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La Piaga Della Cocaina Oggi


7 luglio 2014 ore 17:11   di mariobarbato  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 459 persone  -  Visualizzazioni: 676

La vecchia "regina" delle droghe sembrava essere stata soppiantata per sempre dalla ben più micidiale eroina. La cocaina, infatti, era stata "abbandonata" da quanti, per spirito di ribellione, per tendenze autolesioniste, per curiosità scellerate, non si accontentavano più di una sostanza dagli effetti limitati. Dannosi, certo. Ma, comunque, controllabili. In effetti, a parere degli esperti, la cocaina, conosciuta fin dai tempi antichi dalle popolazioni sudamericane, non dovrebbe causare gli stessi sintomi devastanti dell'eroina, in quanto il suo consumo induce una dipendenza psicologica, più che fisica, che opportune cure consentirebbero di in ogni caso di superare.

Certo è che la cocaina, al pari delle altre droghe pesanti, dev'essere comunque classificata tra le sostanze pericolose per la salute umana. Nonostante le minori preoccupazioni che suscita, è innegabile che essa, a prescindere dal taglio effettuato, ha conseguenze letali sull'equilibrio psicofisico del consumatore. Non vale addurre il ragionamento o il pretesto che i popoli andini ne hanno fatto storicamente uso, masticando foglie di coca per vincere la fatica fisica o per resistere ore al digiuno forzato. In realtà, il consumo della cocaina oggi non ha nulla a che vedere con l'utilizzo che ne facevano le popolazioni indigeni, poiché essa non è usata per scopi terapeutici, ma per finalità voluttuarie che esulano dalle normali pratiche mediche.


E così, dopo essere stata per lungo tempo abbandonata, oggi la cocaina è ritornata. Nonostante che i mezzi di informazione trascurino da tempo di considerarla come causa tanto del diffondersi a macchia d'olio del consumo degli stupefacenti quanto dei drammi che derivano, la cocaina ha ripreso a invadere il mercato della droga, diffondendosi sia negli ambienti ricchi dell'alta società sia negli strati inferiori del mondo civile.

Numerosi casi di cronaca nera, infatti, hanno dimostrato come la cocaina si sia da tempo emancipata dai "salotti buoni" della società per estendersi anche negli ambienti proletari. Una diffusione resa possibile grazie alla politica dei prezzi praticata dalle organizzazioni criminali che ha portato a un inabissamento dei costi della cocaina, permettendo alla polvere bianca di essere accessibile anche a chi, fino a poco tempo fa, sembrava economicamente escluso dall'acquisto della "Dama Bianca". La droga d'élite è diventata droga di massa e sta circolando in grande quantità tra i politici, gli imprenditori, i dirigenti, gli sportivi, le modelle, gli impiegati, gli insegnanti, gli operai, i camionisti, gli studenti universitari, le ragazze di buona famiglia.

Nelle città non si vedono più tossicodipendenti barcollanti sui marciapiedi e abbrutiti dall'eroina. Ma giovani insospettabili, dai modo cortesi e dall'allure signorile, che si recano sui luoghi di spaccio per rifornirsi di cocaina confondendosi in malo modo con lo squallore dei ghetti periferici. l'età media dei cocainomani, secondo una statistica, si è abbassata paurosamente, toccando quota quindici anni di età. Ragazzi, poco più che bambini, che cadono vittime di una moda che li segnerà nel corpo e nella mente e che sembra esprimere un oscuro desiderio di morte che travalica la normale ricerca di sballo o di divertimento.

Perché la cocaina non è innocua, come si potrebbe credere, ma ha effetti letali sulla salute del consumatore. E' accertato, infatti, che l'uso prolungato di cocaina espone un individuo verso la dipendenza psicologica. E che la sua mancanza genera forti crisi di astinenza, spingendo il cocainomane a ripetere l'assunzione per avere gli stessi effetti desiderati. Con conseguenze fatali sulla sfera psichica. Come testimoniano i tanti casi di paranoia, di delirio, di allucinazione, di convulsione e di coma che coinvolgono sempre di più i tossicodipendenti. La cocaina diventa il centro dell'esistenza, la ragione di vita di un individuo schiavizzato dal vizio e dal peccato.

Un'abitudine malsana che danneggia gravemente la salute fisica. Cagionando problemi cardiovascolari, difficoltà respiratorie, complicazioni gastrointestinali. Fino a condurre un individuo, già fortemente intossicato, verso una morte sicura per arresto cardiaco, paralisi respiratoria o collasso cardiocircolatorio. Vale la pena pagare un prezzo così elevato per pochi momenti di paradiso artificiale?

Certo, si resta stupiti e perplessi davanti a scelte di vita praticate da chi si dà alla droga. Tossicodipendenti, soprattutto. Ma non necessariamente, come pare stia accadendo con la cocaina che va facendo "proseliti" anche tra le nuove generazioni.

Sfuma così la speranza che la droga, pur senza sparire del tutto, rimanesse comunque ai massimi livelli finora raggiunti. Probabilmente le organizzazioni criminali, intuito il pericolo di una riduzione costante del consumo di stupefacenti, favorita anche dalla martellante campagna di sensibilizzazione di massa, hanno ripiegato sulla cocaina che, almeno nel breve termine, non sembra causare gli stessi effetti devastanti dell'eroina.

E il gioco di dolore e di morte è ripreso, così. Con una nuova sostanza, con una nuova moda, con una nuova tendenza, ma con le vecchie abitudini autodistruttive. E contro di cui altra difesa non c'è che il rifiuto, deciso e consapevole, da parte delle nuove generazioni. Un rifiuto coraggioso e necessario per salvaguardare l'integrità fisica, la salute mentale, la vita stessa.

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