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Muore Un Altro Ciclista Investito. La Sicurezza Negata A Ciclisti E Pedoni


9 novembre 2010 ore 17:55   di KungFuGirl  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 363 persone  -  Visualizzazioni: 660

Paolo Cascavilla, investito all'alba del 7 novembre, è il tredicesimo ciclista a perdere la vita, quest'anno, a causa dei cosiddetti "pirati della strada": gente normale che, al volante della propria vettura, si tramuta per chissà quale strano sortilegio in un individuo egoista e talvolta sanguinario, tanto da non soccorrere neppure chi avesse la sfortuna di finire sotto le sue ruote.

Erano circa le 6.30 di mattina quando Cascavilla è stato investito lungo via Cristoforo Colombo, strada ad alta velocità nella zona sud di Roma, ed il conducente della vettura non si è neppure fermato, lasciando che il ciclista morisse in una pozza di sangue sull'asfalto della Capitale. E' la tredicesima vittima, dicevamo, falcidiata come molte, troppe alte dai "pirati della strada" ma anche, se non soprattutto, uccisa dall'indifferenza di politici ed amministratori, dall'incuria di chi pensa città e strade a misura d'automobile e non di persone.


L'Italia è fanalino di coda per quanto riguarda il numero e la lunghezza delle piste ciclabili; i marciapiedi, quando ci sono, sono spesso impraticabili, trasformati in parcheggi abusivi ricolmi di auto lasciate lì, o pieni di buche che rendono pericoloso persino camminarci sopra; gli attraversamenti pedonali sono troppo spesso invisibili, con le strisce pedonali cancellate dalla pioggia e dalla mancanza di manutenzione, e non adeguatamente segnalati. Mentre nelle città si continuano ad investire soldi pubblici per costruire nuovi parcheggi per le auto, nessuno pensa a chi in città ci vive, a chi paga le tasse anche per quei parcheggi che magari non userà mai e che vorrebbe poter utilizzare tranquillamente la strada pubblica, per un giro in bicicletta o anche solo una passeggiata.

Secondo i dati forniti dall'osservatorio "Pirateria" dell'ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, ndr), che registra i casi più gravi segnalati da cittadini, forze dell'ordine e organi di comunicazione, a pagare il prezzo più alto sono, come sempre, le fasce più deboli: ciclisti e pedoni, appunto. Dal primo gennaio al sette novembre, sono in tutto 486 gli episodi di pirateria censiti dall'associazione. I morti sono stati 83, 625 i feriti.

Muore Un Altro Ciclista Investito. La Sicurezza Negata A Ciclisti E Pedoni

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Commenti

 

A volte però i ciclisti sono pericolosi, occupano tutta la corsia, vanno affiancati e corrono a più non posso come se la strada fosse una pista. Ogni incidente è sempre una tragedia, ma non è sempre colpa delle auto. Le strade non sono piste (nè per auto, nè per moto, nè per ciclisti) per nessuno.

Inserito 10 novembre 2010 ore 00:52
 

1econ, sono d'accordo con te, infatti i ciclisti non dovrebbero andare per strada, ma, per rendere possibile questo, servirebbero piste ciclabili che non ci sono. O che, se ci sono, vengono invase dalle auto. Proprio come avviene per marciapiedi e corsie preferenziali dei mezzi pubblici. Gli incidenti, poi, purtroppo, si sa che capitano, e, come dici tu, magari non è sempre colpa degli automobilisti, ma secondo me non fermarsi a soccorrere qualcuno che tu stesso hai investito è inumano.

Inserito 10 novembre 2010 ore 09:45
 

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