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Michael Jackson: Le Verità Del Fratello Jermaine


5 ottobre 2011 ore 09:30   di Feniks  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 561 persone  -  Visualizzazioni: 820

Jermanie Jackson, quarto figlio di Josepth e Katherine, e fratello (più grande di soli 4 anni di Michael) pubblica nel USA (ed. Touchstone) il libro "You are not alone Michael" dove rilegge, forse non sempre obiettivamente, la vita e la carriera del più famoso dei suoi fratelli.
Mentre l'opione pubblica americana segue con il fiato sospeso il processo a Conrad Murray, accusato di aver contribuito, con la sua negligenza, alla morte del "re del pop", Jermaine, recentemente all'islam con il nome di Muhammed Abdul Aziz, getta una luce diversa sul palco che per tanti anni ha visto protagonista Michael.

Il suo racconto parte da lontano, dai primi concerti dei "Jackson 5", dove sembra che il "piccolo Michael" assistesse impotente alle effusioni amorose delle fan con i propri fratelli più grandi, alle liti tra i gentori (Katherine ha presentato richiesta di divorzio alcune volte), alle paure per la propria incolumità che Michael aveva cominciato a subire dopo l'assassionio di John Lennon.


Proprio questa paura lo avrebbe spinto a cercare un luogo sicuro e isolato, al riparo da tutto, dove vivere. Ecco allora Nerverland, il grande parco dove si sarebbero svolti episodi di pedofilia. Il processo seguito alle accuse ha distrutto, secondo Jermaine, il fratello, nel fisico (a 46 anni era magro, fragile) e nella mente, incapace di fronteggiare la realtà. I media hanno diffuso foto segnaletiche che tutti ricordiamo, quella foto di Michael con il numero in mano, magro, pallido, con lo sguardo perso lontano, là nel suo mondo.
Michael, a cui neppure la conclusione del caso (forse perchè raggiunta in via extra-guidiziale) restituì una vita completamente serena, aveva bisogno, lungo tutto l'arco della giornata, di un medico accanto a se, che vigilasse sul suo corpo in declino e, forse, sulla sua mente sognatrice.

Michael Jackson (Jacko per tutti), l'eterno Peter Pan della canzone, l'uomo che non voleva crescere, che con i suoi testi e la sua danza ha fatto innamorare milioni di fan in tutto il mondo, Michael con le sue debolezze, il suo desiderio di diventare padre (convinto che accogliere tanti bambini a Nerverland fosse normale), le sue paure e i suoi sogni, espressi nei suoi testi, in tutti i suoi concerti.

Michael rivive oggi nel ricordo e nelle parole del fratello che, con la sua famiglia, "non riesce ad accettarne il declino". Forse la verità sulla sua vita e sulla sua morte non si saprà mai. Questo libro apre altri scenari ed altri interrogativi sulla vita di uno dei personaggi più noti e più controversi degli ultimi anni.

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Commenti

 
  • Alessia
    #1 Alessia

Premetto che non ho letto l'articolo di Repubblica ma mi riprometto di farlo, dire di un giornalista professionista che fa "errori di cialtronaggine" questo si mi sembra di cattivo gusto. Poi ognuno ha le sue opinioni, ma il contenuto di un libro non si può cambiare a nostro piacimento. Per quanto riguarda il soprannome, anche se al defunto non piaceva, era, volente o nolente, conosciuto in questo modo. Tutto qui quello che volevo dire.

Inserito 5 ottobre 2011 ore 16:50
 

Per Alessia: non volevo modificare ma rispondere. Solo per precisare ho visto una intervista rilasciata e letto alcune recensioni. Spero di trovare il libro in Italia, (anche in inglese).

Inserito 5 ottobre 2011 ore 17:26
 
  • Alessia
    #3 Alessia

Se fossi spiritosa, e in realtà lo sono, riposterei per la 3° volta il mio messaggio. Ribadisco che, giornalista professionista o no, l'articolo di Videtti contiene imprecisioni macroscopiche,annoverabili tra le cialtronaggini per il semplice fatto che sarebbero evitabili con una googlata. Per la cronaca abbiamo "sgridato" anche nientepopodimenoche Federico Rampini, per sciocchezze che aveva scritto su MJ. Lo dico solo per precisione di informazione sai, perchè leggere cose sballate su questo caso mi fa pensare a quanto poco possa essere affidabile tutta l'informazione...se non si è abituati ad approfondire e a controllare le informazioni non lo si fa MAI. Ciao.

Inserito 5 ottobre 2011 ore 18:38
 

E' vero che l'informazione non è mai affidabile al 100%. Meno che mai quella trovata al primo click su google. (vedi per esempio l'inno nazionale tedesco suonato ai mondiali di canoa). Se hai fonti più precise e attendibili sull'argomento, per favore me le potresti indicare? Te ne sarei grata.

Inserito 6 ottobre 2011 ore 08:01
 
  • Alessia
    #5 Alessia

Ti ho letta solo poche ore fa, giornate intense...poi seguire le dirette del processo a Murray porta via tutto il tempo libero, ahimè. Che fonti vorresti? La maggior parte sono più che altro conoscenze dei fatti acquisita seguendo le gesta della famigliola nel corso degli anni, quindi dare una fonte è un pò difficile. Ho cercato il video dell'intervista in cui MJ chiede di non chiamarlo Jacko (e non solo Wacko Jacko), ma ovviamente ora non lo trovo. Lascio il link ad una pagina Fb in cui si fa riferimento allo stesso video (descrizione a sinistra, sotto la foto). http://www.facebook.com/group.php?gid=112542568739

Inserito 8 ottobre 2011 ore 02:33
 

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