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Le Festività Degli Sprechi Alimentari


5 gennaio 2012 ore 08:19   di Feniks  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 333 persone  -  Visualizzazioni: 565

440 mila tonnellate di cibo. 1,32 miliardi di Euro che corrispondono a quasi il 20% della spesa complessiva per cenoni e pranzi di Natale e San Silvestro. Questi gli impressionanti numeri forniti da uno studio della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) che riassumono in 3 cifre gli sprechi di questo periodo di feste.

Anche durante la crisi ecco che circa 50 Euro a famiglia sono finiti nel cassonetto dei rifiuti. Se può consolare, lo spreco si è ridotto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, di circa il 12%, più per effetto della minor spesa complessiva che per il miglior utilizzo delle risorse. Ma si sa, gli italiani sono un popolo che ama avere per Natale la tavola imbandita (infatti si calcola che solo per Natale si siano "buttati" 90 milioni di Euro). Nel dettaglio, abbiamo destinato alla pattumiera in prima posizione uova, carne e latticini (pari al 43%), il pane (22%), frutta e verdura (19%). Segue la pasta con un 4% e infine i dolci (solo il 3%).


Lo spreco alimentare è una brutta abitudine diffusa in tutto il mondo che conosce il suo picco in questo periodo; secondo la Cia quasi un quinto di tutto ciò che è stato preparato per le feste, invece di essere consumato, è finito direttamente nel cassonetto.
Alla faccia di tutte le persone che vivono nell'indigenza; e non dobbiamo andare a scomodare i paesi in via di sviluppo, anche in Italia vi sono milioni di famiglie che vivono sotto la soglia della povertà.
Tutte le derrate alimentari che abbiamo cestinato avrebbero potuto sfamarli.

Ma si fa festa, e ognuno di noi non pensa di certo che quel piatto che sta buttando possa fare la differenza.
E, allora, per questi giorni, dimentichiamo la crisi, gli aumenti e i poveri, imbandiamo la tavola quasi che si pieghi sotto il peso delle vivande. E se, dopo aver mangiato a sazietà, avanza qualcosa, giù in strada c'è sempre un cassonetto che aspetta.
La mattina successiva qualche addetto lo svuoterà e sarà di nuovo lì, ad attendere la prossima portata.

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