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Perché Siamo Sempre Più Nudi Sui Social?


15 gennaio 2018 ore 18:04   di IoLeCose  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 154 persone  -  Visualizzazioni: 171

Navigando su Facebook, Instagram ed altri noti social, è possibile osservare uno strano fenomeno che a lungo andare può far porre determinate domande e scatenare giuste riflessioni. Ragazzi e ragazze, influencer, ma anche vip di qualsiasi età nonché adulti d'ogni genere e appartenenti a qualsiasi estradizione sociale, tendono ad esibire buona parte del proprio corpo, in pose strategiche che puntano ad ottenere il solito effetto vedo/non vedo.

Per quanto riguarda Instagram tale descrizione appare coerente con la realtà dei fatti. Se però ci colleghiamo ad altri portali più liberi ed emancipati, scopriamo che il discorso cambia radicalmente. I profili Tumblr sono ricchi di persone che senza alcuna forma di censura esibiscono genitali e glutei, consapevoli del fatto che non c'è rischio di segnalazione o ban.
Un'interpretazione banalizzabile del fenomeno risulta essere un errore grave. Qualsiasi aspetto storico e sociale non va mai analizzato con superficialità, specie se riguarda la complessa e stratificata società attuale.


Le ragioni sono principalmente due. La prima trae origine da mero interesse economico. Lavorare con il proprio corpo, la propria bellezza e le proprie nudità non è di certo una scoperta del nostro tempo. L'avvento dei social non ha fatto che ampliare il tutto. Chi sogna di lavorare come modello, influencer o settori simili usa il suo profilo come immediato e spesso efficace strumento di auto promozione. Non è raro essere contattati da aziende che chiedono di pubblicizzare i proprio prodotti, allettati dai tanti like e dai tanti follower di un utente. E questi ultimi crescono con l'aumentare di foto hot. Inoltre chi comincia a muovere i primi passi nel settore della moda, iniziando a prendere parte ai primi concorsi, cercando di entrare nelle piccole agenzie, può in questa maniera farsi notare e può crearsi un nutrito seguito.

La seconda ha a che fare con la vera essenza del mondo social. Se questi sono nati nel XXI sec. c'è una ragione. Ed in realtà questa motivazione trae vita da una prerogativa tutta umana che va al di là delle epoche ma che con gli ultimi anni è aumentata. Ogni individuo vive di un certo e moralmente accettato grado di voyeurismo. Il bisogno di sapere tutto di tutti, l'amore per il pettegolezzo, l'interesse quasi eccitante per la parte intima e vulnerabile dell'altro, è un aspetto tutto umano, che appartiene ad ogni epoca, eppure che è emerso solo ai giorni d'oggi.

Il fatto è che negli anni addietro non vi erano ne i mezzi materiali, ne le possibilità etiche per poter alimentare questo aspetto della nostra specie. Oggi giorno spettegolare viene considerata un'attività futile ma non disonorevole. Chiunque ama parlare e divulgare storie relative ad amici, nemici e conoscenti. Il gossip è diventato genere giornalistico e c'è chi paga per soddisfare il suo bisogno di entrare nella vita dei propri beniamini. Le storie, i video, le foto, le dirette, consentono di vedere in che modo una persona parla, come sorride, quando corruga le rughe della fronte, per quale squadra tifa, quale musica ascolta e molto altro ancora. Inoltre ci da la possibilità di non dover più immaginare sotto l'involucro degli abiti quale fisicità nasconde. Insomma con il progresso tecnologico l'essere umano muta la società e questa cambiando ci trasforma.

Ed è questa la vera ragione del successo dei social. Il fatto che questi nuovi portali hanno permesso di realizzare quel desiderio tutto umano di entrare di nascosto nelle case degli altri, senza doverlo fare per davvero. Le persone sono diventate delle mosche che, entrando dal buco della serratura, possono ammirare un individuo qualsiasi mentre fa la doccia o abbraccia la persona amata. E questo non sarebbe mai potuto accadere se nell'animo umano il vouyerismo non convivesse con l'altrettanto prepotente esibizionismo. Si prova piacere nel poter spiare l'altro ma diventa ancora più gradevole poterlo fare e consentire agli altri di farlo. I social ci fanno vedere solo l'aspetto gradevole dell'altro e della sua vita e nello stesso momento ci consentono di mostrare noi e la nostra esistenza in un alone di serenità e successo.
In conclusione. Facebook ed Instagram non hanno solo creato una fantasmagoria della condivisione e della comunicazione, ma hanno dato origine anche all'illusione del contatto e della conoscenza dell'altro.

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