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Libia: Una Crisi Molto Lunga?


23 aprile 2011 ore 20:21   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 484 persone  -  Visualizzazioni: 778

Libia: una balcanizzazzione dell’intervento? . [1] Dichiarazione del Ministro La Russa unitamente al suo collega Inglese: “sono solo istruttori, devono insegnare ai ribelli a comportarsi come soldati”. È il <solo istruttori> che mi fa sorridere. Istruire un soldato vuol dire insegnargli a fare il soldato, marciare, obbedire agli ordini, maneggiare un’arma e (qui casca l’asino) insegnargli a usarla. Il soldato addestrato, è bene ricordarlo, ha un solo compito: uccidere in battaglia. Ricordate la frase che ho parafrasato da Mao Dse Dong (che noi chiamiamo Mao Tse Tung)? La guerra NON è un pranzo di gala. Addestrare alla guerra non è fare i maestri di scuola. Mandiamo istruttori per organizzare le forze armate dei ribelli che non stanno ottenendo i risultati che ci si aspettava. Credevamo che riuscissero a togliere la castagne dal forno all’Occidente. Cacciare Gheddafi e consegnare alle Forze della Coalizione la Libia e il suo petrolio. Chiedo scusa ho scritto una sciocchezza! Il Petrolio Libico E, se necessario, la Libia.

Mandare addestratori ai ribelli libici corrisponde, se uno riesce a leggere fra le righe, ad alcune valutazioni, non tutte simpatiche. Primo: che i Ribelli resistono, ma non riescono a vincere. E Misurata potrebbe essere il punto cruciale di questa lotta. Il “Brennpunkt“ di questa guerra. Secondo: le forze lealiste non sono del tutto impreparate come io credevo, ma anche come credevano i politici che si son buttati a capofitto nell’avventura libica. Terzo: Gheddafi non è poi così isolato e sprovveduto come ci vogliono far credere.


Perché i ribelli non riescono a vincere compiutamente? Perché sono disorganizzati e perché non sono coordinati con le Forze Aeree messe in campo dalla Nato. Dacché nella Storia gli uomini combattono, una forza organizzata anche se minuscola in termini di numeri può sconfiggere una massa disorganizzata. In guerra non è il numero che vince, ma la organizzazione e l’addestramento. Se i ribelli non hanno completamente ceduto il campo lo devono sicuramente all’appoggio aereo Nato, anche se i Media non ne parlano più. Passata la festa, gabbato lo Santo, si dice in Italiano. Dopo gli scoop iniziali i Media hanno ceduto all’interesse della quotidianità, probabilmente anche perché sarà scattata, con l’ingresso della NATO, una certa severità nel fornire informazioni su decolli di aerei e movimenti.

Non ci voleva il KGB per poter fare due calcoli del resto. Con un buon telefono satellitare bastava mescolarsi alle troupes televisive vicino ad una delle basi italiane, avvisare quando si vedevano decollare aerei con carichi di bombe e così sulle zone dei possibili bersagli ci si poteva organizzare o per difendersi o per occultarsi. Se si vedeva decollare un Tornado da combattimento con tutta la panoplia di bombe e serbatoi di carburante sotto le ali anche io che sono un dilettante potevo identificare i possibili bersagli sulla scorta dell’autonomi e, del tipo di bombe e Pod appesi alle ali. È sicuramente scattata una imposizione di sicurezza che nei primi giorni era colpevolmente mancata. E ci si è insabbiati in Misurata. Se i ribelli fossero forti avrebbero già rireso Misurata a Gheddafi che se fosse forte come strilla di essere li avrebbe già cacciati. Ciò vuol dire che si è in una situazione di stallo. Per spezzare l’equilibrio ci vuole una forte scossa terrestre. Come ho già detto per consolidare una posizione o per occuparla stabilmente serve il caro vecchio fantaccino. I ribelli non hanno forze di terra organizzate, ergo vanno addestrati. Da qui l’arrivo di istruttori. Ruolo che in quel Paese noi abbiamo già ricoperto e bene, visto che le forze di Gheddafi stanno operando non male. I soldati Italiani conoscono da anni il materiale umano su cui lavorare, per cui tocca a noi, con tutte le conseguenze del caso che solo il tempo potrà indicare.

Quello che mi sconcerta sono il numero degli istruttori, pochi, e il tempo che serve perché siano effettivi. Per addestrare un militare ci vogliono settimane anche se di addestramento intensivo. Come possono pochi istruttori farlo in breve? Questo implica una previsione di durata della crisi ben più lunga del previsto. Inoltre le forze lealiste stanno dimostrando una capacità tattica e strategica discreta.
Ed infatti il 22 Aprile è passata la notizia che le truppe del Raìs hanno deciso di disimpegnarsi lasciando il campo (ed è questa per me la vera chiave di lettura del disimpegno) non ai Ribelli, ma alle tribù a lui favorevoli. Se vera è una mossa tatticamente saggia. Salva truppe addestrate da un imbuto pericoloso quale è il combattimento casa per casa lasciando il campo a guerriglieri che possono farsi valere meglio. È un disimpegno sapiente, ripeto, se l’informazione dei Media è corretta, cosa che spesso non avviene. Non dimentichiamo che abbiamo addestrato per anni i militari Libici. Non abbiamo nel mondo una buona fama di soldati, soprattutto perché troppo spesso in guerra le decisioni politiche hanno impedito ai nostri soldati di farsi valere compiutamente. Come preparazione e addestramento non abbiamo molti rivali specialmente ora che le nostre Forze Armate sono composte solo da professionisti. Le Scuole di Guerra Italiane sono ai massimi livelli così come le Accademie Militari che sfornano professionisti intelligenti e preparati. Purtroppo paghiamo il fatto che la classe politica per decenni (la Prima Repubblica soprattutto) ha trascurato, ignorato e vilipeso una professione che potremmo insegnare a molti come fare. Come ebbe a dichiarare Rommel.

Libia: Una Crisi Molto Lunga?
Realtà ci dice comunque che Gheddafi ha riserve di uomini e mezzi più che discrete. Uomini: arruolando mercenari africani, cosa che in quel continente è normalissima, Gheddafi può rimpinguare le fila delle truppe senza rischiare sulla linea di fuoco i suoi Libici. Ci sono sicuramente enormi riserve di mezzi immagazzinate nel deserto; il Rais ha avuto almeno 15 anni di tempo per farlo, sia prima della caduta dell’URSS sia dopo quando gli arsenali dei vari Paesi ex membri del Patto di Varsavia e dell’URSS erano supermercati per chiunque avesse dollari e voglia di spenderli, entrambi assets che Gheddafi aveva (ed ha) in quantità. Inoltre oggi come oggi ci sono sicuramente Paesi che non esiteranno a rifornirlo; Bielorussia e la stessa Russia (forse avrebbero entrambe difficoltà logistiche a farle arrivare stante il blocco navale NATO) sono fra queste. Ma non scordiamo la Cina, il Nord Corea (che ha un bisogno disperato di valute forti), l’Iran, Nazioni che per ideologia o bisogno sicuramente contribuiscono a sostenere la Libia. E non solo.

I confini Libici a Sud, Est ed Ovest sono in territorio desertico e difficilmente controllabili da parte delle forze NATO. Servirebbero per farlo risorse enormi. Da lì può passare di tutto. E già ci è passato. Non sono trapelate indiscrezioni se il Raìs abbia mai messo le mani su armi batteriologiche o chimiche, né sarà facile saperlo a meno che non vengano usate, eventualità che sarebbe possibile SE le avesse perché nel caso specifico non dubito che Gheddafi avrebbe esitazioni ad usarle se necessario.

La ritirata delle truppe lascerebbe, per ora, Misurata libera, ma tutto fa pensare che le tribù locali, pro-lealisti, possano prenderne il posto. Ciò secondo me potrebbe portare ad una recrudescenza della lotta portata con più ferocia, che lascerebbe le truppe regolari libere di rischierarsi, diminuendo la lunghezza delle loro linee di rifornimento. Non scordiamoci della II Guerra Mondiale. Proprio in Libia la ritirata delle truppe inglesi di fronte agli attacchi dell’Asse fece arrivare Italiani e Tedeschi a due passi dal Cairo, ma allungò a dismisura le loro linee di rifornimento e comunicazione, in un ambiente orografico non facile e diverso da quello cui le truppe tedesche erano abituate. Accorciare sensibilmente le proprie linee consentì a Montgomery (la vera Volpe del Deserto, altro che Rommel!) di attestarsi, organizzarsi e ripartire. Ricacciando Rommel e i nostri soldati indietro fino alla Tunisia.

Vedo l’arretramento da Misurata come un’azione di disimpegno con possibilità di attestarsi in migliori posizioni. Più corte. L’impatto psicologico a favore dei ribelli potrebbe essere forte, ma se le tribù sostituissero le truppe lealisti avremmo forze fresche che darebbero loro respiro. Prova ne è che gli attacchi aerei hanno ripreso intensità e non è una coincidenza. Si erano diradati anche perché con tutta probabilità ci son stati problemi logistici. Nonostante la NATO operi con una struttura logistica di inter-scambiabilità uno squadrone di Tornado Inglesi, per fare un esempio, opera con munizionamento che non è esattamente uguale a quello italiano o tedesco, per cui quando gli aerei si sono rischierati sulle basi Italiane avranno avuto al seguito una settimana, dieci giorni di munizionamento, il resto da far arrivare via o nave o aereo dall’Inghilterra con ovvie pause all’intensità degli attacchi. E gli stessi depositi non sono cornucopie specialmente per i costi astronomici delle armi più sofisticate.

Un missile Tomahawk (chiamato anche a cambiamento di ambiente perché viene “sparato” da un sottomarino in immersione verso la superficie e da questa cambia ambiente partendo in volo) costa circa 750.000 $, ne spararono nei primi confusi giorni dell’intervento circa 110, ottantadue milioni e rotti di dollari. Con effetti che non hanno impedito alle truppe lealiste di combattere e contrastare i Ribelli. Con economie come quelle USA ed Inglese che spendono denaro a fiotti in Afghanistan e ne hanno speso in Iraq (non sono quisquilie), l’elemento costi non può esser sottovalutato. Chi paga il conto dell’intervento militare? la NATO, le Nazioni che intervengono o l’ONU? I costi non sono moderati. Parliamo di dozzine di aerei in volo con uso di Jet Fuel, pezzi di ricambio eccetera intensi, di navi in mare per settimane e una linea di rifornimenti che parte dal Continente Americano e dal Nord dell’Europa fino ad arrivare in Mediterraneo. Son fattori da considerare nell’economia di un intervento così complesso. Inoltre spostare per il blocco NATO mezzi e uomini dal proprio Territorio Nazionale vuol dire sguarnirne le difese con aggravio di logoramento dappertutto. Me lo chiedo di nuovo: chi pagherà oggi il conto? Poi il rimborso lo sappiamo tutti da dove verrà: il Petrolio Libico è la ricompensa….(continua)

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Commenti

 
  • autores
    #1 autores

Ti stai sbagliando.Gli istruttori sono mandati a buon fine per capire se gli Insorti e ribelli vogliono formare la democrazia disarmata e la Pace Stato. Gli Istruttori devono dare del istruzione Democratica alla difesa del popolo civile Democratico ma con l'intenzione di disarmo completo a guerra vinta. E' per non dare armi o favoritismi al Terrorismo politico. Gli insorti e i ribelli devono diventare l'esercito della Difesa del popolo Democratico e non il gruppo politico armato.Loro devono volere lo Stato Democratico. io dico che sarebbe ora di dare il nome al proprio confine-

Inserito 25 aprile 2011 ore 14:52
 

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