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L' Ordine Dei Medici Contro Groupon: Basta Svendere Le Prestazioni Mediche


22 novembre 2011 ore 21:24   di Ciuffo79  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 390 persone  -  Visualizzazioni: 713

Era nell’aria già da qualche tempo, ma adesso è diventato realtà: gli ordini professionali di tipo sanitario richiamano gli iscritti che offrono prestazioni low cost sul sito Groupon e simili.
L’accusa è di svendere le prestazioni mediche finalizzate alla salute pubblica, all’unico scopo di attirare nuova clientela utilizzando un servizio che notoriamente propone prezzi molto bassi rispetto al reale valore di mercato di quanto proposto.

È stato l’Ordine dei Medici di Bologna ad aprire la strada all’attacco a Groupon richiamando 15 medici iscritti nel capoluogo emiliano davanti alla commissione disciplinare per ottenere spiegazioni in merito sia alla tipologia di prestazione offerta, sia alla tariffa proposta, in effetti nettamente al di sotto delle tariffe medie proposte dai professionisti sanitari.


Dopo una serie di segnalazioni ricevute da parte di colleghi medici e di pazienti delusi che avevano acquistato online le prestazioni sanitarie, l’Ordine ha deciso di intervenire invitando chiaramente i medici presenti su Groupon ad interrompere questo genere di pubblicità, alla luce soprattutto del fatto che molti pazienti hanno lamentato prestazioni professionali non all’altezza di quanto pubblicizzato, se non altro perché i servizi poi realmente erogati sono risultati parziali.

L' Ordine Dei Medici Contro Groupon: Basta Svendere Le Prestazioni Mediche

Contrari all’etica e alla deontologia professionale, il messaggio pubblicitario su Groupon è apparso a molti piuttosto ingannevole e quindi assolutamente non in linea con i dettami degli Ordini afferenti al sistema sanitario, ivi compresi l’ordine degli Psicologi che potrebbe presto trovarsi ad affrontare le medesime problematiche.

Frequenti sono infatti le offerte per l’acquisto di consulenze psicologiche a prezzi stracciati, che mal si conciliano con l’etica professionale che da sempre contraddistingue i professionisti del settore.

Il presidente dell’Ordine dei Medici Giancarlo Pizza ha puntualizzato che per il momento la Commissione disciplinare ha deciso di non sanzionare i colleghi richiamati e coloro che comunque sono stati “scovati” su Groupon per la prima volta, ritenendo che la presenza dei medici sul sito di proprietà statunitense sia dettata da scarsa informazione ed ingenuità, dovuta forse alla poca dimestichezza con il mondo online propria di alcuni iscritti.

La tendenza ai medici low cost ha determinato con Groupon l’identificazione di una sorta di Eldorado online della sanità che secondo l’Ordine dei Medici rischia di mettere a serio repentaglio la qualità delle prestazioni sanitarie nel loro complesso, alla luce del fatto che storicamente è stato fatto divieto di prestare il proprio nome in contesti commerciali, online o meno che fossero.

Fino ad oggi, infatti, e salvo applicazione e modifica dei canoni da sempre utilizzati all’interno degli Ordini professionali di tipo sanitario, qualunque forma pubblicitaria ha sempre richiesto il nulla osta da parte della commissione interna preposta. Elemento che evidentemente è venuto meno con la pubblicizzazione dei servizi su Groupon.

Ma facciamo alcuni esempi nel campo odontoiatrico: visite dentistiche con telecamera endorale con radiografia e pulizia dentale a 389 euro anziché 1300, due visite odontoiatriche a 49 euro anziché 490, un impianto dentale in titanio con rigenerazione ossea a meno di 1000 euro anziché 3600.

È evidente che le liberalizzazioni in campo pubblicitario presenti nella legge di Stabilità approvata recentemente dal Parlamento potrebbero seriamente modificare i parametri imposti dagli Ordini, soprattutto nel caso degli studi associati che avranno presto ampio margine di manovra in tal senso.

Tuttavia è da verificare il modo con cui tali liberalizzazioni potranno conciliarsi con la deontologia professionale di molte categorie sanitarie che naturalmente devono tutelare l’integrità e la serietà delle prestazioni offerte, elementi che non sempre possono essere garantite da un forte trend commerciale delle stesse.

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