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Manovra Bis: Critiche Commenti E Pensieri Sul Futuro Del Nostro Paese


29 agosto 2011 ore 17:24   di Maverick  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 360 persone  -  Visualizzazioni: 661

Leggendo i quotidiani di oggi sento ripetere da più parti che la manovra bis che il Governo si accinge a varare, e che proprio oggi sarà presentata in Senato, porterà il nostro Paese ad avere la pressione fiscale più alta mai registrata, ovvero il 48,4%. Sicuramente non una buona notizia per tutti i cittadini che regolarmente pagano le tasse e che in questo momento hanno il timore di doverne pagare ancora di più.

Lascio perdere l’ambito politico della manovra, per guardare a quello economico. Si poteva fare di più? Quello che posso dire è che la teoria economica ci insegna che in periodi di crisi per rilanciare l’economia si può agire sfruttando due leve. La prima leva riguarda le politiche di tipo keynesiano di sostegno alla domanda, il cosiddetto “deficit spending”, lo Stato spende, cioè investe al posto dei cittadini, in questo modo si mette in circolo in meccanismo moltiplicatore che porta alla crescita dei consumi. Peccato che questo tipo di politiche non siano attuabili al giorno d’oggi. Il debito pubblico italiano (il terzo più alto del mondo) non ci permette di effettuare politiche di questo tipo. Cosa fare allora? Beh se non si può agire dal lato della domanda aggregata bisogna agire dal lato dell’offerta. Cosa vuol dire questo? Bisogna rendere più semplice investire e produrre per le imprese, ad esempio abbassandone la pressione fiscale oppure riducendo il costo del cuneo fiscale dei lavoratori, permettere un meccanismo di credito facile e sicuro. Insomma, si tratta di rendere le nostre imprese concorrenziali a livello nazionale e internazionale.


Bene, fatta questa premessa possiamo chiederci quale di queste leve abbia deciso di sfruttare il nostro Governo con questa manovra. Questa non è una manovra fatta per aiutare l’economia a crescere, anzi, a mio parere l’inasprimento fiscale porterà un’aggravarsi della situazione congiunturale. In altre parole in Governo ha varato una manovra di “lacrime e sangue” intenta soltanto a diminuire il debito pubblico imponendo nuove tasse (vedi la patrimoniale sugli evasori) oppure aumentando le imposte (vedi l’incremento dell’1% dell’Iva). Come se questo non bastasse sono arrivati anche i tagli dei finanziamenti agli enti locali (province e comuni) che con meno risorse saranno costretti a tagliare vari servizi per i cittadini. Quali sono, quindi, le conseguenze di tutto questo? Beh, innanzitutto se le previsioni fatte dal Governo sono giuste ci sarà una diminuzione del debito pubblico italiano che dovrebbe mettere a un freno alla speculazione finanziaria che gli altri paesi stanno facendo orami da settimane nei confronti dell’Italia. Dalla parte opposta assisteremo a maggiori oneri nei confronti delle famiglie che si troveranno a dover pagare o più tasse o a dover sostenere costi per dei servizi che prima riceveva gratuitamente.

Sicuramente mettere ancora oneri a carico delle famiglie in un momento come questo non è certo la soluzione migliore, ma certo di alternative ce ne erano davvero poche. Purtroppo la situazione del nostro Paese non la scopriamo oggi, deriva da decenni di decisioni non prese o rimandate perché impopolari, di riforme mai fatte, di persone che difendono i loro privilegi, ma soprattutto la situazione di oggi deriva da un lassismo nei confronti di chi non fa il proprio dovere: ovvero nei confronti degli evasori fiscali. Negli ultimi anni i Governi, con la speranza di racimolare qualche soldo in più hanno varato condoni su condoni. Qual è stato l’effetto? Non certo di reprimere i furbetti dall’evadere, anzi i furbetti saranno di sicuro aumentati, pensando che tanto prima o poi saranno salvati da un nuovo condono. Beh, questa situazione forse ci servirà o meglio servirà a far capire alla nostra classe politica che è finito il tempo di scherzare. Adesso c’è davvero in gioco il destino del nostro Paese e il futuro di tante persone, ed è l’ora di fare tutto quanto non è stato fatto finora.

Quali sono le cose da fare? A mio avviso le questioni sarebbero molte, ma per cominciare partirei dalla riforma della giustizia. Nel nostro paese ci sono già tantissime leggi, non ne servono di nuove, ci serve soltanto una giustizia efficiente che le faccia rispettare. In questo modo si disincentiva a commettere azioni dolose, sia civili, penali e fiscali. Vivere in una società che rispetta le regole e il primo passo per un futuro migliore. Il resto viene da solo, una riorganizzazione della pubblica amministrazione, con la chiusura o la privatizzazione di tutti quegli enti nati soltanto per piazzarci dentro qualche conoscente o per ricambiare qualche favore. Una riforma fiscale che riduca il numero dei tributi a carico dei soggetti e renda un fisco più snello sia per chi deve pagare le tasse, sia per chi deve controllare che tutti lo facciano. Infine, ma non per ultimo servirebbe una riforma del mondo del lavoro, che consenta di ridurre la pressione fiscale alle imprese (magari attraverso l’eliminazione dell’IRAP, oppure abbattendo i costi del cuneo fiscale), e incentivando la creazione di nuove piccole imprese, in nucleo dell’imprenditoria del nostro paese. Potrei continuare ancora perché di cose ce ne sarebbero tante, a cominciare dalla salvaguardia del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, che ad oggi è lasciato a se stesso, ma che se fosse ben salvaguardato potrebbe diventare una delle più grandi risorse economiche del nostro Pease, che, non ci dimentichiamo è uno dei più belli del mondo.

Non credo che la nostra classe politica sai in grado di fare anche soltanto una parte di tutto questo, non ci è riuscita in più di venti anni, non credo sarà in grado di farlo adesso. La cosa importante sarebbe che si accorga che il proprio tempo è finito, che l’ora di lasciare spazio alle nuove generazioni, che con molta più voglia e determinazione di loro si porrebbero l’obiettivo di migliorare la società in cui vivono. Una nuova classe dirigente, questo è quello di cui ha bisogno in nostro Paese, più di ogni altra cosa.

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