aspettare troppo o farli disperdere li si reimbarchino su navi traghetto (purtroppo i costi saranno alti, ma solo inizialmente) che li sbarchino da dove son partiti. Senza pietà, sentimentalismi e sussulti umanitari belli, ma costosi.

Coi ribelli libici e la Libia: destinare in loco risorse, militari e non, nostre anche se limitate per aiutarli ed evitare che i loro porti siano usati per i barconi di migranti. Facendo così tuteliamo anche i nostri interessi nazionali ed economici. Con una mossa a più ampio respiro iniziamo azioni effettive in ambito Unione Europea e NATO per ridiscutere le nostre posizioni in seno a queste organizzazioni. Se non ci aiutano e non ci considerano elemento basico del gioco, quando invece il nostro territorio lo è, allora rinegoziamo la nostra partecipazione ad un’Unione che sembra fare sempre solo gli interessi Franco-Tedeschi (non scordiamoci che L’UE ha pagato e paga ancora caramente i costi dell’Unificazione Tedesca, sacrosanta per carità, ma onerosissima per le casse tedesche e di conseguenze per quelle dell’Unione) e talora quelli Britannici. Quando c’è stato da aiutare gli altri (Irlanda-Grecia-Portogallo) noi abbiamo aiutato sì o no?, ora chi aiuta NOI? Se nessuno lo fa o nessuno è disponibile, ritiriamo la nostra di disponibilità. Per far sopravvivere un Paese e farlo rispettare non servono ideali e intenzioni umanitarie, servono attributi (Palle!!!), serve pelo sullo stomaco, decisione, strilli e minacce ed azioni forti. I Romani dicevano, in brevis, che nessuno rompe le tasche ad uno Stato che sa difendersi. Loro ragionavano, dato il periodo, in termini militari e proprio sul rispetto che le legioni ottenevano (menando le mani quando serviva e senza guanti), basavano la loro forza. Oggi l’azione militare è l’ultima spes. Ma le altre? Sono tutte impiegabili.

Certo le implicazioni diplomatiche, militari, finanziarie a tali atteggiamenti e decisioni sarebbero, in prospettiva, costose. Potrebbero esserlo, nel breve, ma sul lungo ci permetterebbero di incassare profitti. Del resto il nostro atteggiamento internazionale fino ad oggi è stato sempre basato su una correttezza e scrupolosità nell’eseguire gli impegni presi con gli Alleati encomiabile. Ricordiamoci che un altro Stato, la Spagna, alle prime avvisaglie di ritorsioni sulle proprie truppe dislocate in Iraq e Afghanistan e sul proprio territorio nazionale, si è prontamente disimpegnato, ritirandosi, insalutato ospite. Noi, Nazione potenzialmente con più potere della Spagna, almeno nel bacino Mediterraneo, direttamente interessata e di posizione essenziale abbiamo il dovere di farci sentire, valere e rispettare. Non lo facessimo perderemmo il diritto a sedere, intervenire o pesare in qualsiasi consesso internazionale, salvo un’Organizzazione ormai deteriorata e priva di forza come l’ONU.

Non vuol essere questa una chiamata alle armi di Mussoliniana memoria, per carità! Ma l’opinione di un Cittadino qualunque (ah il mai troppo rimpianto Partito dell’Uomo Qualunque di Giannini!) che per troppi anni all’estero ed in tre diversi Continenti ha sentito il suo Paese (che io amo nonostante i vari Bersani, Santoro, Fini e Di Pietro con cui lo divido) troppe volte ricordato come il Paese di “Pizza, Mandolino e Mafia”, col mandolino spesso sostituito da Baggio o Del Piero o (l’amato) Totti. E per fortuna che all’Estero Pulcinella lo conoscono molto poco…
Chioso questo mio commento con il mio adorato Romanesco: SVEGLIAMOSE! (continua)

Articolo scritto da erpidi - Vota questo autore su Facebook:
erpidi, autore dell'articolo La Crisi Del Mediterraneo. Cosa Fare ? Cosa Succederà. (1)
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Attualità e Gossip
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Attualità e Gossip
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione