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A New York Il Dipartimento Dell'istruzione Vieta L'uso Di 50 Parole


27 marzo 2012 ore 17:07   di edodero  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 345 persone  -  Visualizzazioni: 529

Ecco l'ennesima novità che giunge dalle terre d'oltre oceano. Per molti sarà liquidata come la solita "americanata", ovvero una delle tante eccentrictià che, con assidua frequenza, ci regalano i cittadini a stelle e strisce. In questo caso il protagonista della nuova fantasiosa idea è il Dipartimento dell'istruzione dello stato di New York, che ha provveduto a vietare l'utilizzo di ben 50 termini d'uso comune ritenuti non "politically correct", nonché a vietare l'ascolto della musica rap definita volgare e, quindi, diseducativa.

Basta fare una veloce scorribanda tra i termini "fuorilegge" per abbozzare un sorriso. Un esempio fantastico è l'abolizione del termine "dinosauro", in quanto frutto della teoria evoluzionista e, conseguentemente, capace di offendere coloro che, in ragione di credi religiosi, la ritengono offensiva della propria fede, la quale è sostenitrice della teoria creazionista. Anche "povertà", come termine, è stata abolita, in quanto potrebbe risultare fonte di sofferenza per i figli di coloro che sono disoccupati o vivono in uno stato di indigenza. Il fatto che gli USA abbiano una delle peggiori organizzazioni dello stato sociale a livello mondiale e che basano gran parte della propria impostazione socio-econonica su un liberismo sfrenato e privo di inibizioni alla creazione di forti differenze reddituali non è ritenuto particolarmente degno di considerazione. Non è disdicevole che vi siano (e aumentino) i poveri, ciò che è disdicevole è ricordarlo, creando turbamento nei virgulti newyorkesi.


Ancora, "videgogame" e "televisione" poste al bando, in quanto distolgono dalle attività di studio e risultano, per i contenuti, spesso diseducative. Anche in questo caso, però, la scelta appare quanto meno bislacca, data la diffusione degli strumenti ostracizzati, che appartengono al quotidiano di ognuno di noi. Nulla osta a demandare alla televisione alcune funzioni genitoriali, ma non se ne deve far cenno a scuola.

La conslusione che se ne può trarre è che, ancora una volta, gli statunitensi hanno perso un'ottima occasione per evitare di rendersi ridicoli. Nascondere i problemi, abolendo l'uso di parole diffusissime, piuttosto che affrontare le problematiche, cercando anche vie di risoluzione, è un comportamento da "struzzo" che non potrà di certo produrre effetti positivi apprezzabili in termini didattici ed educativi.

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