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Non Si Può Governare La Chiesa Con Le Ave Marie


3 giugno 2012 ore 10:53   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 517 persone  -  Visualizzazioni: 749

Non si può governare la Chiesa con le Ave Marie. Questa è una frase pronunciata dall’Arcivescovo Paul Marcinkus, personaggio Vaticano che ha diretto lo IOR (la Banca Centrale Vaticana) per anni, implicando sé stesso e il Vaticano in molti degli scandali, finanziari e non, che hanno caratterizzato, a cavallo degli anni ’80 l’Italia, e non solo. Sindona, lo strano suicidio di Calvi, lo scandalo del Banco Ambrosiano, la sparizione di Emanuela Orlandi, la strana morte di Papa Luciani. Questi sono gli episodi che hanno raggiunto i Media, ma non sappiamo quanti altri scandali e misfatti siano stati perpetrati dal Marcinkus, che nonostante alcuni mandati di custodia cautelare emessi dalla Magistratura Italiana si è sempre salvato, finendo la sua vita nel 2006 in Arizona, impunito e non investigato.

I recenti scandali del cosiddetto "Vaticanleaks" hanno riportato al centro della pubblica attenzione il vero volto di Santa Madre Chiesa, come chi scrive indica Vaticano e Chiesa Cattolica, dimostrando come, nonostante le apparenti esternazioni spirituali degli ultimi Pontefici Romani, il Vaticano sia costantemente gestito dai suoi Principi secondo princìpi meramente terreno-temporali (ci si perdoni il calembourt..).


Malauguratamente mossi da una enorme dose di scetticismo non ci siamo mai lasciati portare dal sentimentalismo ogni volta che abbiamo giudicato chi sedeva su quella Sedia Gestatoria oggi passata in disuso, tanto da battezzati cattolici quanto da cittadini Romani nati e vissuti e due passi da Piazza San Pietro. Dal freddo ed algido Papa Montini (lo sponsor e protettore di Marcinkus) all’amatissimo Papa Woytila, commovendoci solo per la sospetta morte di Albino Luciani (la cui figura ci ricordava il rispettatissimo Papa Roncalli e non solo per la provenienza Patriarcale), rimanendo indifferenti dinanzi al secondo Papa di origini Tedesche della Storia della Chiesa. Se lì erano arrivati e seduti in quella sedia avevano avallato i misfatti di Marcinkus ebbene poco aveva a che fare con la loro elezione lo Spirito Santo.

Che una lotta politico-economica al vertice della Chiesa di Roma ci sia sempre stata ce lo ha insegnato la Storia che i fatti recenti ricalcano, con le ovvie differenze temporali. Alla fine ci si riduce, seppur con differente stile, ad una querelle fra "furbetti del quartierino" a conferma di quel che sospettavamo da quando decidemmo di non frequentare la vita spirituale del cattolicesimo (e di nessun altra confessione religiosa). Il Lupo perde il pelo, ma mai il vizio.

Diciamocela francamente, non vediamo alcuna differenza fra le azioni che si intuiscono dai documenti fuoriusciti dei Cardinali e membri della Curia di oggi, comprimari o meno che siano, e i vari Caetani (poi Bonifacio VIII, il Papa odiato da Dante), Della Rovere (Giulio II, il Papa che ingaggiò Michelangelo, Raffaello e Bramante) e Borgia (poi divenuto Alessandro VI, "padre dichiarato" di Cesare e Lucrezia Borgia, solo per citarne due) di un tempo. Questi di oggi non hanno (si spera) figli o amanti né le mani lorde di sangue dei loro predecessori (fino a Pio IX, compreso…) e gli unici vizi che filtrano sono la sete di potere temporale e la voglia di carriera, ma nulla è cambiato dal 1500 ad oggi e ciò non ci aiuta ad accettare una religione che doveva, nelle predicazioni del Figlio di un Falegname, badare solo al mondo spirituale ed all’altruismo.

La santità della Chiesa di Roma, poi divenuta Cattolica (che da greco vuol dire Universale), è stata per oltre mille e ottocento anni più millantata che reale. Nonostante i tanti preti e sacerdoti che veramente esplicitano i dettami del Vangelo troppi scandali e azioni nefaste dei loro colleghi e superiori macchiano ancor oggi quel che di buono essi fanno (pensate solo agli scandali di pedofilia della Chiesa Statunitense, nascosti per decenni). È pur vero che tale influenza e tale potere hanno contribuito meravigliosamente allo sviluppo artistico ed alle meraviglie delle Arti che ancora soddisfano i nostri occhi e le nostre menti. Cosa sarebbe il mondo occidentale senza quelle meraviglie che i Papi di Roma hanno donato al mondo incentivando e curando il genio dei vari Raffaello, Bramante, Michelangelo e Brunelleschi?, ma quanto son costati al mondo europeo ed al resto del pianeta l’orgoglio, l’avidità e la smania di protagonismo dei Papi? Solo la crescente coscienza statale delle Nazioni Europee ha consentito di limitare l’influenza papale sulla politica europea senza però limitarne l’azione.

Limitando l’azione, squisitamente politica, ad azioni diplomatiche e spirituali piuttosto che militari la Chiesa di Roma ha mantenuto intatto il suo peso autorevole. Oggi lo Stato della Città del Vaticano è la unica Monarchia Assoluta Elettiva al mondo e gestisce autarchicamente, politicamente ed economicamente il cattolicesimo sul resto del mondo; un’autorevolezza enorme per la sua diffusione capillare e la sua capacità di influenzare direttamente ed indirettamente le coscienze di oltre un miliardo e cento milioni di esseri viventi. Chissà se il suo Fondatore lo aveva previsto quando predicava in Palestina.

A questa influenza il Vaticano aggiunge un peso economico enorme sia in proprietà immobiliari [solo in Roma le proprietà vaticane, esentasse, rappresentano il 25% della città come cita il quotidiano Il Giornale in un suo articolo: "Stando alle stime (non ufficiali) il 20 per cento dell’intero patrimonio immobiliare italiano farebbe riferimento alla Chiesa di Roma che nella Capitale vedrebbe salire percentualmente la sua potenza edilizia fino a un quarto dell’intero comparto: ventitremila fra terreni e fabbricati (appartamenti, negozi, uffici eccetera) intestati a centinaia di entità diverse fra enti, diocesi, istituti, congregazioni, confraternite, società, tutte realtà comunque riconducibili al Vaticano. Un numero imprecisato di appartamenti per migliaia di unità. Quasi 600 palazzi fra istituti e conventi, 50 monasteri, più di 500 chiese, 22 conventi, 400 immobili fra case generalizie, cliniche private, ospizi, case di riposo, residenze private, scuole, seminari, oratori, una quarantina di collegi e via discorrendo." Il Giornale 31 maggio 2010], sia e soprattutto in termini finanziari. Le proprietà immobiliari e la enorme affluenza di pellegrini e turisti nei luoghi sacri di Roma e fuori Roma (Assisi per esempio) portano nelle casse vaticane un incessante flusso di denaro che è stato gestito dalla Banca Centrale dello Stato, fino a poco tempo fa in dispregio alle regole internazionali. L’Istituto per le Opere di Religione che tanti danni ha creato all’economia, Italiana e non, negli anni passati non solo con bancarotte e perdite finanziarie, ma anche con morti, rapimenti e simili quisquilie, solo recentemente ha dato segnali di adeguamento, ma l’establishment Vaticano lo ha rallentato, come i fatti legati all’esautoramento di Tedeschi Gotti dallo IOR indicano. Le accuse che dovrebbero esser portate dai fedeli cattolici al Vaticano, specialmente alla luce dei fatti rivelati dai Media Romani, sono gravi e, in termini di peccato, non veniali, guarda caso le stesse che si potrebbero portare alla Chiesa di Roma per tutta la sua storia e che hanno provocato uno scisma, enorme per l’epoca, come quello dei Protestanti. La simonìa.

All’epoca Dante, che con il Papato aveva il dente avvelenato per motivi ben più validi dei nostri, non si era certo vergognato di accusare di simonìa e corruzione i Papi, come declamava nel Divina Commedia.
"Ahi Costantin di quanto mal fu matre, non la tua conversion, ma quella dote che da te prese il primo ricco patre!" (Dante – Commedia – Inferno XIX, 115/117). Questa terzina dantesca fa riferimento a quel falso che costruì le fondamenta al Potere Temporale della Chiesa di Roma. Quel "Constitutum Constantini" che attribuiva al Papa di Roma le insegne e la sovranità temporale su Roma e sull’intero Impero di Occidente, dimostratosi poi un falso. Ciononostante tale falso ha creato la maggior parte dei problemi politici e dei conflitti per la durata dell’intero Medio Evo. In quel Canto Dante tratta il più grande e grave peccato commesso dai Papi della sua epoca, la Simonìa, cioè in termini stretti la vendita di benefici ecclesiastici, in termini più lati la connessione del potere spirituale dei Papi con le ricchezze e il potere temporale. Come si può vedere Santa Madre Chiesa nella sua storia non ha mai esitato a ricorrere a tutti i trucchi più ignobili per mantenere intatto il suo potere.

Denaro significa (ed ha sempre significato) POTERE. Chi ne ha "può" comprare, influenzare e modificare i fatti intorno a lui in maniera significativa. È ovvio che se al potere ed all’influenza del denaro aggiungiamo quella di influenzare (e controllare) le coscienze dei singoli abbiamo una miscela altamente esplosiva e potenzialmente pericolosa.
La Chiesa di Roma ha sempre avuto una potente influenza non solo sulla Penisola Italiana, ma su tutta l’Europa Occidentale. Fino allo scisma Luterano è stata la guida spirituale, politica ed economica del Vecchio Continente ed anche dopo, nonostante le diaspore Luterana, Calvinista ed Anglicana ha tenuto botta e continuato ad operare più come un’entità politica che come entità religiosa, sicuramente non come il Figlio di un umile Falegname in Giudea l’aveva, forse, pensata.

Eh sì Santa Madre Chiesa ha oggi come allora molto poco sia di Santo, sia di Materno sia di Ecclesia (comunità di credenti). I recentissimi fatti ce lo stanno confermando con incredibile attualità e crudezza.
Del resto chi amministra il Vaticano ai più alti livelli sono i Cardinali, i Principi della Chiesa fra le cui schiere essi stessi eleggono il proprio Sovrano. Ma per quanto dotti e pii sono esseri umani anche loro. con gli stessi difetti e vizi di ogni altro essere umano. Ed il potere, e la sua gestione, sono il massimo corruttore di ogni animo umano. Essi hanno in mano l’amministrazione di uno Stato Assoluto,unici al mondo, con poteri assoluti, mai contestati. Sono al top della carriera e sarebbe interessante scoprire quante altre carriere ecclesiastiche siano state rovinate e quanti Sacerdoti allontanati dal Potere Centrale per consentire ad ogni singolo Cardinale di sfoggiare oggi la sua Berretta.

Ma non lo riusciremo mai a sapere, quello che stiamo scoprendo però è il medesimo messaggio che la Storia ci racconta ogni volta che la studiamo. Orgoglio, avidità ed invidia sono i massimi motori dell’animo umano. E non ci sono principi religiosi di sorta, imposizioni di obbedienza ed umiltà che tengano al riguardo, obbedienza ed umiltà perdono. Sempre.

Sì Marcinkus, personaggio vituperabile ed esecrabile, aveva ragione "la Chiesa non si può governare con le Ave Marie". Ma nemmeno con i Padrenostri o con "porgi l’altra guancia" o con i dettami del Sermone della Montagna.

Ora ci domandiamo se chi si è sacrificato sulla Croce avesse questo in mente. La risposta è ovvia, vero?

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