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L' Ombra Del Dragone


6 dicembre 2011 ore 13:17   di mirren  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 265 persone  -  Visualizzazioni: 406

Il barbiere di Siviglia passa il testimone al collega di Shangai. Lui, l'infaticabile barbiere dagli occhi a mandorla, conta su un numero sempre più in crescita di clienti. Otto euro per shampoo e piega a tempi di record. In listino, una sforbiciata per cambiare look, è messa alla modica cifra di 15 euro. Questa è la ricetta del vero “factotum della città”: orari molto elastici, velocità e prezzi ridotti al... pelo.

La nuova mission dell’imprenditoria cinese in Italia ormai sono forbici e mèches. Oramai, il commercio e la ristorazione, hanno ceduto la pole position. Chissà se presto anche bar e centri estetici lasceranno il segno. I numeri dei primi sei mesi del 2011 parlano di 38.564 titolari d’impresa cinesi attivi sullo Stivale, il 15% in più rispetto al 2009.


Il vero boom si registra per i servizi alla persona con un incremento delle attività pari al 278%, se confrontato a due anni fa. I nuovi manager venuti dall’Oriente sono diventati protagonisti del terziario e sembrano impermeabili alla crisi. La loro campagna acquisti, al momento, pare orientata anche sui bar (quasi 2000 quelli sparsi in Italia).

L' Ombra Del Dragone

Oggi la globalizzazione sta neutralizzando gusti e differenze. Non ci si basa più sulla qualità quanto, invece, sul consumo a basso livello.
Ma non piangiamoci addosso. Delle cose più o meno vere che si sono dette sui cinesi, questa della valigetta con i contanti dentro non è una leggenda metropolitana. Arrivano già con un’idea precisa in testa

Ad alcuni commercianti è andata così, ma il fatto è che in questi tempi di crisi, una buona offerta, con incasso immediato, forse farebbe diventare secondario qualunque interrogativo sulla provenienza dei soldi offerti in cash a chi è preso per il collo. Non è il caso di girarci intorno - ammettiamolo - ce lo chiediamo tutti da dove arrivino questi soldi, mi sembra legittimo a prescindere dalla nazionalità di chi ti fa l’offerta.

Non si può negare che l’imprenditoria cinese non sia in crescita. Coiffeurs e bazar a parte, la ristorazione, a quanto pare, tiene ancora benissimo (in Italia, pensate, i locali sono 1.738) con l’inaugurazione dei ristoranti di soushi che spesso non sono altro che ristoranti cinesi “rinnovati”, in base alle tendenze dettate dalla moda. Ma rigorosamente made in China. In tempi di austerity tutto questo come si spiega? Difficile saperlo dai diretti interessati.

Ma apre ad alcune considerazioni una nota del dossier Caritas-Migrantes che spiega come “Un cinese all’estero si impegni essenzialmente per la qualità e il numero delle amicizie che riesce a sviluppare”. In Italia, per esempio, può contribuire ad aiutare un amico connazionale destinandogli anche il 50% del suo salario per permettergli di aprire un’attività. Si abbraccia la causa perchè, viceversa, si potrà chiedere una mano quando verrà il proprio turno. Così la rete si allarga.

Efficienti e capitalisti, eredi della cultura di Mao, neppure i cinesi sono però infallibili. Se qui da noi si cerca di correggere il tiro con l’abolizione degli sprechi e delle frodi fiscali, anche a Shangai gli evasori pullulano. Pare che molti ristoratori avessero finito col malcostume di non pagare uno yuan di tasse. Il Governo cinese, per correre ai ripari, si è inventato uno scontrino fiscale che avesse sul lato superiore una specie di gratta e vinci. L’avventore ha tutto l’interesse a farsi dare lo scontrino e obbligare l’esercente a battere cassa. La legge avrebbe ribaltato in questo modo la torta dei fatturati e sconfitto l’evasione spicciola. Le vincite vanno da pochi euro a centinaia di euro. L’idea non è male.

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Commenti

 
  • Iome
    #1 Iome

Non penso proprio che "ce lo chiediamo tutti da dove arrivano questi soldi". A Milano, la famosa via Paolo Sarpi è stata venduta quasi interamente ai cinesi ben prima che iniziasse questa crisi, proprio perchè pagavano in contanti e a molti, troppi commercianti italiani abituati a farsi pagare in nero non è mai passato per il cervello di chiedere da dove arrivassero quelli o altri soldi. Se è vero che i cinesi comprano è perchè gli italiani vendono, oggi come ieri.

Inserito 16 dicembre 2011 ore 13:09
 

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