Madre Denuncia Figlio Per Assenteismo E Lo Fa Licenziare
Trento, un cinquantenne operaio ha perso il lavoro per assenteismo. Detta così la notizia non susciterebbe alcun moto di stupore. Invece qualcosa degno di attenzione c'è. A denunciare all'azienda il comportamento scorretto del lavoratore è stata la madre dello stesso, la quale ha comunicato tramite missiva che i permessi richiesti da suo figlio per assistere il padre invalido, nella realtà, venivano adoperati da questi per sbrigare questioni personali.
Letta ancora così sembrerebbe una manifestazione di onestà da parte della genitrice, magari delusa per lo scarso recepimento degli insegnamenti etici donati al figlio . Peccato che anche quest'ultima affermazione sia discutibile. Infatti, l'attempato figliolo, in sede di ricorso per il reintegro al posto di lavoro, comunque rigettato dal magistrato, ha evidenziato come quello che vorrebbe essere presentato come un nobile atto è, invece, un atto di ritorsione dell'avvelenata madre, in ragione di questioni concernenti contese ereditarie esistenti tra i due.
Il quadro è stato reso ancor più grave da una precedente denuncia sporta ai carabinieri del luogo dall'ottuagenaria signora, che ha accusato il figlio di averle usato violenza. Insomma, una meschina storia famigliare, aggravata dall'età non proprio verde dei protagonisti, che ha messo in crisi la massima, accettata a livello mondiale, del legame indissolubile e inossidabile tra le madre italiane e la prorpia prole. Di fronte al vil denaro anche il rinomato amor materno italiano ha ceduto il passo.
Ora all'ormai disoccupato cinquantenne non resta che far valere le proprie ragioni dinanzi alla Corte di Cassazione, auspicando di dimostrare come le denunce presentate dalla genitrice siano false e progenie di rancori personali.
