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La Crisi Del Mediterraneo. Cosa Fare ? Cosa Succederà. (3)


1 aprile 2011 ore 12:40   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 338 persone  -  Visualizzazioni: 565

Il teatro di guerra nel nostro cortile di casa (our own backyard). Sull’International Herald Tribune del 30/3 ho letto un’informazione che mi ha lasciato interdetto, che poi è una conferma di quel che avevo infra-udito nelle varie interviste televisive che ascolto. Sono stati dislocati dagli USA alcuni velivoli da combattimento che nulla hanno a che vedere con l’applicazione del principio della no-fly-zone. Due Aerei AC-130 Spectre e circa dieci A-10 Warthog. Gli Spectre sono C-130 Hercules che hanno installati nella fusoliera di sinistra o due cannoni a canne rotanti da 20 o 30 millimetri (i Vulcan/Gatling) o 1 cannone Gatling ed un obice da 105 Millimetri oppure altri armi consimili. Installate sulla parte sinistra della fusoliera (v. immagine 1) queste armi possono sparare su bersagli a terra mentre l’aereo vola in circolo sopra ad essi. Sono aerei da CAS, Close Air Support (Supporto Aereo Ravvicinato), che debbono colpire al suolo bersagli in movimento quali colonne di carri armati o mezzi da combattimento o raggruppamenti di truppe, bersagli che potrebbero non essere difendibili pesantemente da mezzi contraerei. Sono aerei a saturazione di area e tutti quelli in linea dipendono dal Comando delle Forze Speciali USA. Tutto meno che aerei da interdizione aerea, ma velivoli da appoggio a truppe di terra per lo più, destinate a sgomberare il campo a queste mentre si muovono in attacco o a coprirne una ritirata. E fin qui ci potrebbe stare una dislocazione in questo teatro nel contesto di appoggio alle forze ribelli (anche se non propriamente in rispetto della risoluzione ONU). Ciò che non ci sta sono gli A-10. Sono anch’essi aerei da Supporto Aereo Ravvicinato. Nato per contrastare le armate corazzate del Patto di Varsavia il Warthog o “facocero” è stato letteralmente disegnato intorno ad una cannone da 30 mm. a canne rotanti con proiettili a nocciolo di uranio impoverito. Il pilota lo conduce circondato da ogni lato da corazze a prova di proiettili e basta indirizzare l’aereo verso il bersaglio per puntare il cannone. Una raffica di due secondi può distruggere un carro armato in un batter di ciglia. È un aereo che è stato studiato per sopravvivere in condizioni di fuoco ostile asperrime, tanto che da qualsiasi parte lo guardi uno dei motori è sempre protetto da una parte della carlinga o delle ali, può portare un carico di bombe, razzi, missili anticarro e missili antiaerei all’infrarosso notevolissimo (oltre 7.000 chili!).

Questo aereo viene dispiegato dagli USA esclusivamente per il supporto tattico ravvicinato in funzione prevalentemente anticarro. Insieme all’elicottero d’assalto Apache è il miglior velivolo cacciacarri che sia disponibile al mondo. Dispiegare questi due velivoli insieme è un segno da parte degli USA della loro intenzione di appoggiare direttamente in azione truppe dispiegate in formazione di battaglia sul terreno. C’è una questione da chiarire però, cioè per quanto siano gli A-10 aerei rustici, non sofisticati come l’americano l’F-117 (il caccia bombardiere stealth) o il Tornado o i Typhoon 2 anglo-italo-tedeschi, ma aerei modificati per sopravvivere ad ogni costo in un ambiente molto ostile come avrebbe potuto essere il campo di battaglia fra forze NATO e Patto di Varsavia in Europa Centrale con decine di semoventi antiaerei a protezione delle unità corazzate e blindate, essi necessitano, per dare il meglio di sé ed essere efficienti, di un coordinamento colle truppe di terra preciso, fattore impossibile da realizzarsi se si volesse far credere che servirebbero per proteggere le forze ribelli in Libia, una massa molto poco organizzate. Lo stesso dicasi per l’AC 130 Spectre che dovrebbe agire per neutralizzare colonne in movimento o assembramenti di truppe e mezzi ammassatisi prima di un attacco o in fase di rifornimento. Ciò significa accurato coordinamento sia con i Sentry (gli AWACS) sia con i contingenti esploranti sul terreno. L’esplorazione del campo di battaglia è una specialità altamente sofisticata condotta da truppe qualificate, possibilmente con Ufficiali dell’Aeronautica come coordinatori a terra. Tutto ciò dovrebbe servire ad evitare stragi o violenze sui civili libici attaccati o minacciati dalle forze di Gheddafi? A me sembra più un contingente di aerei che servirebbe ad appoggiare un’azione da truppe terrestri. Questi due tipi di velivoli combattono per solito con truppe USA, US Army o US Marine Corps che siano.


Non credo che sia gli AC-130 e sia gli A-10 siano stati dispiegati in Italia. Gli A-10 sono unici al mondo e gli AC-130 anche se sono C-130 modificati hanno le armi che spuntano dalla fusoliere evidentissime. Qualcuno più sveglio (uno o due forse..) fra i molti giornalisti che stazionano fuori agli aeroporti di Trapani-Birgi o Aviano o Sigonella o Gioia Del Colle li avrebbero individuati e poi se per esempio fossero dislocati ad Aviano (base USA), questa è troppo lontana dai teatri di combattimento per far intervenire i Warthog velocemente. La loro disponibilità, se e quando usati deve essere con un preavviso di poco tempo. Supporto Aereo Ravvicinato vuol dire non più di 15/30 minuti di preavviso. Più tardi significa più morti sul terreno Da quali basi? Creta, Pantelleria, Malta, l’Anatolia o Sigonella le uniche. Certo possono stazionare in aria in attesa di una chiamata da terra, ma il numero non consentirebbe di tenerne in circolo al largo delle coste più di tre per volta, riforniti in volo.
L’implicazione più allarmante però è che gli aerei sono di supporto a truppe di terra. Che non possono essere le forze dei ribelli che da quel che ci fanno vedere le televisioni paiono un’accozzaglia disorganizzata di dilettanti armati. Finora, lo hanno detto un paio di volte incidentalmente alcuni commentatori ingaggiati dalle TV e le giornaliste intervistate non se ne sono accorte, Gheddafi non ha usato tutto il suo potenziale bellico. Sono anni che accumula armi che Italia Francia Ucraina Russia Nord Corea e Cina son state ben felici di vendergli in cambio di petrolio, in barba all’embargo che alcune di esse avevano sottoscritto, magari addestrandogli le truppe. Lo dico di nuovo è dal 1972 che l’Esercito e l’Aviazione Italiani mandano istruttori militari da Gheddafi, e pensate che Francesi e Russi abbiano dormito? Le scarse capacità dei militari libici non hanno consentito al Colonnello di acquisire armamenti sofisticati, per amor di cronaca diciamo però che un esercito calzato con le infradito e con fornito di armamenti rudimentali (quello del Nord Vietnam) ha preso a calci nel didietro e sconfitto nel breve volgere di trentaquattro anni Francesi (1945-1954), Americani (1960-1975) e Cinesi (1979)! E sicuramente oltre tutto Gheddafi ha armi chimiche, quanto ben conservate non si sa o se si sa i Servizi non lo dicono. Messo all’angolo Gheddafi potrebbe essere costretto ad usarle. A quel punto un intervento militare di terra non andrebbe escluso.

Sia Francia e sia America hanno truppe in loco, e navi da cui sbarcarle e con cui appoggiarne l’azione. Non scordiamoci mai che l’intervento aereo e la relativa superiorità possono bloccare l’azione a terra di forze armate, ma solo temporaneamente o non assolutamente. Il lavoro può esser completato solo dal caro vecchio fantaccino. L’esercito moderno è altamente specializzato ed è efficace solo se si coordina con le forze aeree. Le forze ribelli non mi sembrano capaci di coordinarsi con l’Aviazione. E quando (non se) Gheddafi userà civili come scudi come potranno fare gli aerei a fermare i carri lealisti? Solo l’impiego di forze di terra potrà ottenere effetti definitivi. Io mi aspetto prima o poi l’impiego di truppe americane e francesi come cuscinetto (l’alibi) fra le forze di Gheddafi e i ribelli. Così con la scusante di tutelare l’incolumità dei civili libici Usa e Francia otterranno quel che hanno voluto dall’inizio: un piede ben fermo in Libia e Gheddafi prima fermato poi messo in condizioni di non nuocere (credo che morirà, in una maniera o nell’altra, un Gheddafi vivo sarebbe uno scomodo testimone per troppa gente).

Che armi ha Gheddafi? Le Forze Armate Libiche sono figlie di acquisizioni di armi compiute negli anni presso i Paesi che si resero disponibili a vendergliene. Quando l’attività di supporto terroristico del Colonnello era attiva così come l’Unione Sovietica era questa il principale negozio dove Gheddafi si serviva. Semoventi ZSU- 34 Shilka per esempio. Un quadrinato semovente che fece la sua comparsa nella guerra dello Yom Kippur (Ottobre 1972) facendo strage degli aerei Israeliani, con limitazioni sia per l’età sia per la meccanica (su quella di un carro anfibio leggero Sovietico) può ancora essere pericoloso a velivoli che volino a meno di 2.000 metri di distanza da esso. Per inciso fu uno Shilka ad abbattere il nostro Tornado in Iraq. Non si può sapere quanti ne furono acquistati e quanti ne son stati distrutti. Soprattutto non si sa quanti ne siano nascosti fra le dune del deserto. I satelliti e i drone spia vedono dappertutto questo sì, ma non sono infallibili. Nelle immagini delle televisioni ho visto alcuni carri M-60 di fabbricazione americana che possono esser stati venduti solo dall’Italia (non credo che Israele, altro utilizzatore glieli possa aver venduti!)e molti T-55 ex Russi, carri diffusi dappertutto, potrebbero esser stati venduti dai Russi. Il problema non è però quello dei mezzi, ma chi li armerebbe. Shilka ed M-60 sono armi più sofisticate (per l’epoca, gli anni ’70) che i T-55, mezzi rustici e solidi forse poco adatti a climi desertici. E gli utilizzatori Libici non hanno mai avuto fama di abilità, tutt’altro!. Ricordo di una delle tante motovedette che gli vendemmo, attesa per un refitting ad Augusta in Sicilia, sparita e trovata a Cipro, persa. Parliamo degli anni a cavallo fra Ottanta e Novanta.

Fin quando l’Unione Sovietica esisteva la Libia poteva contare anche su addestratori Russi o del Patto di Varsavia (ribadisco che gli Italiani già c’erano dal 1972, per quanto non lo so, di sicuro fino al 1982/83…). Dopo la caduta dei Soviet e la ridotta attività di quelle Cellule Terroristiche che Gheddafi ha sempre ospitato, addestrato e protetto (IRA, Brigate Rosse fra le altre) si sarà approvvigionato in Cina o nelle ex Nazioni del Patto di Varsavia o ex-URSS, affamate di denaro e petrolio che lui sapeva distribuire generosamente. Se la Cina aveva venduto alcuni dei sui missili Silkworm all’Iraq ed al Sudan potrebbe averli venduti a Gheddafi. Questi missili hanno una portata di 200 Km al massimo, ma quelli Nord Coreani no. Quelli hanno una portata di almeno 2.000 Km e il Nord Corea ha sempre avuto fame di soldi e petrolio. Non si sa se l’arsenale Libico comprenda anche queste armi, e se lo si sa non viene detto. Le testate di queste armi possono essere riempite con armi chimiche? Credo di sì e nel Medio Oriente son state usate, spesso nella guerra fra Iran ed Iraq. Spesso l’uso di queste armi viene considerato solo come un uso in deterrenza (io-non-lo-uso-ma-tu-sai che-ce-l’ho). Deterrenza significa però un certo equilibrio politico e questo ha sempre costituito il blocco ad usare le Armi NBC (Nucleari/Batteriologiche/Chimiche) fra le Grandi e Piccole Potenze, secondo il concetto del MAD (Mutual Assured Destruction – Distruzione Reciproca Garantita – ma MAD vuol dire anche Matto). Nessun politico sano di mente vuol governare su nazioni ridotte a parcheggi vuoti…

Cosa succederebbe se Gheddafi si trovasse con le spalle al muro, accerchiato da ogni parte e con la Corte Internazionale che vuole imprigionarlo? Non ci pare il tipo che potrebbe andare in esilio (posto che si trovi un buco nel mondo dove possa esser accettato) in silenzio. La sua cultura beduina, dicono, non lo contempla. Cosa o chi gli impedirebbe di tentare di usare queste armi per difendersi o per far saltare tutto e tutti? Tutto sta a vedere se lui ed i suoi sostenitori possiedono ancora la tecnologia per usare queste armi e se hanno potuto mantenerle in funzione agevolmente. Le armi che le Forze Armate Libiche più facilmente avrà a disposizione e che userà (o sta usando, ma ovviamente la censura militare non ce lo dice) sono i missili antiaerei spalleggiabili: i vari Strela o Grail. Semplici da usare (del tipo launch & forget – lancia e dimentica) è impossibile prevenirne l’azione e ne sono stai vendute decine di migliaia. Ieri 31 Marzo ho visto un servizio con colpi di artiglieria che arrivavano a colpire truppe ribelli, per cui l’azione di bombardamento delle forze Occidentali non sembrano aver fermato le truppe lealiste Libiche. Portare l’artiglieria a tiro (un’artiglieria che non è sicuramente semovente, ma trainata con camions e quindi più identificabile e meno mobile) vuol dire che le truppe corazzate o meccanizzate sono vicine. E non in ritirata data la scarsa efficacia che si dice dei ribelli. Ecco dimostrato quel che affermavo: dall’aria si può bloccare le mosse sul suolo, ma solo fino ad un certo punto. Almeno con i Tornado o gli F-16 o 18. L’appoggio deve essere capillare, per questo hanno spostato gli A-10 (ma anche i nostri AMX Ghibli potrebbero essere buoni …come lo sarebbero se sparassero in appoggio ai nostri uomini in Afghanistan…) e gli AC 130. Tutto sta a vedere come li si usa. Questi son sistemi di arma che necessitano di osservatori a terra in coordinamento coi Drones, perché anche questi non hanno la ”percezione” viva sul terreno e se volassero troppo bassi basterebbero poche raffiche di mitragliatrice a tirarli giù. Torniamo sempre al concetto che il caro vecchio fante a terra serve sempre e comunque per essere efficaci anche solo in supporto alle forze ribelli. Ciò vuol dire osservatori con radio criptate che chiamano il supporto dando l’esatta ubicazione dove esercitare l’azione di appoggio e distruzione a terra. E questi osservatori non possono stare sugli AWACS perché quei Radar a terra “vedono” poco, troppe risonanze e troppi disturbi e poi sarebbe come usare una Ferrari nel deserto…… quelli sono sistemi d’arma specifici per l’Air Superiority (superiorità aerea). Ecco allora che la coalizione metterebbe piede sul suolo libico, per dirigere gli aerei e evitare massacri. Gli osservatori a terra hanno necessità di protezione di truppe, per cui insieme a loro a terra avremmo anche alcuni plotoni della Force Recon dei Marines quelle unità cioè destinate ad infiltrarsi in territorio nemico e dirigere se necessario il fuoco di navi o aerei. Ecco fatto! “Una volta messo il naso del cammello sotto la tenda il cammello è nella tenda” dice un proverbio militare Americano. E l’escalation a cui i Franco Inglesi e gli USA hanno mirato dall’inizio è servita!

Chi ci rimetterà sarà l’Italia. Noi abbiamo dato le nostre basi e, nel nome di un idealismo sciocco e controproducente non permettiamo alle nostre Forze Armate di combattere (almeno è questo quel che dicono), cosicché oltretutto ci troviamo nella posizione di esser guardati dai ribelli come amici di Gheddafi e da questo come traditori. È un atteggiamento che ci è costato già morti e feriti in Afghanistan dove siamo all’assurdo che sia i nostri elicotteri Mangusta (simili anche se più leggeri degli Apache) sia i nostri AMX sono rischierati in appoggio alle nostre truppe, MA non possono appoggiarle col fuoco delle armi di bordo. Un’incongruenza che ci è sicuramente costata molte delle perdite dolorose subìte. Signori! O si va alla guerra per fare la guerra (anche aiutando le popolazioni locali in grave situazione di disagio) o non ci si muove da casa!. Non si dispiegano truppe armate in zone di fuoco impedendogli di fare quello a cui sono addestrate. Specialmente in un teatro di guerra come l’Afghanistan dove MAI (e ribadisco MAI) nessuna Nazione Straniera è riuscita a imporre il proprio dominio da Alessandro Magno all’Impero Britannico ed ai Sovietici. Ma perché gli uomini politici non imparano mai la Storia?
Ora siccome il resto dell’Europa respinge i migranti molte delle nostre risorse e delle nostre attenzioni sono dedicate ai profughi. Noi non possiamo operare sui due fronti in contemporanea se non togliendo risorse in mezzi e soldi ad altri settori dell’Amministrazione dello Stato, cosa che non ci possiamo permettere. Non è il momento di essere diplomatici o cauti o idealisti. È il momento di essere pragmatici e imporsi. Se togliamo la disponibilità delle basi e dirottiamo con fermezza il traffico dei profughi lontano dalle nostre coste oltre a toglierci un problema enorme, possiamo inserire a nostro favore un cuneo profondo nella coalizione dei “volenterosi”, dove oggi pare che contiamo come il due di briscola con l’asso a tavola, creandogli dei problemi di logistica poderosi ed imponendo la nostra influenza a chi vincerà in Libia fra Gheddafi e le forze ribelli, come la Nazione perno del Mediterraneo che ci meritiamo di essere.
Io non ho dubbi che Gheddafi alla fine la pagherà, ma che la sua caduta convenga a noi Italiani. E si fottano i benpensanti o gli idealisti. Pensieri buoni e ideali non pagano il conto energetico all’Italia, né fanno viaggiare le merci o scaldare le case. (continua)

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Commenti

 

Un'analisi del problema libico molto competente e attenta. L'autore appare molto informato, anche degli aspetti più tecnici del problema (armi ecc.). Davvero complimenti.

Inserito 1 aprile 2011 ore 18:33
 

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