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L' Orso Russo Torna In Gioco?


16 agosto 2012 ore 17:39   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 482 persone  -  Visualizzazioni: 790

L’Orso Russo torna in gioco?. Il ritorno al Cremlino di Putin, ex apparatcik, ex KGB, ha ridato vigore alle intenzioni della Russia di dire la sua sulle sfere di influenza politica nel mondo. Dopo il periodo di crisi dovuto ai sussulti per la caduta dell’Unione Sovietica, la Russia, grazie alla sua apertura al mondo moderno ed alle sue enormi risorse naturali (Petrolio, Gas, Diamanti, Uranio, Carbone e metalli soprattutto) ha mostrato nel primo decennio di questo Secolo un amplissimo margine di crescita nazionale. Ovviamente a questa crescita si è accompagnato, grazie alle tendenze che Putin non ha mai nascosto, un incremento delle tendenze strategico militari Russe.

Sin dall’epoca zarista la Russia ha sofferto, e soffre, di un complesso di soffocamento delle proprie vie di comunicazione. Dal Mar Artico (bloccato dalla linea GIUK – Groenlandia, Islanda e Gran Bretagna, membri della Nato, organizzazione nata come anti URSS) al Mar Baltico (bloccato dallo stretto dello Jutland controllato da potenze Nato o filo Occidentali). Il Mar Nero poi vede bloccato ogni accesso dai Dardanelli sotto il controllo della Turchia, erede dell’Impero Ottomano, ancestrale nemico della Russia e membro della Nato). In Oriente la vicinanza degli USA nello stretto di Bering aumenta un disagio sempre crescente dovuto alla crescita economica e militare del vecchio alleato, la Cina il cui confine con l’Ussuri è tuttora argomento di contestazioni dopo i breve conflitto del 1969.


Durante la Guerra Fredda la superiorità navale Nato fu uno degli elementi a favore dell’Occidente (e ci si perdonerà la semplificazione di questo concetto strategico). La Russia è sempre stata una Nazione Continentale, la cui tradizione marinara è povera e fu per questa ragione che, all’epoca della crisi dei Missili Cubani, quando Kennedy sbattè sul tavolo della crisi la sua arma migliore, la Marina che bloccò ogni accesso a Cuba, e costrinse Krusciov a fare marcia indietro.
Molti però ignorano come i militari russi tutto siano meno che incompetenti. Non scordiamoci come da un progetto per un trattore agricolo ricavarono il miglior carro armato della II Guerra Mondiale, il T-34.
Molte delle tecnologie che sono un fiore all’occhiello delle Forze Armate USA sono state rubate ai Sovietici e poi dall’industria bellica USA migliorate e portate ad essere operative. Lo stesso dicasi per molte delle tattiche militari che gli eserciti occidentali usano, nate però nell’Accademia Militare Frunze di Mosca.

Quando i Marescialli Sovietici, dopo la crisi di Cuba, si resero conto di essere arretrati in termini di mezzi, tattiche ed esperienze navali rispetto a Americani, Inglesi e Francesi si misero al lavoro per pareggiare questo gap. I primi tentativi furono ovviamente fallimentari, finchè, stabilita la strategia (in caso di guerra in Europa fra Nato e Patto di Varsavia), cioè bloccare le vie di navigazione dei convogli dall’America all’Europa, non si iniziò a programmare la costruzione dei mezzi e le tattiche per usarli.
Una parte della Marina Sovietica fu impostata come naviglio di superficie per contrastare con attacchi portati da missili superficie-superficie sia gli attacchi delle Portaerei Americane (soprattutto) - e da questa tattica nacquero i vari Incrociatori lanciamissili Slava, Sovreminny e Kiev - sia per cacciare i sottomarini d’attacco Nato con le classi Udaloy e Kresta. Dove però gli strateghi si concentrarono fu sulla costruzione di sommergibili d’attacco a propulsione nucleare e convenzionale, destinati ad attaccare, come gli u-Boat Tedeschi di un tempo, i convogli fra America e Europa ed il naviglio Nato. La deterrenza nucleare, cioè la costruzione di sommergibili lanciamissili balistici procedette di pari passo con gli USA. Per oltre vent’anni si videro le due mega-potenze costruire classi di sottomarini in parallelo l’una con l’altra. Solo la costruzione di sottomarini a propulsione convenzionale non vide alcun equivalente USA, che dagli anni 50 si erano standardizzati sul nucleare.

L' Orso Russo Torna In Gioco?

L' Orso Russo Torna In Gioco?

La costruzione dei Typhoon (per capirci quello che abbiamo visto nel film Caccia a Ottobre Rosso) serviva a pareggiare non in termini di sofisticazione e silenziosità la classe Ohio USA, ma in termini di armamento, capacità e autonomia. Quantomeno ci provò, perché nessun sommergibile russo (o di altra Nazione) è mai riuscito a "tracciare" con le proprie attrezzature subacquee un Sottomarino classe Ohio (i Lanciamissili). La classe d’attacco Los Angeles peraltro fu costruita intorno ai suoi sistemi di rilevazione passivi ed attivi, usando sistemi e softwares innovativi.

Per fortuna del Pianeta mai nessuna di queste unità ebbe a confrontarsi in battaglia, fatto salvo per l’affondamento dall’Incrociatore Argentino General Belgrano affondato durante la guerra delle Falkland nel 1982 dal Sommergibile d’attacco a propulsione nucleare HMS Conqueror, inglese. Unico caso di una unità navale affondata da un sottomarino a propulsione nucleare.

I Russi comunque, nonostante la caduta dell’Unione Sovietica, riuscirono a conservare intatte alcune capacità marinare acquisite. La gestione degli Akula, i migliori sommergibili d’attacco a propulsione nucleare russi. E la costruzione per esempio dei sommergibili a propulsione diesel-elettrica classe Kilo, che, costruiti in un cantiere sul Volga e da lì trasferiti verso il mare con pontoni sul sistema di canali del Volga, furono, e sono, venduti a qualsiasi acquirente (a botte di 300 milioni di dollari cadauno) in giro per il mondo e che sono tuttora fra i migliori e più silenziosi sommergibili al mondo.

Pertanto anche fra i più pericolosi, perché si dice che quando navigano immersi sotto i 5 nodi siano assolutamente non rintracciabili. Ed un sottomarino quando va in attacco o in caccia viaggia quasi sempre sotto ai 5 nodi, per evitare di fare rumori e sentirli bene.

Le classi Kilo ed Akula (v. Foto) hanno consentito alla Russia di incassare denari quando l’economia era allo sfracello. Ne furono venduti circa 20 (classe Kilo) a India, Cina, Iran e Algeria, l’India affittò un Akula (della serie II) e da questo ha copiato la sua classe di sottomarini a propulsione nucleari d’attacco.

L' Orso Russo Torna In Gioco? (Kilo Acquistato dalla Cina trasportato da nave da carico Russa)

L' Orso Russo Torna In Gioco?(Classe Akula II)

Ora cosa succede in questi giorni? Che gli USA, concentrati come sono sul loro secondo Viet-Nam (l’Afghanistan) e toccati da una crisi finanziaria che hanno creato loro e con cui hanno contagiato l’Europa, hanno disarmato una parte del loro arsenale di sottomarini nucleari a cui erano affidate sia la capacità di reazione ad un attacco non convenzionale sia la difesa delle coste sia la possibilità di attaccare i nemici per mare. Difesa delle coste perché in periodi di non belligeranza i sottomarini nucleari hanno sempre avuto zone di pattugliamento (o di agguato) al largo delle coste di USA, Russia e degli altri Paesi Nato, per poi usarle in guerra. Durante il periodo peggiore della Guerra Fredda si vociferava addirittura che sottomarini Russi avessero depositato al largo di importanti porti Occidentali mine con cariche nucleari da far brillare in caso di guerra. L’estuario del Tamigi, il porto di New York, quello di San Diego, Le Havre e Gibilterra fra questi. Esplosioni che avrebbero provocato tsunami devastanti e distruzioni imponenti.

È normale che con la nuova crescita degli obiettivi strategici russi la loro Marina abbia ricominciato a pattugliare le acque in prossimità elle coste americane. Del resto sarebbero anche l’unico sistema per identificare i sommergibili lanciamissili nucleari USA (ogni unità ha un suo "suono" particolare dovuto al rumore che le eliche provocano, detto cavitazione quando rumoroso) cosa fattibile agevolmente solo quando lasciato o rientrano nei loro porti di attracco soliti, Bangor sul Pacifico e Kings Bay sull’Atlantico. Ed è altrettanto normale che oggi vengano usati i classe Akula per fare questo, come riportato sui quotidiani del 16 Agosto.

L' Orso Russo Torna In Gioco? (Akula in Navigazione)

L’Akula, che dicono non rilevato, avrebbe pattugliato anche il Golfo del Messico, probabilmente scegliendo luoghi di agguato (per lanciare i missili superficie-superficie). I classe Los Angeles della U.S. Navy lo hanno fatto per anni e raramente sono stati individuati dai Russi/Sovietici. Sicuramente gli americani lo sapevano, e la notizia è stata fatta filtrare apposta, anche perché esiste una catena sofisticata di idrofoni e strumenti di rilevazione passivi subacquei (SOSUS Sound Surveillance System – Sistema di Sorveglianza Sonoro) che va dalle coste della Groenlandia a quelle della Scozia a cui possono sfuggire solo i Kilo e, forse, i nuovi sottomarini a propulsione convenzionale Tedeschi e Italiani.

Il fatto è rilevante anche per mettere l’accento sul fatto che basterebbero pochi sommergibili tipo Kilo Russi per bloccare del tutto zone di mare vaste o strategiche come la Manica (con lo stretto di Singapore forse l’area di mare più trafficata al mondo), lo stretto fra Taiwan e La Cina (10 Kilo venduti alla Cina), lo stretto di Gibilterra o gli stretti di Hormuz (3 Kilo venduti all’Iran).
Questi fatti sono importanti, primo perché indicano una recrudescenza della volontà russa di "mostrare bandiera" in un momento di debolezza americana e secondo perché ci ricordano come una qualsiasi Nazione con poche tradizioni marinare possa comprare per 300 e passa milioni di dollari un mezzo navale capace di sparare missili e siluri anche con testate nucleari (o peggio). E non scordiamocelo a 5 nodi di velocità non esiste sistema passivo che possa intercettare un sottomarino tipo Kilo. Certo un sistema attivo potrebbe, ma con il pericolo di indicare al Kilo dove sia il nemico e rispondere all’identificazione con armi efficacissime.

Una nuova guerra fredda con Cina Russia in crescita e l’Occidente in crisi, problemi fra Cristianesimo ed Estremismo Islamico, Guerre in perdita, ma impegnative come l’Afghanistan può portare solo a crisi sempre più gravi e siccome la proliferazione nucleare è arrivata a Nazioni che possono usarle con meno remore (Sud Africa, Pakistan, Israele ed Iran) di quanto i precedenti interpreti di quella guerra avessero, non vediamo per il mondo un futuro roseo. Tutt’altro.

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