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Nave Sanza Nocchiere In Gran Tempesta, Non Donna Di Provincie, Ma Bordello!


18 novembre 2011 ore 11:43   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 487 persone  -  Visualizzazioni: 769

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello! Cioè la Democrazia secondo i nostri Politici (Dante Alighieri – Commedia – Purgatorio VI 76/78) . Alla mia non più tenera età ho imparato, e duramente, che quando sbagli devi pagarne le conseguenze. Sempre. Questa dura lezione te la impartisce la vita. C’è chi la impara presto, chi più tardi. C’è anche chi non lo impara mai. Perché ho citato una terzina Dantesca, già molte volte usata per descrivere il nostro Paese? Per il secondo verso (<>). L’Italia è stata una nave senza una guida (Governo) per tanto tempo in questi ultimi mesi di crisi interna ed internazionale. E chi ha contribuito a questa carenza sembra non solo di non aver imparato nulla, ma di non esserne neppure accorto.

Nell’ultimo anno e mezzo la compagine di Governo non ha governato, nemmeno in parte, la nave della Cosa Pubblica, come doveva per mandato e poteva per capacità dei singoli. Ha trascurato l’interesse Nazionale in cambio del proprio meschino tornaconto. Che questo fosse politico o (peggio!) economico è meramente secondario. Ce lo dimostra oggi la squallida vicenda in atto nell’ambiente delle Commissioni Parlamentari, prima fra tutte quella del COPASIR (Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica, quello dei Servizi di Intelligence per capirci). Siccome è tradizione che sia presieduto da un Rappresentante della Minoranza alla presidenza dovrebbe andare ora la Lega. Ma questa pur se vi mira non vuol “mollare” le altre Presidenze in altre Commissioni cui aveva diritto per essere membro della Maggioranza. Siamo all’assurdo in due diversi settori della vita Parlamentare che tocca più di quel che pensiamo noi Cittadini. Primo mette il punto su un settore della cosiddetta Democrazia Parlamentare dove quel che dovrebbe esser deciso in aula viene deciso in comitati ristretti, cosa che può sveltire i lavori Parlamentari, ma che se usata “alla furbetti del quartierino” ne può rallentare ad oltranza la velocità e, Secondo, porta ancora una volta alla ribalta chi ha contribuito alla crisi di governabilità coi suoi atteggiamenti e comportamenti disdicevoli, censurabili e non attivi, ora dovrebbe mantenere un profilo basso, ma non lo fa; tutt’altro!


Quel che è successo nelle ultime settimane è stato una messa in freezer della Democrazia in nome di una situazione di emergenze; ora, nonostante fosse necessario per la sopravvivenza finanziaria dell’Italia, quel che è avvenuto è stato un mero Colpo di Stato “Democratico” alla Democrazia, scusate il gioco di parole. È pur vero che i tempi sono eccezionalmente gravi per cui soluzioni di emergenza e dure debbono esser prese, ma che le si voglia far passare per esercizio di Democrazia a me pare esser andati un po’ troppo oltre le righe. Nell’antica Roma Repubblicana c’era una formula esecutiva che consentiva ai Consoli di attivare misure speciali in caso di pericoli per la esistenza dello Stato, il cosiddetto “senatus consultum ultimum” (“videant Consules ne quid detrimenti Res Publica capiat” Provvedano i Consoli affinchè nulla di male avvenga alla Repubblica) cioè l’attuazione di norme speciali per proteggere l’esistenza dello Stato, in presenza di invasori, rivolte di schiavi et similia. La stessa decisione aveva una tempistica limitata che consentiva poi un ritorno ai normali processi “democratici”.

Oggi la situazione è similmente tragica, ma chi ci ha portati sull’orlo del baratro (dell’inefficienza chè la situazione attuale ha le sue radici in tempi politici ben anteriori all’uscente Governo Berlusconi) con la sua insipienza e arroganza sembra attaccarsi come sanguisuga al carroccio (altro gioco di parole non voluto… forse) dello Stato che, in altre sedi, disprezza ed esautora. Non ti puoi permettere di aprire sedi illegali dei Ministeri, di far operare un Parlamento Padano, di parlare di una Secessione e propagandarla e poi lottare con le unghie e coi denti per preservare i privilegi di una casta a cui appartieni, che frequenti attivamente e che apparentemente disprezzi e vuoi (istituzionalmente) demolire. Ciò va interpretato come conferma di un becerume, di una crisi di decenza politica che ormai è caratteristica di molti, troppi, Parlamentari non solo leghisti, ma anche del PDL, dell’IDV e del PD, tutti. Esclusi i Radicali che pur se fuori dal mio credo politico, meritano rispetto e considerazione per la loro coerenza.
Lo stile compassato, da vecchia Università (pre-1968 intendo) della nuova compagine governativa non è che mi alletti molto, ma almeno abbiamo evitato gli show circensi (nani e ballerine, equilibristi ed illusionisti compresi) con cui la precedente compagine di Governo mascherava inizialmente bellissime intenzioni e discrete azioni intraprese, perdendosi poi negli errori marchiani di stile, di atteggiamenti e decisionali che l’hanno perduta. Sarebbe bello ritrovare “il senso dello Stato” di cui tutti si riempiono (oggi) la bocca, ma con gli attuali Parlamentari? Sarebbe come pretendere che una palla di neve sopravviva in un forno acceso: pressochè impossibile.

La casta si attacca ai suoi privilegi, alle sue prerogative e nonostante le splendide parole che sentiamo in Parlamento mi aspetto alzate di scudi e veti non appena la mannaia dei tagli ai privilegi si avvicinerà. Sono situazioni di cui noi elettori, quando andremo a votare dobbiamo ricordarci. Come? Evitando di votare per chi, eletto in uno schieramento politico lo ha rinnegato senza chiedere un consenso a chi ce lo aveva messo, tanto per NON fare nomi ai membri del FLI (della diaspora finiana), ai cosiddetti “Responsabili”, alle varie Carlucci, ai vari Scilipoti e simili personaggi da baraccone che farebbero rabbrividire anche conclamati artisti del becerume e dell’iconoclastia che arricchivano i teatri di provincia del nostro avanspettacolo. Ricordiamoci questi voltagabbana quando andremo a votare, concittadini Italiani. Indicarli al pubblico ludibrio, all’ostracismo popolare perché non ci si dimentichi di questi fedifraghi imbonitori del malcostume politico È esercizio di Democrazia.

Democrazia, bella parola, del cui significato abusiamo, spesso e volentieri. I nostri Politici soprattutto. In senso politico Democrazia significa che il Popolo comanda e governa (Demos kratos: 2 parole greche che significano Popolo e controllo). Ma questo controllo dobbiamo esercitarlo a posteriori giudicando chi ci ha governato e come si sia comportato quando lo ha fatto (o non fatto) ed a priori quando ci chiederà i nostri voti.

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