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La Guerra Non è Una Manifestazione O Un Corteo Di Protesta


20 gennaio 2015 ore 17:04   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 445 persone  -  Visualizzazioni: 584

CHE COS'È LA GUERRA? UN OMICIDIO COLLETTIVO, DI GRUPPO, UNA FORMA DI BRIGANTAGGIO TANTO PIÙ INFAME QUANTO PIÙ ESTESA.
(ERASMO DA ROTTERDAM)
Nel 2001 siamo andati in Afghanistan a eliminare la minaccia talebana che aveva supportato Osama Bin Laden per l’attacco alle Torri Gemelle.
Nel 2003 abbiamo attaccato di nuovo Saddam Hussein per un suo ipotetico tentativo di dotarsi di armi di distruzione di massa, per il suo presunto appoggio al terrorismo islamico e l'oppressione dei cittadini iracheni con una dittatura sanguinaria.
Nel 2011 abbiamo appoggiato la Primavera Araba in Libia per eliminare Gheddafi che sapevamo essere insieme a Assad e Saddam il peggior dittatore del mondo arabo.

Cosa abbiamo ricavato noi del Mondo Occidentale da queste tre guerre una delle quali dura ancora?
In termini di costi finora queste guerre sono costate alla comunità internazionale oltre 6.500 miliardi di dollari (5.000 miliardi di euro), circa 25.000 soldati sono stati uccisi fino ad oggi, circa un milione e mezzo di civili ci hanno rimesso la vita in Libia, Iraq ed Afghanistan. Finora.


Oltre a costi enormi sia in termini di soldi sia in termini di perdite umane, cosa altro abbiamo ottenuto? Afghanistan: le truppe della Coalizione se ne andranno entro poco tempo lasciando un Paese che si è tentato di rendere più civile, ma che nel breve volgere di poche settimane tornerà in mano ai Talebani, non sconfitti, ma ben più ricchi di esperienze belliche (semmai ne avessero bisogno) e arricchiti dagli investimenti occidentali che rimarranno in mano loro, così come le armi che cui noi Occidentali gli abbiamo regalato.

Iraq: con l’eliminazione di Saddam Hussein abbiamo creato un vuoto di potere in cui è precipitato il paese, rivalità fra le varie tribù e fra Sciiti e Sunniti e crescita del Fondamentalismo Islamico hanno creato proporzionalmente più danni e vittime che l’occupazione della coalizione che lo ha deposto. Tuttora in Iraq non c’è un governo forte e democratico, anzi il paese è altamente ingovernabile, questa ingovernabilità ha creato i prodromi alla crescita anche politica del Califfato.

Libia: appoggiando i ribelli libici e aiutandoli a detronizzare Gheddafi ci ritroviamo tuttora con una Libia dilaniata dalla guerra civile. Non solo, Gheddafi era riuscito, con accordi con l’Italia di reciproca soddisfazione, a ridurre enormemente la massa di viaggi di migranti dal suo Paese verso l’Italia, con la sua morte e la conseguente guerra civile il numero di viaggi e di migranti è aumentato a dismisura, per l’Italia con costi e problemi elevatissimi e assurdi, e la creazione di una strada comodissima per eventuali terroristi che volessero infiltrarsi in Italia e in Europa.

Abbiamo spedito decine di migliaia di truppe in Iraq e Afghanistan, scaricato su quei due Paesi e sulla Libia milioni di Euro in bombe e missili. Per fare un esempio i 110 missili Tommahawk che sono stati lanciati sulla Libia durante tutta l’operazione Odissey Dawn sono costati alla NATO 62 milioni e 590 mila dollari, lasciamo a chi ci legge di figurarsi i costi di 13 anni di guerre. Investire nel 2011 50 milioni di Euro in servizi di Intelligence con la cooperazione di un dittatore (sic!) che facesse da filtro al flusso di fuoriusciti non sarebbe stato meglio? Un poco di sano auto-conservatorismo non sarebbe stato comodo in tempi di crisi?

La Guerra Non è Una Manifestazione O Un Corteo Di Protesta

Sono i dettagli di una rovinosa sconfitta per il Mondo Occidentale in genere e Europeo in particolare, ignominiosa tanto più quanto si pensi che per attaccare le Torri Gemelle e il Pentagono "solo" diciannove attentatori hanno ucciso 2.974 americani e distrutto, senza colpo ferire che non siano loro stessi, l’orgoglio della città-simbolo dell’America e del Mondo Occidentale. Ribadiamo senza che nessuno vi si opponesse, salvo un pugno di coraggiosi a bordo del volo United Airlines 96 che fecero precipitare l’aereo prima che raggiungesse il bersaglio cui era destinato.

Ignominia quando si pensa che dopo 2.200 miliardi di dollari spesi e oltre 10.000 soldati morti per attaccare e occupare l’Afghanistan e combattervi per rendere inoffensivo chi aveva sostenuto Osama Bin Laden e ucciderlo, sono bastati 24 Navy SEALs con un cane e tre elicotteri ed un ben fatto lavoro di intelligence per farlo. In Pakistan, per di più.
Si va a vincere una guerra quando lo sforzo di combattere paga, quando si massimizza il risultato (vincere) con i minori costi (di uomini e mezzi) possibili.

Tre terroristi islamici (cittadini francesi, nati in Francia, educati in Francia) hanno tenuto in scacco 80.000 poliziotti e bloccato L’Île de France per due giorni, e sono stati beccati, a quel che si sa, solo perché loro hanno voluto farsi trovare.
Che sarebbe successo se l’azione fosse stata meglio coordinata con una via di uscita preparata per i due fratelli che sarebbero spariti per ricomparire che so a Calais due settimane dopo per un’altra azione simile, mentre Koulibaly effettuava lo stesso gesto come una diversione?

Se avessero agito contemporaneamente 10 gruppi con eguali tattiche in tre diverse regioni quante risorse della Sicurezza Francese avrebbero bloccato? Tanti bersagli sensibili sarebbero rimasti scoperti perché nessuna forza di sicurezza al mondo può coprirli tutti.

Il Fondamentalismo Islamico sta vincendo perché riesce a creare caos nel campo nemico (che per chi lo crea in guerra è sinonimo di vittoria) e a massimizzare i risultati con il minimo sforzo avendo denaro e risorse da spendere, una pressoché illimitata riserva di combattenti da impiegare e una spietatezza che ci manca.

Da un punto di vista squisitamente bellico che differenza c’è fra un attacco come quello a Charlie Hebdo e mandare una compagnia di Commandos a colpire le retrovie nemiche? Nulla, solo che l’attacco a Parigi è costato di meno e ha fatto molto più male. Specie se chi si difende commette errori. Particolare da non sottovalutare poi è che la copertura mediatica dei fatti del 7 Gennaio ha consentito a tutto il mondo (compresi i Fondamentalisti) di vedere testata la capacità di reazione delle Forze di Sicurezza Francesi.

Che non è che abbiano fatto bella figura. Ricordate le scene (comiche in un film, ma tristi nella realtà) delle Forze Speciali Francesi che scivolavano sull’erba di una aiuola in salita per avvicinarsi da retro al supermercato Kosher? Con un paio di fiancheggiatori che comunicassero per telefono cosa avveniva fuori del Supermercato il Koulibaly avrebbe potuto agire ben più sanguinosamente.

Poi all’uscita degli ostaggi liberati dal Supermercato gli si è consentito disperdersi all’uscita senza che nessuno li organizzasse. Se Koulibaly non fosse stato solo ed il complice avesse approfittato della confusione per sparire? Se non mi sbaglio le regole di ingaggio dell’HRT dell’FBI (Hostage Rescue Team, Squadra recupero ostaggi) prevedono che bisogna sempre mettere in sicurezza gli ostaggi liberati, sia per essere sicuri che non ci siano confusi fra loro terroristi e sia perché vanno interrogati a caldo e separatamente perché le informazioni siano le più attendibili possibili. No, l’organizzazione di sicurezza dei Francesi non ci ha fatto una bella figura.

Per le procedure di prevenzione e intervento in una situazione di pericolo o di ostaggi gli Americani hanno tutto da insegnarci. Dal livello più basso (se si viene fermati per un’infrazione automobilistica la procedura di TUTTE le forze di Polizia USA è che l’automobilista non scenda per nessuna ragione dall’auto lasciando le mani bene in vista) a quello più alto della ATF (Bureau for Alcohol Tobacco Fire Arms Explosives Agenzia per Alcool Tabacco Armi da Fuoco e Esplosivi) e dell’FBI i cui manuali operativi fanno da testo basico in più di un’Accademia di Polizia al mondo.

Un’azione come quella del 7/1/2015 ammesso fosse stata sottovalutata o ignorata dall’Intelligence USA (come ha colpevolmente fatto quella Francese sulla segnalazione degli Algerini) avrebbe avuto negli USA una risposta molto più efficace e organizzata. E senza telecamere dei Media intorno. Pensate solo a quanto tempo sia passato per far salire la saracinesca del Supermercato al momento dell’irruzione, 10/12 secondi (tenete a mente questo timing) durante i quali quanti ostaggi poteva uccidere il terrorista? Tutti. O farsi esplodere coinvolgendo anche i Poliziotti. E non diteci che la saracinesca era chiusa e andava alzata, con poche cariche esplosive ben applicate la si poteva far saltare in un secondo. Ricordate ora come sono entrate le Forze Speciali Australiane il 15 Dicembre scorso in quel Bar di Sidney? Dentro e in azione in meno di 10 secondi (10 secondi!!, il timing di prima…), terrorista morto e anche due ostaggi, pochi perché (è triste dirlo ma vero) per solito ci si aspetta che ne muoia l’ottanta per cento. E gli Australiani hanno scelto l’orario più adatto, alle 2 di notte, cioè l’orario in cui (dalle 2 alle 4 del mattino) le reazioni umane sono al minimo. La stessa copertura dei Media Australiani è stata ben più limitata che in Francia, almeno nel caso del Supermercato.

Praticamente un solo fiancheggiatore in contatto fuori del Supermercato poteva far causare molti più danni a persone e cose solo dicendo a Koulibaly cosa facevano le Forze di Sicurezza. Diciamo che i terroristi del 7 Gennaio hanno commesso un’iradiddio di errori (scarpa persa, documento lasciato in auto, Koulibaly lento a reagire mentre saliva la saracinesca del supermercato ecc.), ma anche i Francesi ne hanno fatti. Se chi ha istruiti e attivati i terroristi ha esaminato accuratamente quel che è successo, ha potuto tesaurizzare gli errori commessi da entrambe le parti. Ci auguriamo di sbagliare, ma con tutta probabilità le prossime azioni (che ci saranno) di terroristi attivati dal sonno saranno ben più organizzate e purtroppo efferate, proprio in virtù degli errori commessi il 7 e 8 Gennaio scorsi.

Quanto abbiamo citato ora ci conferma che per il Mondo Occidentale non esiste in questa guerra una linea del fronte ben definita, dove schierare le truppe per attaccare il nemico, come in Corea o nel Sinai per citare due recenti conflitti "convenzionali", per provare a vincere.
Veramente un fronte dove forze dispiegate sul campo combattono ci sarebbe, quello fra Califfato e Curdi e quello fra le truppe Siriane di Assad e il Califfato. Ma con delle magagne. Quali magagne hanno queste due linee di fronte? Guerra civile in Siria e Curdi che hanno la forte ostilità (toh! Guarda caso) di Turchia, Iran e Iraq, tre Nazioni islamiche anch’esse. Anch’esse toccate dal conflitto.

Dopo il colpo del 7 Gennaio le forze Occidentali hanno rischierato le loro flotte nel Mediterraneo e nel Golfo Persico per appoggiare le truppe di terra curde e forse un intervento occidentale (ma ci crediamo poco). Se il nemico (Al Qaeda e il Califfato) può attaccarti violentemente in casa tua portando il fronte al centro commerciale o dove vai a fare la spesa o nella Chiesa dove vai la Domenica o allo Stadio come ti difendi, dove rischieri le truppe? In casa tua? ma nessun esercito né forza di sicurezza ha capacità per coprire tutto il proprio territorio. Per coprire e difendere capillarmente ogni potenziale bersaglio ci vorrebbe tutta la popolazione attivata come Guardia Nazionale.La Guerra Non è Una Manifestazione O Un Corteo Di Protesta

Per addestrare bene un soldato ci vogliono 6/7 mesi, minimo, e il servizio di leva è stato pressoché dovunque abolito nell’UE. Solo gli Svizzeri addestrano regolarmente le riserve e lasciano le armi personali a disposizione dei riservisti, ma solo gli Svizzeri lo fanno. E la Svizzera non ha ricevuto minacce, che noi si sappia, dai Fondamentalisti Islamici. Non si rompono le tasche a chi può reagire ed annullare il tuo attacco. Ricordate: massimizzare il risultato.

A noi farebbe ribrezzo lanciare un ordigno nucleare B61 sulle città in mano al Califfato per timore di uccidere donne e bambini, il Califfato userà ancora donne e bambini per attaccare il Mondo Occidentale e se necessario lo farà se potrà con ordigni batteriologici o chimici o con bombe nucleari. MAD (Matto, ma anche acronimo per Mutual Assured Destruction Distruzione reciproca garantita), cioè la paura dei Governi contrapposti della Guerra Fredda (che li bloccò) di governare alla fine dei giochi su parcheggi vuoti non vale con i Fondamentalisti Islamici. Ecco la differenza. Noi non saremo mai spietati a sufficienza per vincerli. [Foto e cartine scaricate dal Web]

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