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Naufragio Nello Stretto Di Sicilia, Il Punto Sull' Immigrazione


20 aprile 2015 ore 13:35   di KungFuGirl  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 400 persone  -  Visualizzazioni: 588

700 morti affogati nello Stretto di Sicilia, forse persino più di 900. Potrebbe essere questo il bilancio di un solo naufragio, verificatosi domenica 19 aprile al largo delle coste della Libia. Uomini, donne e bambini inghiottiti dalle acque che separano l'Italia dal Nord Africa. Un naufragio che ha scatenato un’ondata di commenti sui social network come twitter e facebook, commenti anche molto diversi tra loro: c’è chi è arrivato a rimpiangere Gheddafi - che era un dittatore, ma almeno era un interlocutore cui fare riferimento per evitare questi flussi migratori tanto massicci - e chi ha ricordato con tristezza che si trattava pur sempre di esseri umani in fuga dalla guerra o dalla miseria.

Al di là delle dichiarazioni fatte dai diversi esponenti politici, alcuni commenti di gente comune sono stati davvero sprezzanti, come quello di Giorgio "Sempre troppo pochi…" o quello di Lorenzo "700 terroristi parassiti in pastura", con tanto di emoticon sorridente, o anche il commento di Grazia "700 in meno" e quello di Maria "Speriamo tutti mussulmani…". Commenti di persone che magari si ritengono "brave persone", "persone normali", gente che forse va a messa la domenica mattina ma che poi si dimentica che il suo prossimo non è soltanto italiano, europeo o bianco.


La storia insegna, dicono, ma forse la storia viene studiata poco e male nelle nostre scuole e magari non viene neppure insegnata con particolare attenzione, altrimenti ci si ricorderebbe - e i nostri politici se ne ricorderebbero prima di noi - che, nei momenti di grave crisi economica, è fin troppo facile andare alla ricerca di un capro espiatorio, qualcuno cui sia comodo e facile attribuire la causa del malessere. Dopo la grave crisi del ’39 una Germania dall’economia già devastata dopo la Prima Guerra Mondiale vide l’inarrestabile ascesa politica di un ex imbianchino, tale Adolf Hitler. In quel caso il capro espiatorio furono gli ebrei, m si pensò ben presto di allargare la cerchia dei colpevoli inserendo anche Rom, disabili, omosessuali…

Ora, che l’Italia sia in piena crisi economica è innegabile, così come è innegabile che ogni santo giorno centinaia se non migliaia di migranti approdano sulle coste calabresi e siciliane. Chi si ritrova a vivere in un Paese in guerra o affamato fa tutto ciò che può per cercare di avere un futuro migliore: se le nostre case venissero bombardate, se gente armata arrivasse nel nostro paese ammazzando gli uomini e stuprando le donne, non cercheremmo forse di scappare? Non si può dar loro la colpa.

La colpa è da questa parte del Mediterraneo, è in Italia, il Paese del bengodi, che li accoglie dando loro un tetto sulla testa (mentre tu italiano se vuoi una casa devi pagare il mutuo o l’affitto, anche se sei disoccupato) e garantendo loro l’impunità (i tg parlano di malviventi, italiani e stranieri, che vengono arrestati, ma quanti di questi arresti si trasformano in carcerazione e quanti fuorilegge invece tornano subito in libertà?). Secondo un articolo del "Corriere della Sera" sarebbero stati recentemente arrestati 24 trafficanti di esseri umani; ciascuno di loro arrivava a guadagnare fino a 80 mila euro per ogni viaggio: cosa accadrà a questa gente? Marcirà in prigione o tornerà libera subito? E tutti questi soldi guadagnati sulla pelle dei disperati, che fine faranno? Anche questo non è frutto del caso. Ci sono precise scelte politiche dietro ogni fatto della quotidianità. Altrimenti non si spiega come mai in Inghilterra, in Francia o in Germania chi viene condannato a 5 anni di carcere fa 5 anni di carcere mentre da noi chi ottiene la stessa pena dopo 6 mesi è fuori, se non addirittura messo subito ai domiciliari...

In Italia, infatti, l’emergenza fa comodo a molti, perché sono in tanti a guadagnarci fior di quattrini. Non dimentichiamoci quello che accadde dopo il terremoto all’Aquila, con imprenditori edili e politici che festeggiavano pensando a quanti soldi avrebbero potuto fare grazie alla ricostruzione. E cosa dire dell’emergenza dopo le alluvioni in Liguria? In quanti si sono riempiti le tasche cavalcando l’emergenza? E come dimenticare le cooperative che si incaricano di gestire l’emergenza migranti? A qualcuno queste persone disperate che ogni giorno arrivano in Italia fanno molto comodo. Perchè si trasformano come per magia in migliaia di euro di guadagno. E poco importa, evidentemente, se scatena una guerra tra poveri.

Naufragio Nello Stretto Di Sicilia, Il Punto Sull' Immigrazione

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