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Liste D'attesa: Sei Mesi A Roma Per Un'ecografia Mammaria E Il Paziente Muore!


25 settembre 2010 ore 12:27   di giuliano60  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 471 persone  -  Visualizzazioni: 742

In questo modo non si va da nessuna parte! Non possiamo da una parte osannare il ruolo primario assunto oggi dalla moderna medicina in ambito alla prevenzione ed alla diagnosi precoce delle malattie e dall’altra tollerare situazioni di totale disinteresse nei confronti della salute dei cittadini come quelle che si perpetrano in un clima, purtroppo, di silenziosa rassegnazione e che evidenzia quanto grave sia la crisi di un sistema sanitario pubblico che per certi versi non riesce ad adeguarsi alle istanze precise dei malati e dall’altra riversa il suo costo immane nelle tasche dei contribuenti. L’ultimo esempio, ma solo in ordine di tempo, ci viene da Roma, dove per effettuare una ecografia mammaria si possono aspettare anche sei mesi.

Eppure oggi, la moderna oncologia ben ci evidenzia come un arco temporale pari a sei mesi è il tempo a volte capace di segnare il confine fra la vita e la morte, fra la guarigione di una possibile neoplasia mammaria, in questo caso e lo sviluppo di metastasi a volte responsabili dell’exitus del paziente.


Nello specifico la denuncia che è stata divulgata da Help Consumatori e che trae origine da una evidenza portata avanti dall’Associazione dei Consumatori, Codici, è allarmante, come si vede dalla dichiarazione di un consigliere del Lazio: "6 mesi di attesa per un'ecografia mammaria in una struttura pubblica del Lazio, prenotando l'esame chiamando il ReCUP. E' quanto apprendiamo dalle recenti dichiarazioni di Foschi, Consigliere del Pd della Regione Lazio e membro della Commissione Sanità alla Pisana".

Liste D'attesa: Sei Mesi A Roma Per Un'ecografia Mammaria E Il Paziente Muore!

E questa non è che l’ennesima riprova di come la Sanità pubblica laziale non riesca a venire incontro alle esigenze del malato. Si pensi ai 156 giorni necessari per effettuare una TAC in testa, alla ASL di Latina, si guardi ai 160 giorni necessari per potersi sottoporre ad una risonanza magnetica nucleare della colonna vertebrale, alla ASL di Rieti ed ai 120 giorni per poter effettuare un’ecografia ostetrica nella Capitale italiana.

"L'attività professionale intramuraria concorre sicuramente all'allungamento dei tempi", commenta Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CODICI. Non tutte le Asl sono inoltre adempienti alla legge che prevede tariffe sotto controllo e spazi adeguati per l'attività intramoenia. "Occorre, pertanto, rivedere la gestione dell'attività professionale intramuraria, - afferma CODICI - subordinando la sua concessione al conseguimento effettivo della riduzione delle liste di attesa, come vuole la legge".

Ed è a questo punto che sullo stesso problema si vanno ad innescare altri inconvenienti che in parte giustificano i ritardi ma che si abbattono pesantemente su un capitolo importante come quello dei costi della Sanità pubblica, già abbondantemente soggetta a quelle spese necessarie cui il Sistema Sanitario Nazionale di tutta Italia risente. La riprova di quanto delicato sia l’argomento ce la offre ancora una volta la denuncia portata avanti dalla stessa Associazione Codici con questa riflessione:"Un paziente su tre, che ha ricevuto un ricovero programmato, dichiara che prima di essere ricoverato ha dovuto farsi visitare privatamente o intramoenia dal medico dell'ospedale, pur avendo già ricevuto l'indicazione del ricovero da un altro medico. Ovviamente la spesa della visita dipende dalla prestazione sanitaria e dallo specialista che andrà ad eseguirla. Possiamo comunque affermare che per una visita specialistica senologica si spenderà mediamente intorno ai 150 euro, per una visita cardiologica 100 euro, per una visita oculistica intorno ai 130 euro, per un'ecografia dell'addome anche 200 euro. Cifre da capogiro - conclude l'associazione - soprattutto in considerazione del fatto che le visite specialistiche si svolgono tutte all'interno di una Azienda sanitaria pubblica".

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