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La Vicenda Di Vasto: Un Grande Dramma


13 febbraio 2017 ore 12:43   di ellebi31-05  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 110 persone  -  Visualizzazioni: 121

Alcune vicende che accadono, hanno conseguenze devastanti su più persone e più famiglie che lasciano un segno indelebile, un dolore incolmabile il tutto frutto di una disattenzione di un attimo, di un destino infausto ed infine di un desiderio dei vendetta per il torto subito.
Un esempio di tutto ciò è accaduto a Vasto in questi giorni.

Era il luglio scorso quando, passando con il semaforo rosso, Italo D'Elisa (21 anni) con l'auto investì Roberta Smargiassi (33 anni) che transitava con uno scooter. La ragazza morì poco dopo il ricovero in ospedale. Il ragazzo aveva prestato i primi soccorsi ed era nel nosocomio nel momento in cui fu dichiarata deceduta.


Le indagini sull'accaduto erano in corso. Italo D'Elisa era incensurato e per il fatto non sono previste misure cautelari in carcere; le lungaggini giudiziarie, come quelle burocratiche, ritardano le sentenze, le detenzioni in carcere per lo sconto della pena e così il marito di Roberta , Fabio Di Lello (34 anni), vedeva che colui che era responsabile della morte di sua moglie, libero e conduceva la vita di sempre e non l'ha potuto accettare.

Il primo febbraio, dopo mesi di dolore, dopo che ogni giorno si recava al cimitero per stare accanto alla donna con la quale aveva scelto di trascorrere la propria vita, ha ucciso Italo D'Elisa e ha portato la pistola, chiusa in un sacchetto, sulla lapide della moglie. Poi si è costituito. Solo dopo l'accaduto si è saputo che la famiglia Di Lello aveva chiesto di ricoverare il loro congiunto perché non era più lui, era caduto in una forte depressione e che Roberta era in attesa del loro primo figlio.

Sulla reazione dopo l'incidente di Italo D'Elisa le testimonianze sono contrastanti: la famiglia, i conoscenti e gli amici dicono che da ragazzo allegro era diventato triste ed il padre ha riferito che nel momento in cui era stato annunciato il decesso della donna, dentro era morto anche lui. Di Lello invece al suo legale ha spiegato che non aveva l'intento di ucciderlo, ma si è visto sfidato come sempre e non aveva mai chiesto scusa.

È un dramma che riguarda più persone e tre famiglie: Roberta Smargiassi e la sua famiglia che è morta senza nessuna colpa e per un infausto destino, Italo D'Elisa che sicuramente se avesse potuto tornare indietro non sarebbe passato con il semaforo rosso e che è stato tolto alla sua famiglia pagando con la vita un errore che sicuramente mai avrebbe voluto commettere e Fabio Di Lello e la sua famiglia che dopo il dolore per la perdita della loro cara congiunta devono sopportare le conseguenze di un'azione dettata dal dolore, dalla rabbia, dallo scompiglio che quella morte ha creato un grande vuoto nel loro cuori.
Credo che se la giustizia avesse fatto velocemente il proprio corso e che quindi Italo D'Elisa dopo le indagini fosse stato arrestato perché anche se non volontariamente aveva ucciso accidentalmente una persona, questo non sarebbe successo. Ma tutto questo non può certamente giustificare la reazione di questo marito il cui dolore è comprensibilissimo ed altrettanto comprensibile è la rabbia per il non aver visto fatta giustizia alla morte della moglie per le note lungaggini giudiziarie.

Più si vive e si conosce il mondo e più ci si accorge di quanto in esso ci siano ingiustizie e destini opposti a quello che spesso si vorrebbe nella propria vita.
Ogni giorno vengono raccontati femminicidi ad opera di mariti che vogliono sbarazzarsi delle mogli perché si stufano di loro, della quotidianità, per l'eccessiva possessività, per l'odio che nasce e cresce sempre più.
Una persona che invece amava la moglie e non avrebbe mai voluto perderla, il destino gliela porta via, non ottiene giustizia per la sua morte, vive continuamente con il dolore per la sua perdita e non riesce a resistere al farsi giustizia da solo complicando ancor di più le cose e la sua vita con una cosa che certamente, pur comprendendo il suo immenso dolore, non avrebbe dovuto fare.

Credo nel destino, ma credo anche che non esista solo il fato ma pure il fatto che in un modo o nell'altro possiamo decidere come debbano andare molte cose e soprattutto possiamo scegliere se migliorare o peggiorare la nostra vita a prescindere da quali siano gli eventi che accadono nella nostra esistenza. Scegliere sempre quello che ci rende migliori: è facile con le parole, molto più difficile con i fatti in certe situazioni ma è la soluzione migliore, è l'unica cosa che non fa peggiorare una situazione già pesante e difficile.

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